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Donare vale quanto fare

È grazie alle donazioni di tanti che, insieme ai nostri sacerdoti, si dà vita fattivamente alle comunità. Il supporto di tutti coloro che credono nell’operato dei preti sostiene ogni giorno la possibilità di creare un contesto migliore nelle nostre parrocchie dando la possibilità di ingrandire gli orizzonti.

La Conferenza Episcopale Italiana intende sensibilizzare alla corresponsabilità economica che dovrebbe spingere ognuno di noi all’aiuto di coloro che della vita hanno fatto una missione, con un gesto concreto – quello delle offerte appunto – che mai come oggi può essere fonte di risoluzione dei problemi che quotidianamente i parroci si trovano a dover affrontare per aiutare il prossimo. Ed è così che da novembre è partita la campagna 2021 dedicata al sostentamento alla missione dei preti diocesani.

E ovviamente più sono le offerte e maggiore è la possibilità di sostenere tutti quelli che si rivolgono alla Chiesa per superare momenti difficili, soprattutto nell’ultimo periodo storico che stiamo attraversando.

Non tutti sanno dunque che per sorreggere tutti parroci delle nostre comunità religiose, oltre che con l’8xmille, è possibile aiutare con offerte il sistema che paga lo stipendio ai preti, devolvendo donazioni liberamente agli enti preposti, con la possibilità di dedurre dall’imponibile Irpef nella propria dichiarazione dei redditi.

Le offerte hanno un forte valore di solidarietà, perché, con questo tipo di contributo, è possibile arrivare non solo alla propria, ma anche alle parrocchie più lontane e probabilmente più in difficoltà.

Nella nostra realtà isolana è quasi doveroso da parte di noi fedeli far sentire tutta la nostra vicinanza ai parroci che soprattutto in questo ultimo anno sono riusciti a dare sostegno a tanti che si sono ritrovati in forte difficoltà, per via della pandemia e spesso della conseguente perdita del lavoro, vista l’economia per lo più turistica ischitana. E hanno fatto la differenza, facendo spesso rete con le varie associazioni del territorio e cercando in ogni modo di far valere i diritti dei più deboli e oppressi.

Ischia rimane un centro piccolo rispetto alle grandi realtà delle città italiane ma la sua diocesi conta svariati preti e tutti intensamente impegnati nel sociale e nell’aiuto concreto. E tanti i laici che si stringono in cordata attorno alle realtà parrocchiali apportando contributo all’operato instancabile dei tanti sacerdoti in missione sul territorio.

Non mancano in nessuna chiesa dell’isola iniziative che possano riportare la fiducia e la serenità tra i fedeli, in special modo rivolte a giovani e bambini che più di tutti hanno subito le conseguenze dei mesi di lookdown e delle nuove abitudini post pandemia; e queste iniziative sono a carico dei parroci delle varie frazioni che si sentono fortemente responsabili nel ridare a ciascuno quel minimo di sicurezza affinché si riparta insieme e più forti.

 Non bisogna dimenticare inoltre che la realtà isolana vede anche il sorgere di comunità ancora chiuse e più povere economicamente rispetto ad altre, probabilmente per la collocazione geografica che le vede sorgere in luoghi più rurali. Lì il lavoro dei parroci è sicuramente più difficile e ci si scontra con una realtà che vede un impegno a 360 gradi. Ma c’è anche la presenza di località densamente abitate da diverse realtà etniche, anche molto numerose e che hanno necessità della generosità dei parroci di zona che non fanno mancare il loro sostegno, sacrificando quanto è loro con fede e dedizione.

E proprio per la sua territorialità ridotta e per le difficoltà che oggi vive, la Chiesa ischitana promuove il sostegno alle missioni dei preti, perché attraverso le offerte è possibile oltre che aiutare tanti, gettare le basi per alcune parrocchie a progetti che senza l’aiuto dei parroci non potrebbero vedere la nascita. I centri di ricreazione per giovani, le possibilità di aiutare i ragazzi con doposcuola, le sale a disposizione per tutte le attività nelle quali ognuno può sentirsi parte della comunità sono un esempio di quello che i nostri parroci riescono con le loro forze e con il nostro aiuto a creare.

Appare riduttivo, a questo punto, portare come testimonianza una sola storia di un parroco dell’isola in quanto tutti, all’unisono, si prodigano per la comunità di Ischia riuscendovi prontamente con il loro impegno instancabile e i loro sacrifici. Ne sono stata prova tangibile i tanti mesi di difficoltà dell’ultimo anno dove si è vissuto il Vangelo nella sua interezza, con amore e generosità assoluta.

E con molta probabilità nessuno dei sacerdoti ischitani sarebbe d’accordo a dare voce singola a ciò che fa nella propria comunità. Innanzitutto perché il servizio di ciascuno parte proprio dalla riservatezza e dall’umiltà di sentirsi servi amati dal Signore. E in secondo luogo perché il clero diocesano nasce e si sviluppa come una unica catena formata da maglie di sacerdoti e di laici, tanti uomini di buona volontà che si sostengono incondizionatamente a vicenda.

di Annalisa Leo

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