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Un Dio fedele

Si è celebrata lunedì scorso, presso la chiesa di Fiaiano Maria Santissima Madre della Chiesa, la seconda messa di don Salvatore Monte sulla nostra isola, dope che venerdì 10 dicembre, presso la chiesa cattedrale di santa Maria Assunta a Frosinone, il nostro era stato ordinato presbitero.

Un momento di grazia per la comunità baranese che ha, con tanto entusiasmo, partecipato alla celebrazione. Come ha raccontato durante l’omelia il novello sacerdote si è sentito da subito legato alla parrocchia di Fiaiano che ha frequentato in età giovanile, e nella quale ha fatto la prima esperienza di comunità con i giovani, sentendo forte l’inaspettata chiamata di Dio nella sua esistenza. “Era l’estate del 2006 quando Ti incontrai per la prima volta e da quel momento tutto cambiò. Uno sguardo nuovo mi aveva raggiunto, uno sguardo impregnato d’amore che ti accarezza l’anima, ti accoglie pienamente, non ti giudica ma ti stima con sincerità. Da quel momento avventure di ogni tipo si sono presentate lungo il cammino fino a portarmi oggi qui con il cuore pieno di gioia, ardente come il giorno che ti ho incontrato e con un desiderio ancora più grande di dirti nuovamente e pienamente ed eternamente SI’ per fare della vita che mi hai donato un grazie d’amore al tuo Amore”. E da queste parole di don Salvatore si avverte tutta la gratitudine e l’immensa umiltà verso Dio che lo ha scelto e portato per mano in questi lunghi anni, e la riconoscenza oggi per il dono del sacerdozio.

Durante la Santa Messa, celebrata insieme a don Pasquale Trani, amministratore della parrocchia e all’emozionatissimo don Emmanuel Monte, fratello del neo sacerdote, Don Salvatore ha sottolineato quanto l’incontro con Dio sia la tappa fondamentale di ogni uomo. I segni di Dio nella nostra esistenza devono essere colti, senza rimandare l’Incontro, vivendo l’attimo presente, con semplicità, eliminando dagli occhi quel velo che troppo spesso stentiamo a voler levare e che ci nasconde quella che è l’azione di Dio stesso su di noi. “Le contrarietà della nostra vita, che ognuno di noi prima o poi è chiamato ad affrontare, non sono altro che gli strumenti che Dio ci sta dando per salvarci. Dio è misericordioso e ci ama di un amore intimo e personale e ciò che ci mette in crisi spesso è il fatto di accettare proprio che Dio ci ami, e che ciò che ci succede sia proprio ciò che Lui ha pensato per noi. Se riusciamo a far cadere il velo nella nostra esistenza è allora che possiamo sperimentare che Dio è nostro salvatore; è nella difficoltà che lo incontriamo.”

Il cammino di don Salvatore come egli stesso a raccontato è stato difficile e tormentato, lui stesso immaginava altro per sé. Ma “è sulla debolezza che si manifesta la grandezza di Dio” ed è allora, accettando ciò, che ha finalmente capito cosa Dio cercava da sempre per lui. “E’ quando ci sentiamo incapaci, lontani, allora siamo il seme che muore e aprendosi all’esterno diventerà l’albero che vedremo. E’ tutto scritto, è tutto lì, proprio come nella nostre vite, è tutto lì, senza dover cercare, accogliendo la verità: Dio è accanto a noi e sta realizzando la nostra vita, unica e irripetibile.”

“Dio è fedele e dobbiamo dargli solo fiducia, perché non ci abbandona mai.” Con questa frase don Salvatore Monte ha concluso la sua omelia fatta di parole semplici e dirette che sono arrivate dritte al cuore dei presenti.

