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Un povero ricco

Cari bambini, bentornati! Un altro sabato è arrivato e con lui un altro appuntamento prezioso da vivere assieme! Sì, perché ognuno di questi momenti trascorsi in compagnia del Vangelo ci rende ogni volta un po’ più ricchi!! Ed è proprio della ricchezza che parleremo quest’oggi assieme al Vangelo di Marco di domenica 10 ottobre.

Si racconta, infatti, che mentre Gesù andava per strada un giovane gli corse incontro, chiedendo: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?», Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’ vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». Cari bambini, questo passo del Vangelo ci dice due cose importantissime! Quali? La prima è che questo giovane che si avvicina a Gesù è un ragazzo dal cuore puro.

Come lo sappiamo? Perché riconosce in Gesù il Maestro buono, Dio, e gli confessa di aver sempre osservato i comandamenti fin da quando era piccolo come voi. La seconda, è che proprio per questo Gesù, che lo guarda con amore, lo chiama a diventare un suo Discepolo! Gli dice infatti: «…vieni! Seguimi!», ma il giovane rifiuta.

Sapete, bambini, questo è l’unico caso nella storia del Vangelo in cui si legge che Gesù chiama qualcuno a seguirlo, ma questo non accade. Sappiamo, infatti, che ognuno dei Santi Apostoli era stato chiamato come questo giovane. Quindi i piani di Gesù per questo ragazzo erano gli stessi? Probabilmente sì, ma non lo sapremo mai perché la scelta del giovane è stata un’altra.

Vedete, bambini, non è che il ragazzo abbia fatto qualcosa di male: in realtà ha solo preso una decisione. Il Signore ci lascia liberi e non ci ama di meno se non seguiamo i progetti che ha fatto per noi, ma sicuramente la nostra felicità non sarà la stessa. Noi siamo creature di Dio e Lui solo sa cosa è meglio per noi. Ogni sua richiesta è per la nostra totale felicità, ma noi, non sempre lo capiamo e scegliamo altro, proprio come il giovane che, non volendo rinunciare alla sua ricchezza, alla fine, ha rinunciato anche ad essere solo di Dio.

Ma perché Gesù gli ha chiesto di lasciare tutto? Non sarebbe stato utile avere una persona ricca tra i suoi discepoli? Forse, ma Gesù non la pensa così. Ricordiamo che Lui è nato senza una casa, senza potere, senza eserciti e senza corona. Pur essendo Dio è stato il più povero tra tutti i poveri solo per farci capire che non sono le cose di questo mondo che contano: ciò che conta è l’Amore; ciò che conta è Lui.

Chi capisce questo, e si dona a Dio, è ricco perché ha già tutto e non sente il bisogno di altro, ma chi pensa di avere tutto difficilmente sente il bisogno del Signore e non sa che, alle fine, il vero povero è proprio lui.

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