Login

Lost your password?
Don't have an account? Sign Up

Gesù morto apparente? – Sulle tracce del Risorto 3

Continua il percorso tra le ipotesi che vorrebbero mettere in dubbio la resurrezione di Cristo

Terza puntata della indagine condotta con rigore da don Pasquale Trani sul mistero della resurrezione di Cristo, indagine che analizza le ipotesi che negli anni sono state elaborate per confutare tale resurrezione. Negli articoli precedenti si è parlato della ipotesi di uno scambio di persona, un sostituto di Gesù sulla croce, o, al contrario, un sostituto del Cristo risorto, un ‘fine illusionista’.

In entrambi i casi è stato rilevato che nessuna delle due ipotesi, per quanto verosimile, è compatibile con ciò che è derivato dall’incontro, narrato nelle scritture, tra i discepoli e il Risorto, la forza straordinaria che da quell’incontro hanno tratto non solo i discepoli, ma tutti quanti nei secoli hanno aderito alla fede cristiana.

La terza ipotesi che don Pasquale ha preso in esame ha come titolo “Gesù morto apparente?”. Secondo tale, un po’ bizzarra ipotesi “Gesù in realtà non era veramente morto sulla croce, ma solo in un profondo stato di incoscienza. Egli rinvenne mentre si trovava nella tomba e, in qualche modo, riuscì a fuoriuscire e a manifestarsi ai suoi discepoli.” I sostenitori di tale ipotesi, situati cronologicamente soprattutto nel XIX secolo hanno imbastito una serie di spiegazioni davvero interessanti, ma tutte puntualmente confutabili.

Gesù non sarebbe morto, ma semplicemente svenuto, riposto nella tomba, rinvenuto successivamente ed uscito per poi presentarsi ai discepoli come finto risorto. Questa tesi prima di tutto avvalora e conferma che la sepoltura di Gesù sia avvenuta esattamente come descritto dai vangeli, deposizione dalla croce subito dopo la morte (un uomo svenuto lasciato a marcire sulla croce prima o poi muore) e sistemazione in una tomba in pietra e non sottoterra (dove un uomo svenuto non sopravvive); la poca sostenibilità di questa tesi ha fatto nascere una sua variante nella quale, grazie ad un complotto e alla complicità dei soldati romani, a Gesù sarebbe stato somministrato un potente narcotico che lo avrebbe ridotto in uno stato di morte apparente.

Successivamente Giuseppe di Arimatea, che aveva preso in carico il presunto cadavere, avrebbe somministrato un antidoto in grado di riportare Gesù in uno stato cosciente. Come finto risorto si sarebbe poi riunito ai discepoli. Oltre al fatto che tale ipotesi presuppone conoscenze in campo medico non attestate per l’epoca in cui Gesù è vissuto (un farmaco in grado di indurre morte apparente ed un antidoto sembrano uscire piuttosto da un film fantasy), c’è da osservare – ci spiega don Pasquale – la improbabile associazione tra operato dei soldati romani, membri del sinedrio e discepoli allo scopo di inscenare una finta resurrezione, per suffragare e confermare che Gesù era l’atteso Messia.

Va poi aggiunto che “tale ipotesi appare stridere nel contesto del Giudaismo del I secolo, in cui nessuno si aspettava che il Messia dovesse morire o meglio che qualcuno potesse risorgere gloriosamente dai morti”.

Si aggiunge poi un’altra ipotesi collaterale a quella sulla morte apparente: Gesù sarebbe sopravvissuto alla crocifissione, sarebbe stato tirato giù in tempo per essere curato e sarebbe poi apparso come finto risorto. Anche questa ipotesi, secondo don Pasquale, non ha fondamento: non solo sotto il profilo scientifico appare impossibile che un uomo sottoposto alle torture alle quali senza dubbio Gesù fu sottoposto, possa sopravvivere e addirittura essere in grado di aprire da solo la tomba nel quale era stato deposto, ma storicamente, secondo quanto riferito da testi, è noto in solo caso di persona crocifissa, tirata giù, curata e sopravvissuta.

Ma c’è di più: “Come spiegare la fede dei discepoli nella risurrezione, quando vedendolo in queste condizioni i suddetti sarebbero probabilmente stati indotti a pensare a Gesù semplicemente come a un sopravvissuto e non come a qualcuno tornato indietro dal regno dei morti?” L’ipotesi della morte apparente, ma anche quella della sopravvivenza alla crocifissione confliggono con la biologia e le conoscenze mediche.

Così conclude don Pasquale: “La tesi della morte apparente sembra quindi assolutamente poco ragionevole, anche meno ragionevole di quelle precedentemente analizzate e, per quanto qualcuno continui ancora a sostenerla a suon di pubblicazioni sensazionalistiche, nessuna persona di buon senso dovrebbe prenderla in considerazione come una spiegazione plausibile dei fatti della nostra lista”.

Vi lasciamo ancora alle vostre riflessioni e vi diamo appuntamento al prossimo articolo, nel quale vi parleremo di un Gesù capo dei massoniContinua


Leggi gli altri approfondimenti su questo argomento:

Cristo è risorto veramente? – Sulle tracce del Risorto

Un approfittatore, un fine illusionista? – Sulle tracce del Risorto 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*
*