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Un superpotere

Ciao bambini! Bentornati e buona Pasqua!!! Ancora? Certo! Ricordate? La Pasqua non è finita! Vivremo questo meraviglioso tempo fino al 6 giugno: giorno della Pentecoste nel quale lo Spirito santo scenderà sugli Apostoli!

Fino a quel momento, infatti, Gesù rimane con i discepoli per prepararli ed istruirli. Ma tra tutti gli insegnamenti dati dal Signore, ce n’è uno, importantissimo, che non viene dato dopo la Sua Risurrezione, ma in un momento che abbiamo già vissuto: il Giovedì Santo!

Questo insegnamento è così prezioso che il Vangelo di Giovanni, di domenica 15 maggio, ci fa fare un salto indietro nel tempo fino a ritornare a quel giorno.Di che comandamento si tratta? Riscopriamolo insieme:Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Cari bambini, come vedete ci ritroviamo in un momento ben preciso: Gesù ha appena celebrato l’ultima cena con i suoi discepoli istituendo la Santissima Eucaristia tramite il gesto dello spezzare il pane e distribuire il vino come segno del suo corpo e del suo sangue.

Dopo questo atto importantissimo Gesù si inginocchia a lavare i piedi dei suoi discepoli, Giuda compreso, e dopo aver proclamato che sarebbe stato tradito, Gesù invita Giuda a fare quello che doveva, così lui uscì per andare a chiamare le guardie. È solo in questo preciso istante che Gesù dà ai suoi discepoli il comandamento dell’amore: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”. Cari bambini, secondo voi, perché Gesù dice queste parole proprio in quel momento e non prima? Perché era il momento migliore per dimostrare l’amore di cui stava parlando.

Sì bambini, noi sappiamo bene che si possono dire tante belle parole, ma se non ci comportiamo bene come diciamo, allora, nessuno avrà fiducia in noi perché sembreremo poco credibili. Ovviamente i discepoli credono in Gesù, ma Lui, proprio nel suo momento più difficile, quando sta per essere condannato e morire in croce, pensa solo a servire i suoi discepoli e a parlare loro dell’importanza dell’amore.

Pensiamoci bene: Gesù ha dato il pane ed il vino anche a Giuda; anche a lui ha lavato i piedi nonostante sapesse che lo avrebbe tradito. Perché? Perché il vero potere del Signore è l’Amore e il modo migliore per dimostrare questo amore è compierlo quando nessun altro lo farebbe.

Chi servirebbe un suo nemico? Chi insegnerebbe ad amare mentre aspetta di essere arrestato, picchiato e crocifisso? Chi lo farebbe, bambini, se non Dio? E proprio nel momento di maggiore paura (perché Gesù, che era anche uomo, ne aveva tanta), decide di dimostrare qual è l’unica cosa che conta: amare i propri fratelli fino alla fine, senza timore e senza aspettare di essere ricambiati, perché Dio ricompenserà questo amore con una gioia senza fine nella vita eterna.

Questo Gesù lo promette e siccome lo ha anche dimostrato, cari bambini, non possiamo fare altro che credergli!


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