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Quando le azioni parlano più delle parole

10 gesti iconici in 10 anni da papa

Papa Francesco ha lasciato il segno fin dalle prime ore del suo pontificato con i suoi gesti e le sue parole. Mentre il pontefice argentino si prepara a celebrare i 10 anni dal suo arrivo sulla Cattedra di Pietro, eccovi 10 gesti che gettano una luce particolare sul pontificato del primo papa sudamericano della storia.

1. Papa Francesco si inchina ai fedeli nella notte della sua elezione
(13 marzo 2013)

Il nuovo papa era appena apparso sul balcone della Basilica di San Pietro e già spiccava il suo stile. Arrivato in una semplice tonaca bianca, il papa argentino ha fatto una richiesta insolita: “Vi chiedo di pregare il Signore che mi benedica”. 

Mettendo in pratica le sue parole, il primo papa a prendere il nome di Francesco ha chinato il capo davanti alla folla di fedeli radunata in piazza San Pietro e in via della Conciliazione, per ricevere la preghiera di benedizione di Dio. 

Per circa 15 secondi è calato il silenzio su questa serata storica. Otto anni prima, Papa Benedetto XVI aveva lasciato il segno presentandosi come “un umile servitore nella vigna del Signore”. Il suo successore ha fatto lo stesso, a modo suo.

2. Lancio di fiori in mare in memoria dei migranti annegati a Lampedusa
(8 luglio 2013)

Papa Francesco si era insediato sul Soglio di Pietro solo da poche settimane quando decise, per il suo primo viaggio, di recarsi nella piccola isola di Lampedusa per “piangere i morti” dell’immigrazione. 

Di fronte al mare, dopo un lungo momento di meditazione, ha gettato in acqua una corona di fiori in ricordo delle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo, un mare diventato un “grande cimitero”. Secondo le Nazioni Unite, dal 2014 al 2020 sono morti nel Mediterraneo più di 20.000 migranti.

3. Papa si confessa davanti al pubblico
(28 marzo 2014)

Questo ovviamente non era previsto. Nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco è stato guidato dal suo cerimoniere per entrare in un confessionale e ascoltare le confessioni dei fedeli. Invece, il pontefice argentino si è prima diretto verso un altro confessionale dove lo attendeva un sacerdote. 

Per diversi minuti, e per la prima volta nella storia, macchine fotografiche e fotografi hanno potuto immortalare questa scena di un papa che si confessa. L’obiettivo era chiaro: incoraggiare i cattolici a riscoprire il gusto per questo sacramento dove Dio perdona tutti i peccati. 

È anche in questa prospettiva che il Papa indirà l’anno successivo un Giubileo della Misericordia.

4. Abbraccia il Patriarca russo a Cuba
(12 febbraio 2016)

Quasi mille anni dopo il grande scisma del 1054, il capo della Chiesa cattolica incontra per la prima volta il Patriarca ortodosso di Mosca. Questo storico incontro, avvenuto all’aeroporto di Cuba, suggella il riscaldamento dei rapporti tra le due Chiese. 

Davanti a un grande crocifisso in stile bizantino, i due uomini si abbracciarono e si baciarono sulle guance. Il lento riavvicinamento tra le due Chiese sarà brutalmente interrotto dalla guerra in Ucraina.

I disaccordi generati dal conflitto sono diventati palesi quando i giornalisti hanno riferito che papa Francesco ha chiesto a Kirill di non diventare “il chierichetto di Putin”.

5. Riporta sul suo aereo 12 profughi da Lesbo
(16 aprile 2016)

“Siamo tutti migranti”. Nell’aprile 2016 Papa Francesco ha voluto lasciare un segno nelle coscienze europee. Mentre il Mediterraneo è ancora teatro di tragedie umane e migliaia di profughi si trovano in centri che il Pontefice denuncerà come “campi di concentramento”, Francesco si è recato in Grecia e ha visitato un campo profughi a Lesbo con il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e Ieronymos, il religioso ortodosso Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia. Al suo ritorno ha sorpreso tutti caricando sul suo aereo 12 migranti, tra cui sei bambini. Le tre famiglie musulmane provenivano dalla Siria.

