Primo PianoRiflessioni

Il tempo di sognare è ora

Il tempo che arriva, passa e, prima di andarsene, sconquassa, quello che cambia a seconda delle stagioni o delle mode o delle ere, viene raccontato ogni volta in maniera diversa e variabile come varia il narratore e come varia chi osserva il mutamento. Cambiamento che a seconda dell’osservatore e del suo stato d’animo è percepito e narrato in maniera diversa da un altro osservatore. L’epilogo della storia, che viene raccontata è dettato dal vincitore, quale che sia la competizione e quale che sia il palio per cui si concorre. Sempre che si competa per qualcosa. 

Ne consegue che in ogni dinamica di un tempo che evolve, qualunque sia il campo all’interno del quale questo tempo muta, siamo soggetti a variabili incostanti e cangianti a loro volta a seconda del narratore, dell’osservatore, del vincitore e del perdente.

Se c’è un tempo per fare ogni cosa, questo è il tempo giusto per non aspettare altro tempo. Tempo di sinodo, che è sinergia, che è comunione, che è fare insieme cose che diversamente non avrebbero la stessa imponenza a farle da soli. Chi scrive è in osservazione di un tempo mutevole, disordinato, caotico che tuttavia reca con sè quei barlumi di compostezza, di ordine, di risoluzione di quel grande puzzle che è la vita, fatto di numerosissimi pezzi che presi singolarmente non indicano alcunché e che tuttavia, incastrati ad un pezzo che combacia, per caso fortuito o per analisi rigorosa di tutti i pezzi disponibili, va a costituire un frammento di un ben più grande disegno.

Di recente un cantautore di un certo spessore, con 50 anni di carriera a curriculum, ha prodotto la musica di un testo per lo Zecchino d’Oro – quello che nasceva con mago Zurlì, per i diversamente giovani come me, quello della mitica Mariele Ventre -. Ebbene un gigante della musica italiana come Claudio Baglioni, si è accovacciato e ha porto l’orecchio ad un brano per bambini, che come ha dichiarato in un’intervista, sembrava impossibile eseguire poiché è sua consuetudine consolidata scrivere prima la musica e dopo adattarvi le parole. In questo tempo, fatto di chiusure istituzionali e timide, moderatissime aperture, qualcosa è mutato, mutuandosi.

Dalle parole, i tasti del pianoforte hanno accompagnato ed esaltato il giro armonico del messaggio che voleva emergere. 

“Alle parole, lavoro sempre dopo. Forse perché ho più confidenza con le note che con loro. E temo sempre di spezzare l’incanto. Ma questo era prima che Maria Francesca (l’autrice del testo) mi inviasse il suo testo. Poi, appena l’ho letto, me ne sono innamorato. E la musica è venuta così, come calamitata dalle parole”. Così dichiara Claudio Baglioni in un’intervista.

Il brano “Ci sarà un po’ di voi” parla di una bambina che si vede in crescita e scorge in un suo sguardo, in una sua smorfia, in una monelleria, un po’ di mamma e di papà.

Il concetto di fondo è che oggi siamo il frutto di un innesto dove tutte le parti che erano presenti alla nostra nascita e che ci hanno accompagnato nel tempo, hanno contribuito al prodotto incompleto che siamo oggi. L’auspicio di questo tempo è che ognuno di noi possa fare la sua parte per aggiungere un pezzo che a guardarlo da solo sembra insignificante e senza scopo, al fine di costruire una fitta rete di individui facenti parte della collettività. Un cammino che inizia sempre muovendo un piede solo per volta. 

Durante la celebrazione della 16^ giornata per la custodia del creato, tra le realtà del territorio che esprimevano le loro peculiarità in spiaggia: danza, pittura, musica, attività sportiva e animazione, mi hanno colpito dei piedini, che poco distanti dal coro, da battitori liberi pur facendo parte della collettività, si inerpicavano, passetto, passetto, su una barca di legno, lasciata a riposo da qualche pescatore del posto. Mi ha colpito la tenacia e la giovanissima età, la dimestichezza nell’individuare le giuste intercapedini dove infilare i piedi nudi e delicati, e la agilità di chi sogna di essere già al largo ed ha una meta, quale che sia. Dopo la scalata in solitaria la cosa che più mi ha colpita, è stata l’aver in qualche modo invitato a bordo un ospite, pronto anche lui con i suoi pochi anni ed i suoi tanti sogni, a salpare verso mondi immaginifici mentre intorno si celebrava il camminare insieme, ciascuno mettendo in campo, le proprie specificità. E loro lì, immaginandosi chissà dove inseguendo un gabbiano o lasciandosi accompagnare da esso, come se in quelle ali ci fossero le ali di tutti i sogni mai espressi e che ora potevano schiudersi per il favore del tempo e con il vento a favore.

Ecco, forse è anche questo il cammino sinodale dove a concorrere per la “comunione, partecipazione e missione”, c’è il popolo di terra che esprime il suo stare insieme nella condivisione, e il popolo di mare, almeno nei sogni giovani di bambini, dove i primi sostengono ed accompagnano, fortificandoli, i secondi che a loro volta alimentano con la speranza chi, al momento, è a corto di sogni.

Ci sarà un po’ di voi

Quante sono le domande,
soprattutto a questa età, ma tu mamma
che sei grande certe cose le sai già
A metà di un girotondo, io di colpo crescerò
Tu Mi ascolti, Sorridendo
poi mi abbracci, Ma che pensi non lo so
Quando giro con i tuoi tacchi
per sembrare uguale a te
Quando tu ti asciughi gli occhi
per non far vedere a me 

dopo un’altra ninna nanna
L’hai notato pure tu, son più alta di una spalla
ti somiglio sempre più
Ci sarà, Ci sarà, Ci sarà anche poi,
Ci sarà Sempre un po’ di voi
Su ogni viso, negli occhi, e nel cuore vivrà
la bellezza di mamma e papà
La pazienza e i sacrifici, le risposte ai miei perché
sentirò le vostre voci, sussurrare dentro me,
in un gesto, in un sorriso, c’è anche un po’ di te papà
Se per finta metto il muso, sotto i baffi ridi già
ogni tua birichinata, l’hai insegnata pure a me
tra di noi, basta un’occhiata, per capire al volo che
Ci sarà, ci sarà, ci sarà anche poi, ci sarà sempre un po’ di voi
il domani che aspetto ogni giorno verrà,
ma per oggi chi lo sa che si fa
Un disegno da finire, e ci siamo tutti e tre
con l’azzurro ho fatto il mare, giallo, il sole,
con il rosso ho scritto che ci sarà dentro me, dentro noi,
ci sarà sempre un po’ di voi 

Su ogni viso, negli occhi, e nel cuore vivrà un messaggio
di mamma e papà
Metti sempre tanto amore, dentro tutto ciò che fai
Quando userò il mio cuore, ci sarà anche un po’ di voi
Più che mai, che prima e poi, più che mai e prima o poi
ci sarà un po’ di voi, – un po’ di voi,
un po’ di voi.

Scrive per fotografare.
Fotografa per descrivere.
È nel continuo anelito dello scatto perfetto.
Quale che sia la declinazione.

Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Ischia

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