Al termine della celebrazione don Pasquale ha ringraziato il Signore per il dono di don Salvatore che pur continuando operare a Frosinone nella comunità Nuovi Orizzonti, ha promesso ad amici e fedeli di ritagliare del tempo anche per coltivare quelle relazioni nella comunità di Fiaiano che hanno in qualche modo dato inizio alla sua vocazione, che oggi lo vede finalmente sacerdote.

La comunità, rispettando le norme anticovid, si è poi riunita nel salone sottostante la chiesa di Maria Santissima Madre della Chiesa, per un momento di festa e lo scambio di un dono per il giovane presbitero. Commozione ma anche tanta gioia nei volti di quanti hanno visto crescere nella fede don Salvatore e oggi, per la Grazia di Dio, lo hanno ritrovato e festeggiato sacerdote.

Di seguito le parole di Chiara Buono, una dei tanti giovani che il 10 dicembre ha accompagnato il novizio sacerdote nel momento del suo sì al Signore a Frosinone.

“L’ordinazione sacerdotale di Salvatore Monte è stato un dono immenso per tutta la comunità di Fiaiano, un vero miracolo. Non lo dico per onor di cronaca ma davvero è stato così. Salvatore, è cresciuto con i miei fratelli, nella mia casa e nella parrocchia che io sento casa.

Per chi lo ha conosciuto qualche anno fa, guardandolo mai avrebbe immaginato che la sua strada fosse il sacerdozio. Eppure con Don Salvatore la comunità di Fiaiano, forse non del tutto cosciente, ha potuto assistere ad un vero miracolo, che solo Dio può fare: stravolgere i pensieri degli uomini per compiere prodigi. Salvatore stesso nella sua prima omelia a Frosinone, in Cittadella Cielo, all’indomani dall’ordinazione, ha ripetuto più volte che è un vero miracolo la realizzazione di questa vocazione nella sua persona. Negli anni ha vissuto diverse esperienze nella Chiesa e ha trovato la sua strada nella realtà di Nuovi Orizzonti. Questo fatto mi è risultato evidente nel momento di festa successivo alla celebrazione della messa: tante persone da diverse parti dell’Italia erano lì per festeggiare insieme queste nozze e mi ha colpito particolarmente vedere come tutti erano uniti a lui come se si fosse sposato un fratello. Questo è un altro miracolo: poter riconoscere la Chiesa madre in un fatto concreto.

La celebrazione dell’ordinazione mi ha commossa particolarmente, nella sua essenzialità e profondità. Ci sono stati dei momenti, in particolare, dove ho potuto percepire la gravità e radicalità del gesto che il nostro “Sasi” stava compiendo: diventare un nuovo Gesù, “Don Salvatore”. Non è stato un semplice rito ma un accompagnare una persona cara verso il giorno più importante della sua vita: il matrimonio con Dio. Si capiva come le persone che ci sono state da sempre erano lì proprio per questo. Ad esempio, nel momento in cui, dopo l’unzione, Salvatore ha riposto le fasce che avvolgevano le sue mani tra le mani di sua madre, Concetta, ma anche nel momento della vestizione, in cui sono stati don Emanuel Monte, suo fratello maggiore, assieme a don Carlo Candido ad aiutare il neo-presbitero.

Lo stesso, durante il momenti di festa, in cui un gruppo di ragazzi, suoi amici, si è offerto di mettersi al servizio degli invitati. 

Altro momento di grazia è stata la prima messa di Don Salvatore, celebrata assieme ai sacerdoti suoi amici e il suo rettore di seminario. È stato anche lì commovente ascoltare e percepire il bene profondo che c’è stato nei confronti del nostro Sasi da parte di questo padre che lo ha accompagnato nel suo discernimento.

Non si può tornare come si è partiti dopo un’esperienza simile. È sorta in me sicuramente una provocazione: sei pronta ad accogliere la strada che Dio ha preparato per te? Penso che la stessa domanda sia nata in chiunque, guardando la gioia negli occhi di Don Salvatore, abbia percepito la libertà e gratitudine che ne traspare.”

di Annalisa Leo

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