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Chiamati per nome

Venerdì  6 agosto 2021, presso la parrocchia Santa Maria Assunta a Ischia Ponte si è tenuta una veglia vocazionale per il venticinquesimo anno di sacerdozio di Don Carlo Candido e Don Pasquale Trani, alla presenza dei due sacerdoti.

Suggestivo l’allestimento, preparato con cura scrupolosa, dalle luci a ogni singolo particolare, come l’altare trasformato in barca adornata con le reti dei pescatori, la croce con il drappo, la madonnina sotto un arco di fiori. All’ingresso ogni persona riceveva un

cartoncino ritagliato minuziosamente a formare due pesciolini colorati: uno più grande e uno più piccolo, in tema con il vangelo e il significato della veglia: “Chiamati per nome”.

Dopo i canti d’ingresso, don Marco Trani ha introdotto le letture, per primo un brano tratto dalla catechesi di Papa Francesco sul Sacramento dell’Ordine: “in forza dell’Ordine il ministro dedica tutto se stesso alla propria comunità e la ama con tutto il cuore: è la sua famiglia. Come? Come Cristo ama la Chiesa”. Sono state parole fondamentali per capire realmente da dove proviene la vera vocazione del sacerdote.

Successivamente è stato esposto il Santissimo Sacramento e si è vissuto un bel momento di raccoglimento e preghiera.

Il filo conduttore della veglia è stato il vangelo di Luca (5, 1-11), letto e meditato,  in particolare la frase:«“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono», che ha introdotto le testimonianze dei due sacerdoti, parroco l’uno di S. Sebastiano Martire e di Maria SS. Madre della Chiesa e l’altro di S. Maria Assunta, i quali hanno raccontato di come siano stati chiamati dal Signore, di come abbiano lasciato tutto per seguirlo, nonostante le molteplici difficoltà.

Sono stati quindi letti due brani del messaggio di San Giovanni Paolo II scritto in occasione della quarantaduesima giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, in cui il Papa sottolinea l’importanza della relazione tra l’uomo e Cristo, e quanto sia fondamentale alimentare questa relazione con la preghiera, nella quale si sviluppa un vero dialogo con Cristo che ci rende suoi intimi:” rimanete in me ed io in voi”(Gv15,4)

Questo legame con Cristo ci fa avvertire la sua presenza anche nei momenti d’apparente fallimento, quando la fatica sembra inutile: è in particolare in tali momenti che occorre aprire il cuore alla Grazia e consentire alla parola del Redentore di agire con tutta la sua potenza; il rapporto creato con Cristo non solo ci fa sperimentare il mistero della nostra esistenza ma anche comprendere la nostra vocazione.

Il messaggio del pontefice si conclude rivolgendosi ai giovani: “Duc in altum”, “prendete il largo”.

“Carissimi ragazzi e ragazze! Fidatevi di Lui, mettetevi in ascolto dei suoi insegnamenti, fissate lo sguardo sul suo volto, perseverate nell’ascolto della sua Parola. Lasciate che sia Lui a orientare ogni vostra ricerca e aspirazione, ogni vostro ideale e desiderio del cuore”.

Alla fine della veglia i presenti sono stati tutti invitati a scrivere sul cartoncino precedentemente consegnato, nel pesciolino più grande il nome, la cosa o l’avvenimento che lo aveva portato a Dio e nel pesciolino più piccolo il/i nomi delle persone che si vorrebbero portare a Dio. Poi i cartoncini sono stati portati all’altare e riposti nella rete ai piedi del Santissimo Sacramento.

La veglia si è infine conclusa con la Benedizione Eucaristica.

Di Carmen e Elena

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