di Lucia Mazzella, Animatrice Progetto Policoro Diocesi di Ischia
Nella mattinata di sabato 31 ottobre si è svolto a Pompei un momento di incontro e condivisione tra le équipe diocesane e gli Animatori di Comunità del Progetto Policoro della Campania. A guidare i lavori S.E. Mons. Antonio De Luca, con l’animazione del coordinatore regionale Raffaele Cerciello. È stata una giornata dedicata al dialogo e alla riflessione, per rafforzare le relazioni, condividere esperienze e rilanciare insieme la missione del Progetto Policoro accanto ai giovani e alle comunità del territorio.
Presente anche il Progetto Policoro della Diocesi di Ischia, con i suoi animatori e tutor, che hanno partecipato a questo importante momento di confronto, portando il contributo del cammino vissuto sul territorio e accogliendo con disponibilità le prospettive di rinnovamento che stanno attraversando il Progetto.
«Non ricordate più le cose passate… Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia». Le parole del profeta Isaia hanno accompagnato la riflessione della giornata, richiamando non alla dimenticanza del passato, ma alla fedeltà di Dio, che continua a generare vita e ad aprire strade nuove.
Una prospettiva che racconta anche l’identità del Progetto Policoro: riconoscere possibilità dove altri vedono problemi e, soprattutto, non lasciare soli i giovani. Custodire la memoria dei volti e delle esperienze significa, infatti, continuare a interrogarsi sulle esigenze del presente e sui germogli di futuro che nascono nelle comunità.
Nel confronto è emersa con forza l’importanza dell’équipe, intesa come luogo di corresponsabilità e discernimento. Un’équipe «irrequieta», capace di non fermarsi al «si è sempre fatto così», di mettersi in discussione e di valorizzare non soltanto i risultati, ma soprattutto la bellezza dei processi, delle relazioni e del camminare insieme.
Nel suo intervento, Mons. Antonio De Luca ha sottolineato che «Policoro è una visione». Una visione da accogliere e abitare, soprattutto in un tempo in cui si rischia di agire soltanto per interesse personale o gratificazione. «La speranza si alimenta con le visioni», ha ricordato, richiamando la necessità di tenere insieme fede e concretezza: «La fede senza le opere è morta».
Tre le indicazioni consegnate agli animatori: conoscere gli scenari, per comprendere le sfide legate alle guerre, alle povertà e alle emergenze educative e ambientali; intercettare le prospettive, individuando possibili vie d’uscita; consolidare un metodo capace di trasformare le visioni in azioni concrete.
Un cammino che richiede fede, responsabilità e ascolto, per alimentare la fiducia e promuovere non una meritocrazia che alimenta le ambizioni, ma una meritevolezza capace di suscitare vocazioni.
Il messaggio conclusivo è un invito a riscoprire il valore di ciascuno: non inseguire il massimo, ma raggiungere il meglio di sé. Perché il Vangelo ci chiama nella nostra dignità e ci invita a rispondere con responsabilità.
Per il Progetto Policoro di Ischia, questo incontro rappresenta anche un’occasione per guardare al futuro con fiducia e rinnovata disponibilità, pronti ad accompagnare l’evoluzione che il progetto sta già vivendo e che troverà una più chiara definizione nel nuovo anno, il 2027. Un tempo da abitare con spirito di servizio, apertura e corresponsabilità, continuando a mettere al centro i giovani e le comunità del territorio.
A Pompei, il Progetto Policoro ha rinnovato così la propria missione: essere una Chiesa capace di abitare il proprio tempo, accompagnare i giovani e generare futuro, insieme.



