Omelia del Vescovo Carlo per la celebrazione della solennità del Corpus Domini, presso la chiesa conventuale dei Frati Minori
Nello stesso giorno in cui è stato conferito il ministero del Lettorato ai seminaristi Angelomaria e Francesco, il vescovo Carlo ha presieduto la celebrazione eucaristica nella solennità del Corpus Domini presso la chiesa conventuale dei Frati Minori. Nell’omelia il Vescovo ha idealmente riannodato il discorso a quanto già espresso nel primo pomeriggio, in quella occasione: la Parola e l’Eucaristia sono le due mense alle quali ci nutriamo nel cammino della nostra fede, celebrare il Corpo e il Sangue di Cristo non può essere disgiunto dal celebrare la Parola:
«La Parola di Dio e l’Eucaristia ci inseriscono nel mistero e nella vita stessa di Dio, entriamo in comunione con Lui. Celebrare l’Eucaristia significa celebrare la comunione con il Signore, riceviamo la comunione, cioè riceviamo il Corpo di Cristo; celebrare l’Eucaristia significa vivere la comunione, realizzare nella nostra vita la comunione profonda con il Signore».
Se la Parola ci rende Chiesa, ci mette in relazione, ci trasforma in famiglia in cammino, l’Eucarestia è l’alimento che ci permette di concretizzarla nella vita, di metterla in pratica e di testimoniarla. Questo è il mistero che celebriamo nel giorno del Corpus Domini, – ha precisato – quel mistero che significa riconoscere la presenza del Signore nella nostra vita. L’Eucaristia trasforma la nostra vita, perché essere in comunione con il Signore ci mette in moto, non possiamo rimanere inerti, la Parola ci interpella, ci fa mettere in cammino, l’Eucaristia ci dona la forza di diventare testimoni. Parola, Corpo e Sangue del Signore ci fanno alzare lo sguardo e ci permettono di aprire il nostro cuore a una vita vissuta come Gesù ci ha insegnato: con amore e per amore. Il Vescovo ha ricordato poi il grande dono che aveva ricevuto Sant’Antonio, maestro di Parola, di cui si conserva non a caso la lingua quale reliquia più preziosa, strumento attraverso il quale sapeva affascinare:
«Di tutto questo, rendiamo grazie al Signore per l’esempio di Sant’Antonio, preghiamo il Signore che ci apra all’intelligenza, alla comprensione della sua Parola, che possa l’Eucaristia essere quell’alimento che ci permette di essere annunciatori di verità e di vita».



