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Il Documento Preparatorio – conclusione

Si conclude l’analisi del Documento Preparatorio per il Sinodo

Nel numero scorso avevamo lasciato Pietro nell’episodio del Vangelo di Luca mentre era costretto a mutare le sue opinioni preconcette e i suoi pregiudizi per poter aprire la Chiesa delle origini a tutti i popoli, così come voluto dal Maestro nella sua predicazione.

Il Documento Preparatorio insiste molto su questo episodio, poiché esso è emblematico, in quanto riassume perfettamente quello che deve essere lo spirito del Sinodo, ma anche, come si è già detto, l’essenza stessa della Chiesa. Pietro deve uscire dalle proprie categorie culturali, dalle proprie abitudini, anche alimentari, per accogliere l’altro, il diverso, e deve imparare che nessuno è indegno agli occhi di Dio.

Deve anche comprendere che la sua chiamata non è un elemento di prestigio, ma il mandato a porsi al servizio degli altri. Imparata la lezione, Pietro sarà in grado di insegnarla anche agli altri, aprendo una catena virtuosa che costituirà l’ossatura della Chiesa nei secoli, il cui primo suggello storico sarà il Concilio di Gerusalemme, che, secondo la testimonianza degli Atti degli Apostoli si celebrò intorno al 49. Fin qui, siamo al Capitolo III, il Documento Preparatorio offre le premesse storiche e teologiche dalle quali muove il Sinodo.

Negli ultimi 8 paragrafi che costituiscono il quarto e ultimo capitolo, il Documento presenta invece le modalità attraverso le quali si muoverà il Sinodo nella sua realizzazione pratica, offrendo spunti per la “Sinodalità in azione”, o “piste per la consultazione del popolo di Dio”: “Il cammino sinodale si radica nella vita concreta del Popolo di Dio” e “il suo oggetto – la sinodalità – è anche il suo metodo”.

Il camminare insieme consultandosi, come si è già detto, è caratteristica della Chiesa, la quale questa volta, sulla scorta delle esperienze già maturate nel passato, vuole capire quale direzione prendere nel suo percorso futuro. Al punto 26 il Documento presenta “l’interrogativo fondamentale”, quello ormai già abbastanza noto agli addetti ali lavori: “Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, ‘cammina insieme’: come questo ‘camminare insieme’ si realizza oggi nella vostra Chiesa particolare? Quali passi lo Spirito santo ci invita a compiere per crescere nel nostro camminare insieme?” È un po’ come chiedersi, in forma quasi tautologica, mentre si cammina insieme, come fare per continuare a farlo bene e meglio.

Il Documento suggerisce di approfondire, nelle Chiese particolari, una serie di esperienze fondamentali, difficoltà, ferite, intuizioni, punti da confermare o abbandonare, passi da compiere per proseguire il cammino. A tale scopo vanno tenuti in considerazione tre piani sui quali si dovrà articolare la sinodalità:

  1. Il piano dello stile della Chiesa, quello dove la Chiesa opera tutti i giorni, nella celebrazione e nel rapporto con i fedeli
  2. Il piano delle strutture e dei processi ecclesiali, dove la Chiesa si esprime in forma teologica e canonica
  3. Il piano dei processi sinodali, dove la Chiesa è convocata dalla autorità competente

Sono tre piani che devono intersecarsi e dipendono uno dall’altro, altrimenti si rischia di fornire l’immagine di una Chiesa frammentata e vuota. Occorre quindi anche rileggere quanto è stato fatto finora e nella rilettura è necessario agire secondo due prospettive:

  1. La vita interna delle Chiese particolari, dalle singole parrocchie con gli organismi e le associazioni interne fino ai Vescovi, comprendendo anche le diverse forme di vita monastica, religiosa e consacrata (allargando fino a tutti i battezzati delle altre confessioni cristiane)
  2. La vita del popolo cristiano vista nella prospettiva dell’intera famiglia umana, il che vuol dire relazionarsi e dialogare con i credenti di altre religioni e con le loro istituzioni

Infine nel Documento vengono tracciati dieci nuclei tematici intorno ai quali articolare e approfondire il cammino sinodale nei diversi ambiti indicati. Sono spunti che andranno adattati ai diversi contesti locali e di volta in volta integrati, semplificati o approfonditi.

  1. Compagni di viaggio: con chi si cammina insieme?
  2. Ascoltare: si ascolta? chi viene ascoltato? si ascoltano tutti? anche gli emarginati?
  3. Prendere la parola: nella nostra comunità viene promosso uno stile comunicativo libero? Senza doppiezze? chi parla a nome della comunità?
  4. Celebrare: le celebrazioni orientano correttamente il camminare insieme? c’è una effettiva partecipazione di tutti?
  5. Corresponsabili nella missione: tutti i membri sono chiamati a partecipare alla missione della Chiesa? come avviene questo nella singola comunità?
  6. Dialogare nella Chiesa e nella società: come si sviluppa il dialogo nella singola comunità e nella relazione con enti esterni, ma anche con altre Diocesi, o con il mondo della politica e della cultura?
  7. Con le altre confessioni cristiane: Quali sono i rapporti con le altre confessioni? Quali frutti hanno portato?
  8. Autorità e partecipazione: Come viene esercitata l’autorità all’interno della Chiesa particolare? come si promuovono i ministeri laici?
  9. Discernere e decidere: Come si discerne e si prendono decisioni insieme? come si promuove la partecipazione interna?
  10. Formarsi alla sinodalità: Come vengono formate le persone che hanno compiti di responsabilità? che formazione si offre al discernimento o all’esercizio della autorità?

Il Documento si chiude con alcune annotazioni di carattere tecnico su come si svilupperà la prima fase: attraverso una ampia consultazione si raccoglieranno le esperienze di sinodalità vissuta in tutte le varie sfaccettature, attraverso la collaborazione di tutti gli organi collegiali di cui le Chiese particolari dispongono. Si arriverà alla strutturazione di una sintesi per ciascuna Diocesi, non troppo corposa (dieci pagine al massimo). “Lo scopo del Sinodo non è produrre documenti, ma far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni…imparare l’uno dall’altro”. (Papa Francesco nel Discorso di inizio del Sinododedicato ai giovani – 3 ottobre 2018)

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