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“Cosa ho fatto per meritarmi questo regalo di compleanno?”

Intervista a Carla Rabezzana cugina di Papa Francesco. Residente a Portacomaro, racconta con gioia le telefonate con il suo “Giorgio”. “È sempre stato intelligentissimo e umile”.

Una notorietà della quale avrebbe forse fatto a meno. Riservata e “sabauda”, racconta però con entusiasmo il ciclone mediatico che l’ha travolta da quando, verso metà ottobre, il vescovo di Asti, Marco Prastaro ha ufficializzato la visita, ad Asti, del Papa il 19 e 20 novembre.

Carla Rabezzana, 90 anni l’8 novembre è un fiume in piena mentre racconta di suo cugino Giorgio (come lo ha sempre chiamato), che sente una volta al mese e che, scherzando le chiede se “è la casa di riposo“.

È cugina di secondo grado del Papa; la mamma, Ines Bergoglio era cugina prima del padre di Papa Francesco, Mario Bergoglio. È originaria di Celle ma ha vissuto a Torino per tantissimo tempo. I suoi due figli vivono nel Torinese e in provincia di Bergamo. A Portacomaro c’è anche “La vigna del Papa” con le vigne di Grignolino di cui Carla è madrina.

Quando ha deciso di venire ad abitare a Portacomaro?

Sono qui dal 2015, i miei nonni abitavano a Portacomaro e io da bambina venivo sempre, ho fatto anche quarta e quinta elementare qui. Da giovane passavo le estati a Portacomaro, andando a ballare sui balli a palchetto. Quando sono rimasta vedova ho aspettato un po’ ma poi sono tornata dove avevo tanti ricordi e mi conoscono tutti. Ho trovato un bell’appartamento, un po’ (scherza) è come essere davvero in casa di riposo.

Quando ha conosciuto il cugino che sarebbe diventato Papa?

L’ho conosciuto a Torino quando aveva già più di trent’anni. Era un Gesuita che insegnava e veniva in Italia abbastanza spesso perché continuava a studiare. Quando l’ho conosciuto stava andando a Francoforte per motivi di studio e in quell’occasione volle conoscere i parenti con i quali era rimasto in contatto. Dall’Argentina prima di andare a Francoforte venne a conoscerci.

E che impressione ne ebbe?

Una persona incredibile, intelligentissimo, con una memoria pazzesca e davvero umile, ma allora non ci feci caso mi sembrava una caratteristica normale dei gesuiti.

Da allora vi siete sempre sentiti?

Altroché, lui stava anche spesso da me a Torino a dormire, sono la parente con cui ha avuto più contatti. Mi chiama almeno una volta al mese per scherzare e per sapere come stiamo.

Quanti parenti sarete a incontrarlo in occasione della visita ad Asti?

Saremo sei con tutte le famiglie, ci saranno anche tre cugini di Torino e due di Tigliole e Vaglierano. Saremo tutti alla messa in Cattedrale e poi, dopo il pranzo, partirà per il Vaticano.

Un regalo incredibile per i suoi 90 anni!

Il più bello della vita. Me lo merito? Questa notizia mi ha messo in prima pagina ma io non ho nessun merito nell’essere sua parente.

Ma lei farà un regalo al Papa?

Ma no, cosa mai si può regalare a un Papa?

Fonte: Betty Martinelli – La voce di Asti.it

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