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Un abbraccio divino

Cari bambini, come state? Anche se a Ischia nelle ore più calde sembra ancora quasi estate, siete tra quelli che, coraggiosi, portano le maniche corte, oppure al primo freschino vi coprite già? Eh sì, ormai i giorni lasciano sempre più spazio alla stagione dell’autunno e, in questo periodo, ci dividiamo un po’ sul come vestirci.

Anche il Vangelo di domenica 3 ottobre è come se fosse diviso in due parti distinte: c’è una prima parte, un po’ lunga, che è rivolta agli adulti, perché parla di questioni che riguardano il matrimonio. La seconda parte, invece, ha per protagonisti i bambini ed è per tutti.

Rileggiamola insieme: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, abbracciandoli, li benediceva, ponendo le mani su di loro”.

L’evangelista Marco ci dice che la gente porta a Gesù dei bambini: non dei bambini speciali, particolarmente buoni o malati da guarire. Neppure gli portano dei bambini particolarmente monelli, perché Lui li faccia diventare buoni! Sono semplicemente bambini con tanta voglia di giocare, con il cuore generoso, ma anche pronti a qualche birichinata.

E perché li portano da Gesù? Il Vangelo lo dice: li portano da Lui perché li accarezzi. Non è stupendo? I genitori, di questi bambini hanno capito che Gesù è pieno dello Spirito di Dio, perciò desiderano che dia una carezza ai loro piccoli! Non vogliono segni, miracoli o altro: chiedono solo una carezza.

E chi non vorrebbe le coccole da Gesù? Se è bello farcele in famiglia, chissà come sono belle quelle ricevute da Lui! Non è vero? Non sembra esserci nulla che non vada, ma i discepoli sono innervositi dalla presenza di tutta quella gente e dai bambini, tanto da rimproverarli per il probabile “caos giocoso” che c’era. 

Forse pensavano che avrebbero disturbato Gesù mentre diceva cose profonde, ma sbagliavano. Gesù, infatti, non la pensa così e sgrida i discepoli, li fa smettere. Vuole che i bambini si avvicinino a Lui, è contento che gli stiano intorno, gli fa piacere prenderli in braccio!

A quei bambini non fa un discorso su Dio Padre e sul suo amore immenso per ognuno di noi, ma gli fa gustare, provare di persona, che cosa significa essere coccolati da Dio! Infatti, si legge: “abbracciandoli, li benediceva, ponendo le mani su di loro”.

Sono tutti gesti di affetto e di grande tenerezza e non solo: rivolgendosi ai suoi discepoli e a tutto il popolo, li invita a prendere come modello i bambini, per poter entrare nel Regno dei Cieli! Incredibile!

In pratica, il Signore sta dicendo che anche i più grandi di età possono imparare dai più piccoli!! Vi sentite un pochino maestri? Gesù dice che lo siete e che bisogna conservare un cuore da bambino per entrare nel Regno di Dio! Ma in cosa potete essere maestri? Nella gioia, forse? Nell’allegria che solo voi bambini avete o nella capacità di stupirvi di tutto? Sicuramente, ma c’è ancora tanto altro.

Per scoprirlo provate a pensarci e, magari, mentre fate questo, prima di dormire, chiudete gli occhi e immedesimatevi in quei bambini del Vangelo: scoprirete presto che anche voi, come loro, siete già stretti in un tenero abbraccio: un abbraccio divino!

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