Beni comuni e sostenibilità

La lezione dell’estate

L’estate ischitana sta finendo e lascia in eredità le solite immagini estive, ma anche segnali che non si possono ignorare. Le settimane di agosto hanno mostrato una fragilità profonda: l’isola è rimasta in alcune zone al buio durante l’ondata di caldo e senza acqua per un’intera giornata. Non si tratta di semplici disagi stagionali, ma della tenuta stessa del nostro territorio e della nostra capacità di abitarlo con responsabilità.

​Per capire cosa è successo bisogna guardare ai fatti reali. Il blackout non è stato un evento casuale e non ha nulla a che fare con le scosse avvertite nei Campi Flegrei. La causa va cercata nelle temperature record di agosto che hanno fatto impennare i consumi per l’uso dei condizionatori, mettendo a dura prova la rete. Per quanto riguarda l’acqua, il blocco di ventiquattr’ore è stato causato da un guasto tecnico avvenuto in terraferma sulla condotta che alimenta la rete dell’EVI.

​Questi due episodi mostrano una vulnerabilità precisa. Papa Francesco, nella Laudato si’, ci ricorda che «tutto è connesso» e che non si può separare la gestione delle risorse dalle scelte di una comunità. Il blackout dice chiaramente che il sistema energetico attuale fatica a reggere il peso dei cambiamenti climatici quando la popolazione sull’isola raddoppia. Non si tratta di colpevolizzare chi accende l’aria condizionata per difendersi dal caldo, ma di prendere atto che le infrastrutture sono al limite. Il guasto alla condotta idrica, d’altra parte, mostra quanto Ischia sia dipendente dall’esterno: un problema a chilometri di distanza basta a bloccare l’isola, evidenziando la mancanza di riserve locali capaci di fare da cuscinetto.

​Qui entra in gioco l’ecologia integrale, che non è una formula teorica ma una necessità pratica. Custodire la casa comune non significa solo prevenire il dissesto idrogeologico — tema su cui si attendono ancora le opere definitive —, ma garantire l’accesso ai beni primari come l’acqua e l’energia.

​Ischia è un’isola e ha limiti fisici evidenti. Se la pressione estiva fa saltare la corrente e l’assenza di invasi ci lascia all’asciutto, significa che il margine di sicurezza si è ridotto al minimo. L’insegnamento della Chiesa su questi temi ci ricorda che le risorse non sono infinite e che il modello di sviluppo non può ignorare la capacità di carico di un territorio.

​Settembre deve diventare il momento delle decisioni. Le istituzioni e le aziende di gestione devono programmare gli interventi di ammodernamento necessari sulla rete elettrica e su quella idrica. Allo stesso tempo, come comunità diocesana, siamo chiamati a promuovere un’attenzione diversa verso i beni comuni, trattandoli come risorse da tutelare e non come servizi da consumare fino all’esaurimento.

Articoli correlati

Visioni di futuro

di Lucia Mazzella, Animatrice Progetto Policoro Diocesi di Ischia Nella mattinata di sabato 31 ottobre si è svolto a Pompei un momento di incontro e condivisione tra le équipe diocesane

La musica, linguaggio dell’anima

di Assunta della Volpe Martedì 27 ottobre 2026, grazie al contributo del direttore nazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa nella persona di padre Renato Colizzi, del direttore della