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Essere normali è la vera trasgressione?

Me lo chiedo spesso guardandomi in giro, riflettendo su quanto osserviamo e su quello che ci propinano giorno dopo giorno le trasmissioni televisive. Mi sembra di vivere nel paese degli esibizionisti che soddisfano la richiesta sempre più insistente di un popolo di guardoni.

Quello che mi dà più fastidio è il mettersi in mostra, l’outing. Il privato sbattuto in pubblico. Oggi c’è un’ostentazione, quasi un’ossessione, nel pubblicare foto, storie, video, nell’esternare opinioni sulle più ovvie banalità su tutti i social, e in buona parte dei programmi televisivi; il che nasconde, secondo me, un vuoto terribile. E succede che nell’età successiva alla liberazione sessuale, dopo anni di lotte culturali contro l’oscurantismo, il sesso torna a essere il simbolo della trasgressione, a patto che sia proibito, transgender, maniacale, e anche virtuale. E da qui a diventare strumento di ricatto e di violenza, il passo è breve.

E lo vediamo tutti i giorni attraverso il dramma delle persone scomparse e uccise, soprattutto donne, da chi è incapace di porre un freno al proprio narcisismo malato, incapace di accettare una sconfitta, un no, un limite. Uomini prigionieri di un mondo fasullo dove viene propagandata un’illusoria affascinante bellezza che imprigiona e rende schiavi, e che ridesta in loro la smania di potere, di possesso, di sopraffazione sull’altro e che si trasforma, ben presto, nella triade funesta dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa. E’ dunque così negativa la trasgressione? Non sempre, se pensiamo che il termine derivante dal latino trans-gredi vuol dire andare oltre sé, superare un limite e non necessariamente contravvenire alle regole.

Durante la nostra vita, l’evoluzione e la trasformazione sono indispensabili e salutari perché nascono dall’amore di sé; ci consentono di superare qualche limite, ci danno l’opportunità di fare le nostre esperienze e di scegliere autonomamente secondo il nostro sentire. Viviamo in una continua alternanza tra rispetto delle regole e loro infrangimento. Il fatto è che oggi, pare che di regole non ne esistano più. E non parlo solo di leggi, ma semplicemente di norme di buona educazione, rispetto. Tutti pretendono il rispetto e siamo d’accordo, ma imporre la propria visione del mondo e pretendere che gli altri vi si adeguino non è normale.

C’è anche chi la pensa diversamente e ha diritto di essere rispettato e non etichettato come giurassico, medievale, oscurantista o addirittura fascista. Io non saprei vivere senza regole, ma rispetto gli altri e pretendo altrettanto. Devo considerarmi trasgresssiva per questo? Credo ancora, povera me, nell’amore che può nascere solo tra un uomo e una donna, credo ancora che il si pronunciato nel giorno delle nozze sia per sempre!. Credo ancora che la famiglia sia il tassello indispensabile della società per consentire ai nostri figli di crescere serenamente di diventare uomini e donne capaci di costruire il futuro. Ragazzi volete essere trasgressivi? Fatelo, ma in modo intelligente. Guardatevi intorno, informatevi, scoprite quali sono le regole secondo le quali stanno giocando il mondo e la società in cui vivete, ma trovate le “vostre regole” Possono essere le stesse, o diverse, dipende da voi. Sapere è potere e capire come “gira il mondo” vi permette di infrangere le regole che non corrispondono ai vostri “valori” ai vostri “sogni”, quelli belli da realizzare. Carlo Acutis era convinto che ciascuno di noi ha delle capacità uniche e personali e che siamo tutti diversi, non possiamo essere uguali. E aggiungeva “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie, non lasciate che vi succeda questo”.

E invece! C’è un’ omologazione impressionante tra gli adolescenti: bisogna sballare, ubriacarsi già a 14 anni, modellarsi un fisico da supereroe, o da modella, frequentare le discoteche fino al mattino, sniffare coca o farsi le canne, tatuarsi su tutto il corpo. Così va il mondo. No ragazzi non va così, conviene che vada così a chi gestisce interessi milionari che ruotano intorno al mondo della droga o dei locali notturni e del gioco d’azzardo, gestiti da persone poco serie che vi riempiono di alcol infischiandosene se siete o no minorenni e vi rovinano completamente.

Mi chiedo come sia possibile essere arrivati al punto di ritrovarci in una società impazzita e senza freni. Come è possibile essere arrivati al punto che la trasgressione è diventata la norma? Non penso sia accaduto da un giorno all’altro. Credo invece che nessuno di noi possa considerarsi senza colpa. Ogni tanto dovremmo avere il coraggio di guardarci dentro, negli abissi insondabili del nostro cuore, per scoprirci deboli, fragili, colpevoli e complici di una catena di cadute, di trasgressioni, di peccati piccoli e grandi di omissione in tutti i sensi. Dell’ascolto non prestato ad un figlio, dell’esempio non dato con la propria vita, dell’amore non corrisposto con generosità e dedizione, della carità simulata o evitata.

Guardarci dentro, per renderci conto che quel mondo stravolto di cui spesso ci lamentiamo è fatto anche dalle nostre piccole iniquità E tutto questo si propaga e cresce e diventa un fiume nero che travolge chi, meno di noi, sa difendersi dal suo terribile potere di invasività. Nessuno è libero dal male e senza colpa. Cominciamo a prendere coscienza di questo e ad operare scelte responsabili.

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