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Per il tuo bene

Ciao bambini! Come state? Ci stavamo chiedendo in quali posti sarete ora: sicuramente al mare, ma magari anche in montagna, oppure, molti di voi, saranno rimasti a casa a godere delle bellezze della nostra isola. Ogni paesaggio è bellissimo anche se, in ogni luogo in cui ci si reca, serve fare attenzione a diverse cose. Quanti di voi possono dire di non aver mai sentito i propri genitori dire: “Per il bagno devi aspettare perché hai appena mangiato!”, oppure, “Non spingerti troppo al largo!”, o ancora, “Non andare nell’erba alta!”.

Tutti, anche noi alla vostra età, abbiamo storto un po’ il naso ad ascoltare queste cose, ma vi assicuriamo che queste raccomandazioni sono per il vostro bene! Eh sì, perché quando si ama tanto qualcuno si cerca di proteggerlo dai pericoli anche quando, a quel qualcuno, la cosa non piace molto. Questo è il compito della vostra famiglia e questo è il compito del Signore nei nostri confronti che, come Padre, ci mette in guardia sul male a cui possiamo andare incontro. E quando ce lo dice? Molte volte!

E una di queste la incontreremo proprio nel Vangelo di Luca di domenica 7 agosto: “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi un tesoro sicuro nei cieli… Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore… Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «… Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più»”. Come vedete, cari bambini, Gesù ci tiene a rassicurare i discepoli (e a rassicurare anche noi), su quanto grande sia l’amore di Dio tanto da scegliere di aprirci le porte del Regno dei Cieli, ma questo meraviglioso Regno, che sarà la nostra casa per tutta l’eternità, si raggiunge percorrendo un’unica via fatta di gesti di amore, generosità e gioia di donarsi agli altri che arriva proprio dall’avere Dio nel nostro cuore! Queste sono le monete preziose di quel famoso “tesoro” di cui vi abbiamo già parlato e che Gesù ricorda nuovamente! Ma a tutto questo si aggiunge una raccomandazione: “Siate pronti”.

Pronti a cosa? Al passaggio di Dio nella nostra vita! Perché Dio passa continuamente nella vita, cari bambini! Lo fa attraverso le persone e le situazioni di ogni giorno: Dio è sempre con noi e vive con noi nella nostra quotidianità anche se non lo vediamo! Per questo Gesù ci invita ad essere attenti e a comportarci fraternamente come Lui, tramite il suo esempio, ci ha insegnato a fare; perché quando finalmente lo vedremo, non saremo stati colti di sorpresa e non ci pentiremo del bene che non abbiamo fatto! Un momento, in tutto questo parlare c’è qualcuno che è rimasto confuso! Chi è? È San Pietro che non ha capito a chi è rivolto questo discorso e Gesù, quasi di proposito, gli risponde con un esempio.

San Pietro avrà capito? Non lo sappiamo, però, sappiamo cosa Gesù vuole dire in quella parabola: la grazia di essere cristiani, avendo fede in Dio e riconoscendo di essere suoi figli, è un grande dono che non tutti hanno, ma, come tutte le cose belle, ha anche una grande responsabilità perché, nel momento in cui decidiamo di non seguire le orme del Signore, e siamo liberi di farlo, facciamo una scelta ben precisa sapendo a Chi e a Cosa stiamo rinunciando: il Suo immenso Amore. Questo è un grande dolore per il Signore, sapete? Perché chi non Lo conosce, in realtà, non Lo rifiuta nemmeno, perché non sa della Sua presenza, e il Signore ne terrà conto, ma se ad andarsene invece è un amico? Le cose cambiano, vero? Sì, decisamente…per questo ci viene da dire che queste ultime parole del Vangelo erano per i discepoli, vero? Ma non sono solo loro, gli amici e i discepoli di Gesù, sapete? E chi altri? Beh, indovinate un po’? Nel caso possiamo suggerire, ma immaginiamo che abbiate già la risposta!


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