6. Abbraccia il grande imam di Al-Azhar
(4 febbraio 2019)

Non è stato il loro primo abbraccio, ma quello ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, nella penisola arabica, è storico. Già da diversi mesi Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb stavano preparando una dichiarazione sulla Fratellanza Umana. 

Ottocento anni dopo l’incontro tra Francesco d’Assisi e il Sultano al-Malik al-Kamil, i due capi religiosi si sono incontrati per firmare un testo che sostiene la pace e condanna la giustificazione della violenza in nome di Dio. È stato un gesto potente, avvenuto alla fine di un decennio segnato in particolare dalla violenza di Daesh.

Nel marzo 2021 papa Francesco incontrerà in Iraq la massima autorità spirituale dei musulmani sciiti, il grande ayatollah Ali al-Sistani.

7. Bacia i piedi ai leader del Sud Sudan
(11 aprile 2019)

Il 266esimo papa si è inginocchiato davanti ai due leader sud sudanesi, baciando loro i piedi in un appello affinché sostenessero la sua richiesta di pace. In quel mese di aprile 2019, l’insolita immagine ha fatto il giro del mondo. 

Con questa azione, che ha sorpreso anche i suoi più stretti collaboratori, Papa Francesco ha acceso i riflettori sulla tragica situazione di un Paese che, dalla sua creazione nel 2011, non ha conosciuto altro che la guerra.

Sulla scia di questo gesto, il Papa si recherà in Sud Sudan nel febbraio 2023 con l’Arcivescovo di Canterbury e il Moderatore della Chiesa di Scozia per ribadire un appello alla pace.

8. Preghiera in Piazza San Pietro durante la pandemia da Covid-19
(27 marzo 2020)

È un’immagine che rimarrà nei libri di storia. Il 27 marzo 2020, mentre gran parte del mondo era confinato e le campane delle chiese di Roma suonavano, Papa Francesco si trovava da solo davanti a una piazza San Pietro vuota e battuta dalla pioggia. 

Milioni di persone davanti ai loro schermi lo hanno visto pronunciare una benedizione Urbi et orbi, “alla città e al mondo”, in un’atmosfera apocalittica. Pochi giorni prima aveva affidato alla Beata Vergine Maria la città di Roma, mentre l’Italia soffriva gli effetti di un virus allora sconosciuto e i servizi di emergenza nel nord della penisola erano sopraffatti.

9. Visita all’ambasciata russa
(25 febbraio 2022)

Il Papa ha compiuto un gesto senza precedenti subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Il 25 febbraio, poche ore dopo l’invasione, ha deciso di recarsi di persona all’ambasciata russa presso la Santa Sede per parlare con l’ambasciatore russo. 

“È stata una decisione che ho preso durante una notte di veglia, pensando all’Ucraina”, racconterà in seguito, dicendo di essere assolutamente determinato a fare qualcosa “in modo che non ci sia più un morto in Ucraina”.

Altre azioni seguiranno durante tutto l’anno. Il 6 aprile, nel mezzo di un’udienza generale, ha baciato la bandiera ucraina che gli era stata appena inviata dalla città di Boutcha. Lì, i cadaveri – alcuni con le mani legate dietro la schiena – erano stati appena scoperti dopo il ritiro delle truppe russe.

10. L’addio alla bara di Benedetto XVI
(05 gennaio 2023)

L’immagine è inedita perché mai nella storia recente un papa aveva seppellito il suo predecessore. In piazza San Pietro era appena terminata la messa funebre e papa Francesco, mentre si sta dirigendo verso la basilica, si voltò ad aspettare la bara di Benedetto XVI. 

Il pontefice argentino prima la benedisse, poi posò la mano destra sulla bara di legno di cipresso e si inchinò. “Benedetto, fedele amico dello Sposo, possa la tua gioia essere completa mentre ascolti la sua voce, adesso e per sempre!” Questa la preghiera di Francesco per il suo predecessore a conclusione dell’omelia che aveva pronunciato pochi minuti prima.

Fonte: Antonio Mekary – Aleteia – I.Media

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