Commento al Vangelo Mt 9,35-38
In questa domenica leggiamo una delle pagine più profonde del Vangelo: Gesù, commosso, vede le necessità del suo popolo, che è come un gregge senza guida, e decide di agire. E non lo fa da solo: «si inventa la Chiesa». Il mondo è pieno di persone assetate di Dio. Gesù vede nel profondo le persone che ha davanti, conosce l’infinito bisogno di felicità che abbiamo nel cuore e la fatica che facciamo a dare una risposta all’inquietudine che offusca il nostro sguardo. Saremmo disposti a tutto pur di sentirci amati; disposti a dare qualsiasi cosa per colmare durevolmente il nostro bisogno di pace.
Non c’è nessuno che aiuti a dissetarsi a una sorgente; c’è tanta gente che spera in una salvezza e si affida a maghi e oroscopi; molti giovani con domande su Dio si imbattono nella droga; tanti uomini e donne cercano il perdono e la pace interiore, ma si devono accontentare di calmanti. Tutti cerchiamo un senso alla vita, una risposta alle nostre domande più profonde, e spesso siamo costretti a vivere alla giornata. Insomma, «pecore senza pastore»: così il Maestro ci vede, provando una profonda compassione. Nel suo amore infinito, Gesù decide di agire. Tutti ci aspetteremmo che si commuovesse e facesse qualcosa personalmente. Invece, si commuove e «inventa la Chiesa».
Oggi c’è una domanda di Dio e di spiritualità molto più grande delle risposte disponibili. C’è sete di preghiera, di trascendenza, di certezze e di una vera direzione da prendere, ma mancano guide che aiutino a trovare la strada. Gesù ha percepito tutto questo e ha preparato un gruppo di umili pescatori e persone semplici. So bene che molti di voi hanno un’esperienza della Chiesa povera e contraddittoria e si sono scontrati duramente con il volto incoerente e severo di qualche cattolico più devoto di Dio. Gesù, tuttavia, pensa a una compagnia, a una ricerca comune, a un sogno realizzato: uomini e donne, suoi discepoli, capaci, insieme, di cercare senso e pienezza, misura e gioia.
Lui è il Pastore che ci guida a pascoli erbosi, ma insieme possiamo fare esperienza di gregge, di comunità. Gesù sceglie dodici persone per iniziare a costruire il Regno, dodici che stiano con lui, per diventare poi capaci di condurre ai pascoli erbosi nei quali loro per primi saranno condotti. Dodici persone fragili come noi ma, come noi, capaci di lasciarsi abitare dalla tenerezza di Dio da riversare nel cuore degli uomini in cerca di senso. C’è ancora qualche cristiano che percepisce questa sete e che è disposto a lavorare in questa messe? O facciamo finta di niente? Gesù, quando ha detto questo, non era in cerca di preti, ma di cristiani. Quanti di noi vogliono essere quel dito puntato in direzione di Dio? Buona domenica!



