Cultura

Verso la terra che ti indicherò

la vocazione come risposta alla parola di Dio

“Quante volte abbiamo sentito parlare, nella nostra vita, di vocazione?

Ci è stato detto che dovevamo capire quale fosse la nostra vocazione, quasi si trattasse di qualcosa di predeterminato che noi dovevamo solo scoprire per essere felici, per

realizzarci. La Scrittura ci conduce verso una visione differente della vocazione, che salvaguarda la libertà di Dio e il suo rapporto personale con ognuno e, allo stesso tempo,

prende sul serio la libertà dell’uomo non solo nel dare o no l’assenso alla chiamata di Dio, ma anche nel costruire insieme a lui la propria esistenza”.

Questa presentazione ci introduce subito nell’argomento del libro che l’indice ci precisa: 1) la vita come vocazione; 2) …come promessa; 3) …come missione; 4) …come sequela; 5) «con cuore dilatato»; 6) ti sei rivestito di Cristo; 7) Rito del matrimonio; 8) Conclusione.

Dal Concilio Vaticano II sono cambiate molte cose, inclusa la modalità di parlare della vocazione. Ogni scelta di vita cristiana (vita religiosa, ministero ordinato, vita laicale, vita matrimoniale), è una chiamata e tutti abbiamo una comune vocazione alla santità. Questa, per noi cristiani, «consiste nel realizzare quella immagine di Cristo che è stata data (…) in dono nel battesimo ed è alimentata e sostenuta con la partecipazione all’eucaristia» (pag. 7).

Per la Bibbia, tutti – uomini e donne – siamo destinatari di una chiamata, di una vocazione. Nessuna elezione né predestinazione né elite né casta, ma chiamata democratica perché c’è una vocazione originaria che riguarda tutto e tutti, la creazione e ogni singola persona.

Ad ognuno di noi infatti Dio ha donato una vita – che non è opera nostra, che non ci appartiene, perché appartiene soltanto a Lui – ma di cui siamo custodi e di cui ci è dato prenderci cura. Nostri possono essere i frutti, ma l’Opera è la Sua!

«La vocazione dell’uomo e della donna sulla terra, fin dal piano originario di Dio, è quella di realizzare la somiglianza con Dio, avendo ricevuto in dono dal Creatore la sua immagine. Questa è la “vocazione originale” che precede ogni peccato originale e che, a differenza del peccato, fa parte del sogno di Dio per la sua creatura.» (pag. 20)

Davvero un libretto ben scritto, essenziale, chiaro, che aiuta a perseverare e dunque a essere salvati seguendo Colui che ha perseverato. La perseveranza o pazienza, che è identificata con la capacità di non tirarsi indietro, è legata da s. Benedetto ai gradini che precedono l’umiltà, ossia il timore di Dio, il rinnegamento di sé e l’obbedienza. In particolare il timore di Dio viene indicato come coscienza della presenza di Dio che può e vuole fare grandi cose grazie al nostro SÌ!

Maria modello di santità… prega per noi!

Matteo Ferrari, Verso la terra che ti indicherò – la vocazione come risposta alla parola di Dio, 2016 Città Nuova Editrice.

di Angela Di Scala

A breve una piccola Bio.

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