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Continuando la catechesi sull’evangelizzazione Papa Francesco afferma: «…Gesù proclama: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; […] mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (v. 18), cioè un annuncio di letizia, di gioia. Lieto annuncio: non si può parlare di Gesù senza gioia, perché la fede è una stupenda storia d’amore da condividere. Testimoniare Gesù, fare qualcosa per gli altri nel suo nome, è dire tra le righe della vita di aver ricevuto un dono così bello che nessuna parola basta a esprimerlo. Invece, quando manca la gioia, il Vangelo non passa, perché esso – lo dice la parola stessa – è buon annuncio, e Vangelo vuol dire buon annuncio, annuncio di gioia. Un cristiano triste può parlare di cose bellissime ma è tutto vano se l’annuncio che trasmette non è lieto. Diceva un pensatore: “un cristiano triste è un triste cristiano”: non dimenticare questo. … Avete pensato voi che la vita di ognuno di noi – la mia vita, la tua vita, la nostra vita – è un gesto di amore? È un invito all’amore? Questo è meraviglioso!».

San Francesco d’Assisi, oltre ai tanti titoli a lui attribuiti, è anche ricordato come il santo della perfetta letizia. La tristezza è stata sempre scavalcata dall’ondata di gioia che riempiva il suo cuore, nella buona come nella cattiva sorte. Questo era possibile per il forte legame che lui aveva con il Signore attraverso la preghiera, l’atto di abbandono, l’amore sempre più crescente nel suo cuore verso Cristo crocifisso.

“Francesco s’impegnò sempre con ardente passione ad avere, fuori della preghiera e dell’ufficio divino, una continua letizia spirituale intima ed anche esterna. La stessa cosa egli amava e apprezzava nei fratelli, ché anzi era pronto a rimproverarli quando li vedeva tristi e di malumore. Diceva: «Se il servo di Dio si applica ad acquistare e mantenere, sia nel cuore che nell’espressione, la letizia che proviene da un’anima pura e si ottiene con la devozione della preghiera, i demoni non gli possono far danno, e direbbero: –Dal momento che questo servo di Dio è felice nella tribolazione come nella prosperità, noi non troviamo adito per entrare in lui e nuocergli–. Ma i demoni esultano allorché possono estinguere o impedire in un modo o nell’altro la devozione e la gioia che provengono da un’orazione pura e da altre azioni virtuose. Poiché, se il diavolo possiede qualcosa di suo nel servo di Dio, quando non sia attento e svelto nel distruggerla e sradicarla al più presto, con il potere attinto dalla preghiera, dal pentimento, dalla confessione e dalla riparazione, il demonio in breve tempo saprà trasformare un capello in una trave, a forza di ispessirlo. E per questo, miei fratelli, siccome dalla innocenza del cuore e dalla purezza di una incessante orazione, sgorga la letizia spirituale, sono queste due virtù che bisogna soprattutto acquistare e conservare, affinché la gioia, che con ardente desiderio amo vedere e sentire in me e in voi, possiate averla nell’intimo e nell’espressione, per edificare il prossimo e sconfiggere l’avversario. A questi, infatti, e ai suoi seguaci si conviene la tristezza; a noi di godere ed essere felici sempre nel Signore»” (FF 1793).

Papa Francesco conclude: «Lui ci aiuti ad annunciarlo come desidera, comunicando gioia, liberazione, luce, guarigione e stupore. Così si comunica Gesù.

Un’ultima cosa: questo lieto annuncio, che dice il Vangelo, è rivolto «ai poveri» (v. 18). Spesso ci dimentichiamo di loro, eppure sono i destinatari esplicitamente menzionati, perché sono i prediletti di Dio. Ricordiamoci di loro e ricordiamoci che, per accogliere il Signore, ciascuno di noi deve farsi “povero dentro”. Con quella povertà che fa dire…“Signore ho bisogno di perdono, ho bisogno di aiuto, ho bisogno di forza”. Questa povertà che tutti noi abbiamo: farsi povero da dentro. Si tratta di vincere ogni pretesa di autosufficienza per comprendersi bisognoso di grazia, e sempre bisognoso di Lui. Se qualcuno mi dice: Padre, ma quale è la via più breve per incontrare Gesù? Fatti bisognoso. Fatti bisognoso di grazia, bisognoso di perdono, bisognoso di gioia. E Lui si avvicinerà a te».

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