Ci ricordano i sacerdoti che la processione del Corpus Domini è “LA” Processione con la P maiuscola a significare, evidentemente, che vi è un’enorme differenza tra il portare in giro il simulacro, la statua di un Santo e l’accompagnare per le nostre strade il corpo del Signore Gesù, vivo e vero nelle specie eucaristiche. Il Corpus Domini (che letteralmente significa “Corpo del Signore”) è una delle festività più importanti della Chiesa cattolica. La festa nacque per ribadire la fede nell’Eucaristia, messa in discussione da alcune correnti di pensiero dell’epoca, e fu istituita ufficialmente nel 1264 da Papa Urbano IV ed estesa alla Chiesa universale dalle devozioni prima nate localmente. L’istituzione fu fortemente influenzata da due eventi:
- Le visioni di Santa Giuliana di Mont Cornillon (Liegi, Belgio): Nel XIII secolo, una suora ebbe visioni che chiedevano alla Chiesa di istituire una festa solenne dedicata all’Eucaristia per contrastare le ricorrenti tesi orientate ad affermare che l’eucarestia era solo un mero simbolo.
- Il Miracolo di Bolsena (1263): Avvenuto nell’omonima cittadina laziale. La storia narra di un’ostia consacrata che iniziò a sanguinare copiosamente, macchiando il lino liturgico (il corporale), durante una messa celebrata da un presbitero, pellegrino dalla Boemia, che proprio mentre innalzava l’ostia, dubitò della presenza del Signore in essa. Quel corporale è ancora oggi conservato nel magnifico Duomo di Orvieto. Le successive analisi del DNA di quel sangue hanno confermato che si tratta di sangue umano appartenente al gruppo AB e di tessuto miocardico (muscolo del cuore).
Altra nota storica di rilievo riguarda la composizione dei testi liturgici e degli inni che il Papa Urbano IV affidò a San Tommaso d’Aquino, suo contemporaneo.
Nelle comunità parrocchiali del decanato di Ischia tutto è iniziato nel pomeriggio della domenica della festa. Le mamme della parrocchia Santa Maria Assunta di Ischia Ponte si sono date appuntamento presso le rampe di Sant’Antonio, antistanti la chiesa dei frati minori, per realizzare sul suolo stradale la tradizionale “infiorata” su cui poi passa GESU’ EUCARESTIA, stretto tra le mani del sacerdote. Nonostante il sole cocente che picchiava in quelle ore, queste mamme hanno realizzato un’opera d’arte come potete vedere nell’immagine. Medesima cosa hanno fatto i parrocchiani del Buon Pastore, da dove partiva la processione dopo la messa celebrata in unità tra i sacerdoti del decanato. Entrambe le comunità, con queste infiorate, hanno voluto esprimere la loro gioia per il passaggio di Gesù per le loro strade.
In contemporanea tutti gli abitanti, delle zone prospicienti il passaggio di Gesù, hanno abbellito i luoghi come se a breve dovesse passare un re: si andava da composizioni floreali a striscioni, a rigogliose piante, le tradizionali coperte buone appese ai balconi, scritte e bandiere inneggianti all’evento, il tutto sistemato armoniosamente, in una amichevole gara nel realizzare il quadro più bello per nostro Signore. Un vero clima di festa ha accolto, dunque, Gesù Eucarestia per le strade percorse dalla processione aperta dai sacerdoti, i diaconi e i ministranti e completata soprattutto da tantissimi fedeli che hanno voluto far sentire la propria presenza al seguito del Signore. D’altronde, cosa può esserci di più bello per un Cristiano che stare alla presenza e in compagnia di nostro Signore?
I canti proposti, tutti tratti dalla tradizione, non hanno scoraggiato gli appartenenti alle nuove generazioni che, aiutati dai più anziani, hanno elevato insieme il proprio canto di lode. Anche i brani del Vangelo, scelti per l’occasione, hanno suscitato forti emozioni nei fedeli. Giunti davanti alla chiesa di Sant’Antonio, padre Adriano ha voluto sottolineare l’importanza dell’aver costruito, tutti insieme, questa festa, ringraziando anche i tantissimi sacerdoti presenti in rappresentanza di tutte le parrocchie del decanato. Ha impartito, poi, la benedizione dal sagrato della chiesa chiedendo per tutti la presenza costante di Gesù Eucarestia nel proprio cuore, affinché tale presenza possa essere compagna di viaggio e vita di ognuno.



