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Primo Messaggio di S. E. Mons. Gennaro Pascarella, Vescovo eletto di Ischia

Carissimi fratelli presbiteri,

carissimi sorelle e fratelli consacrate e consacrati,

carissimi sorelle e fratelli tutti,

Pace a voi!

È questo il dono del Risorto, profetizzato come il “Principe della pace”. Lasciamo che Egli viva in noi, ci unisca sempre più a Lui come tralci alla vite con la divina Eucarestia e ci avvolga con la Sua presenza in mezzo a noi, riuniti nel suo nome e attirato dall’amore reciproco. Egli porta con sé sempre pace e gioia e ci dona una rinnovata capacità di amare.

Pace e gioia ad ognuno di voi!

Stavo cominciando a pensare al termine del mio mandato di Vescovo tra pochi anni, quando mi è stato chiesto di “uscire” di nuovo, di “andare oltre”, di essere anche Vescovo di Ischia. Nella mia vita ho cercato costantemente di comprendere la volontà di Dio su di me e di aderirvi, anche quando metteva a soqquadro i miei progetti. Mi sono fidato del Signore, che mi ha sempre accompagnato, anche nei momenti più difficili e duri. Nel discernimento ho fatto presenti le mie debolezze anche fisiche; ma poi ho aderito con serenità ad un progetto nuovo. Già da seminarista ho imparato che alla volontà di Dio bisogna aderire “sempre, subito e con gioia”. È questa la “tensione” che mi accompagna ancora oggi!

Dal momento in cui ho detto il mio “sì” vi porto ogni giorno nelle mie preghiere. La preghiera allarga il nostro cuore sulla misura del Cuore di Cristo: uniti a Lui il nostro cuore è capace di accogliere tutti, anche i nemici! Potrei non riuscire a memorizzare i vostri volti e ricordare i vostri nomi; ma Lui chiama ciascuno di noi per nome e ci ama come persone uniche e irrepetibili.

In questo mese mariano vi sto affidando nella preghiera del Rosario a Maria, nostra Madre, donna che crede, che ama e che spera. Le sto chiedendo che ci renda degni figli suoi, come Lei “prima discepola di suo Figlio”, autentici discepoli di Gesù.

Sia sempre Lui il “centro” della nostra vita, la bussola del nostro cammino, il senso del nostro vivere e morire. Annunciamo senza sostaa noi stessi, alle nostre comunità che Egli è veramente risorto, che Egli vive, Egli ci ama immensamente, è presente nella nostra vita e nella storia. Aderiamo a Lui con rinnovato entusiasmo. Ascoltiamo con rinnovato ardore la sua Parola. Allora il fuoco brucerà dentro di noi ed esso non potrà non bruciare; con le parole e la vita non potremo non annunciare questa bella notizia che ha portato “cose nuove”, anche se non tutti le vedono!

Comprendo la vostra sofferenza in questo “passaggio” che siete chiamati a fare. La novità comporta sempre un distacco e un “andare oltre”. Nel profondo rispetto e valorizzazione di tutto ciò che Dio ha compiuto nella Chiesa di Dio che è in Ischia e della sua storia siamo chiamati a camminare insieme. Non si tratta di “annessione”, ma di “mettersi insieme” a servizio del regno di Dio. La Chiesa ha come “fine” il regno di Dio, come “condizione” la libertà dei figli di Dio e come “statuto” il precetto dell’amore (cfr. Prefazio comune VII).

Vengo da voi innanzitutto per ascoltare e dialogare per operare insieme un discernimento sui passi da fare. Il discernimento ha bisogno di pazienza, umiltà, fedeltà, apertura, ascolto della Parola di Dio e dei segni dei tempi, fiducia nella presenza e nell’assistenza dello Spirito Santo.

Ci affidiamo a Lui – domani è Pentecoste – perché ci aiuti a comprendere e a realizzare la volontà di Dio, che è sempre per il nostro bene.

È importante porre i passi giusti in questa fase importante della nostra Chiesa.

Consapevole della mia età ho chiesto un aiuto, che mi è stato promesso, perché voglio dedicare a voi tempo ed energie.

Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere discepoli missionari, ad essere autentici annunciatori e testimoni del Signore crocifisso e risorto e del suo Vangelo, singolarmente e comunitariamente.

Invochiamo l’intercessione di Maria, Madre della Chiesa e i Santi Patroni, Santa Restituta e san Giovan Giuseppe della Croce, perché le nostre vite profumino di Vangelo e le nostre comunità, per il dono della comunione e il comandamento dell’amore reciproco vissuto, siano segno di una umanità rinnovata, “spazi di una fraternità vissuta”.

Il Signore colmi delle sue benedizioni tutti voi, in particolare coloro che soffrono le conseguenze della crisi pandemica, che ha evidenziato e accresciuto una crisi sociale, educativa, culturale e anche di fede.

+ Gennaro – vescovo

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