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Luce nella notte – Lasciamoci contagiare dalla santità di Dio

L’essere luce nella vita delle persone che incontriamo è una missione che ha bisogno di impegno e dedizione da parte di ogni cristiano. Il riuscire a rischiarare i cuori di chi ci è accanto attraverso la luce di Cristo rappresenta, infatti, una prova importante ma che è capace di restituire altrettanta bellezza. E tutto questo la Pastorale Giovanile d’Ischia lo sa bene. È ormai diventato un momento irrinunciabile la veglia di preghiera presso la chiesetta di San Girolamo – dal titolo “luce nella notte” – alla vigilia di tutti i Santi che anima e ravviva, secondo lo Spirito di Dio, la tenebrosa notte di “Halloween”.

L’esperienza di “Luce nella notte” è sicuramente la più forte, la più concreta e quella che più ci avvicina a Dio, perché è in grado di testimoniare quel mettersi in gioco con coraggio, senza aver paura di annunciare il Vangelo e la Luce vera anche ai più lontani. Il tema scelto quest’anno, che ha accompagnato la meditazione e la preghiera davanti a Gesù Eucarestia, è stato la chiamata alla santità. Certo, forse una tematica scontata in occasione di questa veglia – che nasce appunto in preparazione alla festività del primo Novembre – ma non del tutto.

Quante volte, infatti, abbiamo creduto che la via verso la santità fosse una via possibile solo per “pochi”, e soprattutto per coloro i quali riescono a vivere o hanno vissuto una vita così “diversa” da quella che viviamo noi oggi? Papa Francesco, attraverso la sua enciclica “Gaudete et exsultate”, esorta ogni cristiano proprio ad allontanarsi da una visione così “pessimistica” della santità per abbracciarne, invece, una capace di declinarsi secondo quello sguardo d’amore che Cristo ha per ciascuno di noi. La santità è un dono che Dio fa a te e a me: un dono che sta a noi scoprire giorno per giorno, e coltivarlo con la nostra vita attraverso i carismi, i talenti, senza dimenticare i limiti e le problematicità proprie dell’esistenza umana. Ecco perché Dio non crea santi utilizzando un “unico stampino”, ma li dona alla Chiesa a partire dai vissuti di quegli uomini e quelle donne che hanno fatto dell’amore di Dio la loro più grande forza, i quali scelgono di “fare sul serio” con Lui rispondendo con il proprio sì alla loro vocazione.

Ciò che rende particolarmente unico questo momento di adorazione eucaristica è la chiamata all’evangelizzazione a cui i giovani della Pastorale Giovanile, e chi in quel momento desidera liberamente mettersi in gioco, sono invitati. Pertanto, essi ricevono il mandato ad annunciare a tutti i giovani – e non solo – la gioia e la bellezza del messaggio di Cristo. Dividersi “a due a due” e camminare insieme lungo le strade del corso d’Ischia, e nei luoghi in cui si presenta maggiormente la “movida” ischitana, rappresenta così una sfida autentica, soltanto per chi è in grado di “metterci la faccia”. “Una delle parti più intense della serata, per chi sente di essere chiamato a viverla pienamente, è la preghiera iniziale d’invocazione allo Spirito Santo che Don Marco ha celebrato per poter inviare ciascuno di noi ad evangelizzare” spiega Sara Iacono, membro della Pastorale Giovanile. “In quel momento ci presentiamo a Dio con le nostre mancanze, i nostri limiti e le nostre insicurezze, in particolare in quel giorno affidandogli anche gli imprevisti e il mal tempo. Io ero persino timorosa di non poter affrontare un compito così grande, ma ognuno di noi, nel pronunciare le parole ‘eccomi, manda me’, ha lasciato fare a Lui.” Grazie a questa esperienza così arricchente e così profonda i giovani che accettano il mandato sperimentano non solo la gioia di essere testimonianza d’amore per gli altri, ma anche la riconferma della fiducia che Dio ha per ognuno di loro. Tutto ciò ci dà ogni volta la possibilità di compartecipare ai piccoli miracoli di Gesù e di toccarli con mano.

