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Un cuore che vale un tesoro

Cari bambini, è iniziato il mese di novembre e siamo nel pieno dell’autunno! Le foglie degli alberi, ormai, sono secche e hanno tanti bei colori, che vanno dal giallo al rosso. È la stagione delle castagne, dei funghi e delle calde coperte mentre fuori è più fresco. Sì bambini, l’autunno ha tanti tesori nascosti che spesso non vediamo perché pensiamo ancora con nostalgia al sole estivo. Ma questo ci dimostra che non sempre le cose belle sono quelle che si vedono subito!

A volte serve stare attenti per scoprire quali meraviglie ci sono dietro: proprio come con le persone. Questo lo ritroviamo anche nel Vangelo di Marco che ascolteremo domenica 7 novembre; leggiamolo assieme: “In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»”.  

Come vedete, cari bambini, Gesù ci insegna la visione di Dio che è la visione dell’amore: è così diversa dalla nostra! A quel tempo, infatti, si pensava che i ricchi fossero i prediletti del Signore e che i poveri fossero dei peccatori che si meritavano una vita difficile. Così il popolo rispettava gli scribi e i dottori della legge, che avevano la ricchezza e la conoscenza, mentre disprezzavano chi non aveva nulla come i malati, le vedove e gli orfani. Ma ciò che ai tanti appariva bello, non lo era davvero! Gli scribi, che si vantavano della loro perfetta condotta, in realtà, non facevano altro che compiere ingiustizie verso i più deboli.

Anche se tutti vengono ingannati da questa apparenza, per Dio la verità è chiara perché la legge è direttamente nel nostro cuore, dove non ci può essere inganno. Per questo il vero peso di quello che facciamo non è dato dalla grandezza delle nostre azioni, ma dall’amore che ci mettiamo dentro! Vedendola in questo modo, cari bambini, capiamo perché Gesù dice che la povera vedova ha dato più di tutti: perché lei, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva: ha dato la sua intera vita!

Le sue due monetine, infatti, erano tutto quello che le rimaneva per vivere, ma offrendole al Signore è come se gli avesse detto: “Io so che tu mi ami e mi fido di Te. Ti do tutto quello che ho perché avere Te è già il mio più grande tesoro: non mi serve altro…”.  E cosa ci insegna questo, bambini? Due cose importantissime: la prima è che è possibile pregare con un semplice gesto, perché la povera donna non aveva detto nulla nel suo silenzio e nella sua umiltà, ma aveva toccato profondamente il cuore di Gesù.

La seconda è che questi gesti e queste preghiere possono essere fatti da tutti! Non importa se siamo ricchi o poveri, anziani o bambini: in ogni condizione, in ogni età e in ogni istante della nostra vita noi possiamo dare tutto quello che abbiamo, e come lo abbiamo, in quel momento! Perché il nostro tesoro, quello vero, quello del Cielo, può essere fatto anche di cose piccole piccole, purché siano condite con un amore grande grande!


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