Capita spesso di incontrare mamme al supermercato con bambini nel carrello con in mano uno smartphone, così anche nelle sale d’aspetto degli studi medici, nei cortili delle scuole, in chiesa o al ristorante. “Liberarsi” dall’assillo delle richieste dei bambini affidandone le cure allo schermo di un dispositivo elettronico sembra essere la soluzione più facile e immediata, nonostante il rischio di forte dipendenza che tale atteggiamento comporta. Raramente, infatti, vediamo bambini attratti da attività “analogiche”, fatte cioè senza l’ausilio di uno smartphone o di un tablet.
La domanda è: i bambini non sanno più giocare? Siamo noi adulti a non avere la pazienza e la volontà di insegnare ai bambini un gioco? Quando, in occasione della rappresentazione della vita di San Giovan Giuseppe dal titolo ”Carlo Gaetano Calosirto….il respiro di Dio tra cielo e terra”, ci hanno chiesto la presenza dei bambini che in una scena rappresentassero i coetanei del piccolo San Giovan Giuseppe intenti a giocare, ci siamo dette: quale occasione migliore per un momento di giochi all’aperto all’insegna del puro divertimento in compagnia degli amici di spiaggia, di scuola, o vicini di casa?
La scena da proporre è stata ambientata in un angolo bellissimo di Ischia Ponte, nella piazzetta accanto al vicoletto della salumeria “ Boccia “. Ai tanti bambini che si sono ritrovati in quella piccola piazzetta, curiosi e impazienti di sapere ciò che dovevano fare, abbiamo spiegato che avrebbero dovuto giocare. Essi si sono guardati l’un l’altro chiedendosi con cosa lo avrebbero fatto visto che non vedevano computer o play station o giochi interattivi. Per realizzare ciò che avevamo pensato per i bambini abbiamo coinvolto le mamme che, felicissime dell’iniziativa, hanno subito ideato i giochi da fare.
Abbiamo cominciato a spiegare il gioco della campana che i bambini hanno disegnato per terra in maniera perfetta, con enormi gessetti colorati portati da una mamma, e cominciato a giocare gareggiando tra loro. Un’altra mamma ha insegnato alle bambine il lavoro a maglia con l’uncinetto. Un papà li ha convinti a giocare con le noci, un antichissimo gioco che impegna i concorrenti non solo a tirare e mettere giù il castelletto fatto con le noci, ma anche comporre il castelletto. I più piccini seduti per terra hanno giocato con il pallottoliere contando e indicando i colori. I più temerari hanno utilizzato i carrettini con le ruote, di un tempo, per lanciarsi nella corsa a premi percorrendo il tratto a noi assegnato per la scena. Un’altra mamma ha insegnato ad altre bambine a realizzare collane di pasta. Erano trascorse tre ore e nessun bambino distoglieva la mente dai giochi, intervallati dalle merende portate dalle mamme.
Un’altra bellissima esperienza fatta dai bambini è stata la condivisione dei panini portati da una nonna per permettere loro di essere insieme e divertirsi anche con la merenda da condividere. Ad un certo punto hanno avvisato che il corteo stava per arrivare e di allontanarsi dalla scena chi non era una comparsa. I bambini hanno alzato lo sguardo dal gioco; si sono guardati e, scrollando le spalle, hanno continuato a giocare rendendo quella scena un quadro del ‘700.
In definitiva, i bambini hanno giocato insieme per più di tre ore, senza l’uso dell’elettronica e nessuno di loro si è annoiato o voleva andare via. Sembra proprio un altro piccolo miracolo di San Giovan Giuseppe!! Giocare insieme, come giocava lui con i suoi fratelli e amici, si può!!



