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Gesù capo dei massoni? – Sulle tracce del Risorto 4

Quarta tappa attraverso le ipotesi che mirano a smentire il fulcro delle fede cristiana

Siamo alla quarta puntata del viaggio nel quale don Pasquale ci ha condotti per esplorare dubbi e incertezze circa il cuore, il centro della nostra fede: la resurrezione di Cristo. Si tratta di dubbi che sono sorti nel corso degli anni, suggeriti certamente da un pensiero anticristiano, ma che forse possono sorgere anche in chi ha fede. Don Pasquale sembra volerci suggerire, con questa lunga catechesi, presentata settimane fa presso la Parrocchia di Maria SS. Madre della Chiesa in Fiaiano e giunta quasi al termine sulle pagine del nostro giornale, che è bene che un cristiano credente abbia strumenti e mezzi, soprattutto la Parola, la Sacra Scrittura, ma anche lo strumento della logica, per confutare tali dubbi senza esitazioni.

Nella ipotesi che vi presentiamo questa settimana Gesù sarebbe stato al capo di una cospirazione e la resurrezione sarebbe stato solo un espediente orchestrato dai primi cristiani. «Si tratta della più antica contro-spiegazione della tomba vuota, menzionata finanche nel vangelo secondo Matteo (27, 62-66). In questo si narra di come i leader giudei insistettero presso Pilato perché a vegliare il sepolcro del Nazareno venissero messe delle guardie, onde evitare che i suoi discepoli potessero asportarne il cadavere nottetempo e poi dichiarare che fosse risorto

Questa ipotesi si lega dunque alla teoria della sparizione o del furto del cadavere di Gesù, una idea semplicistica, che oggi trova pochi sostenitori, ma che nel 18° sec. ebbe grande seguito. Per confutare questa tesi don Pasquale fa ricorso prima di tutto all’analisi delle abitudini e al contesto religioso dell’epoca. Sappiamo dai vangeli che a scoprire l’assenza del corpo di Gesù furono delle donne, ma un ebreo del I sec. non avrebbe mai inventato una storia così delicata proponendo come protagoniste le donne. Inoltre «Questa ipotesi non riesce nemmeno a spiegare in modo adeguato le apparizioni del Risorto. Un ebreo del I secolo avrebbe con tutta probabilità descritto tali apparizioni nei termini di una visione di Dio o della risurrezione finale alla fine dei tempi così come la troviamo ad esempio in Daniele 12, 2.» E ancora: se la resurrezione è stata una menzogna, come si spiega che i discepoli abbiano abbandonato tutto per diffondere il Vangelo nel mondo, arrivando al martirio tra atroci sofferenze? E dove avrebbero trovato la forza di ordire un complotto così complesso che prevedeva la simulazione di una resurrezione? Don Pasquale ricorre ancora all’analisi e alla osservazione e della cultura ebraica dell’epoca: «E’assolutamente anacronistico pensare che degli ebrei del I secolo d.C. potessero concepire un imbroglio come la risurrezione di Gesù. Nell’antico giudaismo, infatti, non c’è traccia dell’idea di un Messia che, invece di porsi alla guida di Israele per sorreggere i suoi nemici ed introdurre un’era di prosperità per il suo popolo, si fa ammazzare nel modo più ignominioso proprio da questi nemici. L’idea della risurrezione non aveva grossi legami con quella del Messia, ma era, a dirla tutta, incompatibile con questa, in quanto nessuno pensava che il Messia sarebbe stato ucciso.»

Don Pasquale Trani

Parimenti improbabile pare un’altra osservazione fatta sulla falsa resurrezione: essa sarebbe stata ricalcata dal paganesimo. Sappiamo infatti che alcune tradizioni pagane sono state inglobate dalle pratiche religiose del Cristianesimo (pensiamo per esempio al Natale, anticamente festa del solstizio d’inverno) e sappiamo della esistenza di parallelismi tra la vita di Cristo e la vita di alcuni personaggi mitologici, tuttavia: «bisogna dire che nella realtà pagana con cui gli ebrei del I secolo erano a più stretto contatto, quella cioè del mondo ellenistico, non esistesse nulla di paragonabile a una dottrina della risurrezione dei morti e, pertanto, non esistesse nemmeno l’idea che qualcuno potesse risorgere dai morti poco tempo dopo la sua dipartita».

Don Pasquale conclude ricordando che l’ipotesi cospirazionista porta con sé il problema di dover spiegare tante altre situazioni che ruotano intorno alla resurrezione di Cristo e alle sue successive apparizioni ai discepoli, rendendo tutto molto complesso e ancor meno credibile. Infine, egli annota, le cospirazioni storicamente prima o poi vengono svelate, mentre sappiamo bene come è andata la storia con i discepoli. Vi lasciamo sempre alle vostre riflessioni, dandovi appuntamento alla prossima ipotesi: Il Risorto, frutto di allucinazioniContinua


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A breve una piccola Bio.

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