Diventa così l’occasione in cui scegliamo di metterci a disposizione di Dio e in cui, diventando Suoi strumenti, permettiamo a tanti giovani di incontrare – magari anche per la prima volta – Gesù. “Il mio sì è stato immediato” continua Sara, “durante l’evangelizzazione è stato emozionante vedere persone interessate e altre addirittura commosse! Personalmente ho vissuto gli episodi più forti accompagnando i più timidi ai piedi di Gesù: nel compiere quel gesto così semplice mi rendevo sempre più conto del sogno grande a cui apparteniamo.” Nonostante la pioggia battente, si è comunque deciso di andare al di fuori della chiesetta per accompagnare – anche sotto gli ombrelli – i giovani in procinto di andare a divertirsi alla presenza di Colui che davvero li ama. Tanti sono stati i “no” con i quali ci si è dovuti imbattere, tanti altri i giudizi che si sono dovuti ascoltare ed umilmente accettare. Ma chi ha accettato l’invito ha vissuto certamente un momento speciale: a ciascun giovane è stato chiesto, infatti, di accendere una candela rappresentante un loro sogno, oppure un dubbio che volevano sciogliere, o ancora, un problema che desideravano presentare al Signore.

La candela veniva accesa ai piedi di Gesù Eucarestia e deposta proprio davanti all’altare e, una volta espresso ciò che di più bello portavano nel cuore, ciascun giovane pescava un bigliettino – “i santi ti parlano” – contenente una frase di un Santo che rappresentava la risposta di Dio per la vita del giovane in quel preciso momento. “Quanta bellezza nei volti e negli sguardi di chi abbiamo incontrato” spiega Sara Costa, altra giovane che ha preso parte alla serata. “L’aver vissuto un piccolo momento a tu per tu con il Signore, prima di ricevere il mandato, mi ha permesso di allargare il cuore e di saper accogliere coloro che ho incontrato con immensa gratitudine.” I nomi spesso sono dimenticati, ma le storie di ciascun giovane e i loro vissuti restano impressi e fanno comprendere quanta sete d’amore e di misericordia c’è nel mondo. “Tanti sono stati i ragazzi che hanno scelto di condividere il bigliettino pescato con noi e cercavano di interpretarlo”, continua Sara, “è in questo modo che percepisci davvero quanto sia importante essere dono per gli altri – forse dovremmo imparare ad esserlo più spesso – e prenderti cura delle vite che, per grazia di Dio e non per tuoi meriti, vengono a bussare alla tua porta”.

La Chiesa d’Ischia riesce così a mettersi in cammino affinché si possa concretizzare sempre più una “Chiesa in uscita” che tende ad andare incontro alle voci e alle esigenze della propria comunità. Inoltre, l’aver avuto la possibilità di accogliere le vite di tanti giovani e di presentarle dinanzi al Signore ha permesso che quest’occasione di preghiera abitasse pienamente il tempo della “sinodalità”, che si è inaugurato qui sull’isola il 18 Ottobre 2021, con l’inizio dell’anno pastorale: un tempo in cui ci è chiesto appunto di mettersi in ascolto, quotidianamente e con perseveranza.

Profonda gratitudine per tutto ciò, oltre al Signore che permette di sperimentare attimi ricchi di autenticità e di grande preziosità, va alle Suore Figlie della Chiesa che hanno ospitato con gioia, come tutti gli anni, quest’occasione di preghiera; all’intera équipe di Pastorale giovanile per aver preparato, animato, curato, e vissuto con unità e spirito di comunione la realizzazione di tutta l’adorazione eucaristica, e a tutti coloro che hanno scelto liberamente di dare una mano. “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce dellavita” dice il Signore. L’augurio è quello di continuare a camminare in questa Luce proclamata dall’Evangelista Giovanni, in particolar modo nella santità e nella fede, e di ricercare sempre l’amore di Dio.

di Sara Costa e Sara Iacono

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