Come già è accaduto nel mese di maggio, anche a ottobre la comunità parrocchiale di Ischia Ponte è uscita dalle mura della chiesa per riunirsi in spazi aperti. In passato si è trattato di un parcheggio, dell’area dell’ex carcere, di un androne, un giardino, o di altri spazi messi di volta in volta a disposizione. Stavolta, come ai tempi dei primi cristiani, i fedeli si sono ritrovati in una casa!! Grazie alla disponibilità della dr.ssa Maria Rosaria Cuzzocrea, che un mese fa ha visto il suo amato sposo Guerino Cigliano volare verso il cielo, tanti sono stati i fedeli che hanno potuto essere partecipi di una messa speciale.
Maria Rosaria ha aperto le porte della sua casa, situata in uno dei palazzi più antichi del Borgo di Ischia Ponte. Il clima che si è respirato è stato tipico di una grande famiglia che si ritrova intorno al tavolo della mensa per le occasioni importanti, come può essere una celebrazione eucaristica dal sapore più intimo. Attorno alla mensa era stato disposto tutto quanto poteva fungere da posto a sedere, come divani, sedie poltrone, puff, sgabelli, per accogliere comodamente le tante persone accorse a questo evento. Ovviamente, non si è trattato di semplice curiosità, ma della gioia di essere con Gesù in un posto molto simile ai luoghi dove era solito incontrare i suoi discepoli.
La presenza di Guerino si avvertiva molto forte. Ogni oggetto presente sembrava parlare di lui, e il vuoto lasciato dalla sua amabile persona può essere compensato solo dal saperlo tra le braccia di Maria e al cospetto di Dio Padre. Il sacerdote ha voluto ricordarlo all’inizio della celebrazione, ringraziando di cuore la moglie per aver aperto la sua casa a quanti hanno voluto condividere la gioia di stare insieme a Gesù. Durante le preghiere dei fedeli padre Adriano ha chiesto ai presenti di elevare a Dio una preghiera personale. Ed ecco che le suppliche non si sono fatte attendere: chi ha pregato per la guarigione di una catechista; chi per le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese; chi per chi vive la disabilità in famiglia, perché sia aiutata concretamente dalla comunità parrocchiale. I presenti non si sono tirati indietro e ognuno ha voluto formulare una preghiera, che veniva dal cuore, per qualcuno o per qualcosa di concreto.
Padre Adriano ha voluto sottolineare l’importanza di essere parte di una famiglia dove tutti gioiscono, ma dove anche tutti si aiutano. E proprio come in una famiglia tutti hanno, poi, aiutato a sistemare il salone che ci ha ospitati, ma solo dopo aver condiviso i dolci preparati per l’occasione. Nell’andare via, da più parti è venuta spontanea la richiesta di potersi ritrovare più spesso in una casa piuttosto che in una chiesa, soprattutto durante i giorni feriali della settimana, quando i fedeli in chiesa si contano sul palmo di una mano. Probabilmente, l’idea di poter pregare in una casa è molto più sentita, proprio perché è un luogo più raccolto e familiare dove potersi incontrare. In ogni caso, occasioni come questa, sembrano rinsaldare in tutti lo spirito di comunità, di confidenza, di rispetto e di conoscenza reciproca. Forse perché è proprio bella questa idea che non è la gente che va in chiesa, ma la “chiesa” che va dalla gente.



