Quel “visibile parlare” (Dante)

Dal 2016 sono trascorsi dieci anni, dieci anni di avvisi: l’abbandono graduale o meno della scrittura a mano causa seri effetti negativi sul processo formativo ed educativo delle nuove generazioni.

Forse a qualcuno inizialmente sarà sembrato un problema irrilevante, ma oggi il fatto è serio e palese tant’è che il Ministero, nelle indicazioni nazionali per la scuola, ha richiesto la ripresa del corsivo. Gli istituti scolastici hanno rimediato? stanno rimediando? 

Lo scrivere a mano – sia nel suo insegnamento sia nella sua educazione – ha un valore antropologico, sociale, culturale e pedagogico molto importante sulla crescita armonica della persona. Nessuno può restare indifferente. È per questo che studiosi di numerose discipline scientifiche, psicologi, pedagogisti ed esperti si sono interessati della questione a tal punto che è in attesa di approvazione una proposta di legge per l’istituzione di una Settimana nazionale della scrittura a mano. Ma – proprio perché lo scrivere a mano è fondamentale per la persona e dunque per la società intera – è necessario agire subito, soprattutto quando si sente parlare di utilizzo esclusivo dello stampatello maiuscolo alla secondaria di primo grado (scuola media) e anche per la firma.

Scrivere è una forma d’arte. Le lettere dell’alfabeto presentano una loro evoluzione, oggi ben consolidata in forme convenzionali le quali, nella loro esecuzione, sono però tutt’altro che impersonali. Ciascuno lascia – nel tracciare un segno, una lettera, una parola – l’impronta di sé per cui quella grafia diventa personale, unica e irripetibile proprio come colui o colei che l’ha tracciata. La si può anche identificare fra tante.

Questa forma d’arte ha un fascino antico e sempre nuovo che permette di descrivere e di comunicare, di esprimere sé stessi fino al sollievo. Gramma dopo gramma, lettera dopo lettera – quasi come un cammino passo dopo passo – si tracciano solchi inchiostrati e indelebili sulla superficie cartacea, straordinario campo arato dalla parola.

«Come gli ottantotto tasti del pianoforte sono già una possibile ispirazione per un musicista, così le ventuno lettere che compongono il nostro alfabeto, possono diventare in ogni momento un’ispirazione per originare pensieri scritti. Tutto è pronto, tutto è a disposizione per la mia creatività. Sta a me rendere quel tempo qualcosa di artistico» (G. Calindri), cioè un momento eterno tanto creativo quanto meditativo, ricco di stupore dove posso meravigliarmi anche di me stesso/a e contemplare la bellezza.

L’aspetto “tempo” è essenziale nello scrivere a mano perché è proprio come viviamo le nostre ore, il nostro quotidiano, che determina la qualità della nostra vita, ponendo le condizioni favorevoli a una vita bella dove non sono gli impegni o l’accelerazione a dettare le regole del nostro vivere, incluse le relazioni. Noi siamo relazione. E lo scrivere a mano, azione tutta artigianale, può fare la differenza anche con un bigliettino d’auguri.

Lo scrivere a mano è un patrimonio ereditato da non trascurare. Ci educa interiormente, ci migliora, documenta come siamo cambiati nel tempo, apre quelle porte che le abitudini hanno chiuso, permette di conoscerci.

«Nel suo celebre saggio sulla convivialità, Ivan Illich sosteneva che uno strumento è conviviale, quando ne conosco il funzionamento. Una penna, una biro, una matita sono conviviali» (M. Aime).

Nel 2023 A. Paolini ha fondato con gli studenti del corso magistrale di Paleografia del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, una rivista semestrale interamente manoscritta intitolata Digiti. Il materiale scritto a mano viene scansionato e trasformato in pdf, quindi può essere letto e stampato. Si tratta di un progetto in controtendenza che permette ai giovani di esprimere consapevolmente e di rivelare il proprio talento trascurato. 

Che lo scrivere a mano torni a rifiorire!

Foto: Donna quarantenne che ha realizzato il suo sogno in un mese, diventando poi ancora più brava.

Articoli correlati

Visioni di futuro

di Lucia Mazzella, Animatrice Progetto Policoro Diocesi di Ischia Nella mattinata di sabato 31 ottobre si è svolto a Pompei un momento di incontro e condivisione tra le équipe diocesane

La musica, linguaggio dell’anima

di Assunta della Volpe Martedì 27 ottobre 2026, grazie al contributo del direttore nazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa nella persona di padre Renato Colizzi, del direttore della