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Otto anni con Padre Pietro

A conclusione del ministero di Mons. Pietro Lagnese sulla nostra isola, che avverrà il 19 giugno al momento della consegna del Pastorale a Mons. Gennaro Pascarella, suo successore, ci sembra “cosa buona e giusta” ripercorrere i tratti salienti dei suoi otto anni presso la Diocesi di Ischia, come modo per ringraziarlo per il grandissimo impegno e il dolcissimo affetto che ci ha profuso.

Sono tanti i momenti e i ricordi di questi otto anni vissuti insieme a padre Pietro nella nostra Diocesi isclana. Riassumerli in un articolo, seppur esteso, non è certamente semplice né può esprimere alla perfezione quanto abbiamo potuto condividere con un pastore forse poco “appariscente” ma molto molto concreto nelle sue azioni personali e pastorali.

Tutto ha avuto inizio nel tardo pomeriggio del 1 maggio 2013 a Vitulazio quando l’allora parroco di S. Maria dell’Agnena Pietro Lagnese veniva consacrato Vescovo per la Chiesa di Ischia. A presiedere il rito S.E. il Card. Crescenzio Sepe Arcivescovo metropolita di Napoli. Queste le parole del neo eletto Pastore alla Chiesa – sposa di Ischia: “Ti saluto Sposa nel Signore! Ho ricevuto oggi l’anello e lo Spirito mi invia a te per annunciarti il Vangelo: sii pronta ad accogliermi! Riconosci in colui che viene il messaggero del Signore. Chiesa di Ischia, prendiamo il largo insieme!”.

Pochi giorni dopo, l’11 maggio 2013, l’arrivo in aliscafo al Porto di Ischia, l’accoglienza festosa di tanti fedeli isolani e la presa di possesso canonica in Cattedrale, prima della Celebrazione al Piazzale delle alghe, con la quale il Vescovo Pietro dava ufficialmente inizio al suo ministero episcopale ad Ischia: “Non siamo mai soli perché Lui è in mezzo a noi! Chiesa di Ischia, il Signore è con te: gioisci ed esulta! Siamo consapevoli delle ferite che macchiano la vita della Chiesa. Anche la nostra Chiesa di Ischia ha le sue ferite ma l’Amore di Dio è più grande della nostra miseria e delle nostre colpe! Chiesa di Ischia non lasciarti cadere le braccia, gioisci ed esulta, perché lo scoraggiamento non viene da Dio! Camminiamo sulla via della Santità che i nostri Santi ci hanno tracciato e la fama di bellezza che riscuote la nostra isola sia anche fama di Santità!”.

Il 24 agosto dello stesso anno nasce alla vita eterna il Vescovo emerito di Ischia, Mons. Filippo Strofaldi, predecessore di Mons. Lagnese. Da tempo il Vescovo Filippo si trovava presso la Casa di riposo “Villa Joseph – don Orione” a Casamicciola, dopo le sue dimissioni per motivi di salute.

Nel dicembre 2013 nasce il settimanale Diocesano KAIRE per esplicita e forte volontà del Vescovo Pietro: a don Carlo Candido, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali, il compito di dare il via a questa entusiasmante esperienza. Primo direttore sarà il giornalista ischitano Lorenzo Russo.

Il 13 dicembre 2013 Padre Pietro incontra per la prima volta le associazioni laicali della Diocesi, lo fa con la Celebrazione della S. Messa preceduta da un momento di ascolto presso il Palazzetto dello Sport di Ischia.

Il 17 febbraio 2014 il Vescovo Pietro incontra le Confraternite isolane nel Santuario di San Giovan Giuseppe della croce ad Ischia ponte: “Noi come Confraternita viviamo il Vangelo? La gente che vi vede cosa dice? Per il numero dei vostri iscritti potreste diventare una forza enorme ma solo con la potenza del Vangelo. Anche se non sempre possiamo avere il Sacerdote che ci guida, non ci stanchiamo! Non aspettate che il Parroco si muova a compassione di voi, partiamo per primi, facciamo venire al Parroco la voglia di stare con voi, che voi ci siete e che volete vivere seriamente il Vangelo!”

La prima Solennità di San Giovan Giuseppe della Croce ad Ischia per il Vescovo Pietro, il 5 marzo 2014, cade nel Mercoledì delle Ceneri; queste le sue parole nell’omelia di quel giorno: “Il mondo vuole vedere Dio non vuole più sentire parole, con le quali spesso abbiamo anche coperto la Parola! Soprattutto a noi ministri del Vangelo spetta il compito di mostrarLo.  Il tempo della Quaresima è l’invito ad un’amicizia tutta speciale con un Dio che è Padre; c’è un Padre che vuole chiamarci a portarGli la nostra vita, ad accoglierLo nella nostra intimità per fare nuova la strada del nostro cuore. San Giovan Giuseppe, l’uomo fatto penitenza, ci incoraggia in questo cammino di conversione per celebrare queste nozze che il Signore è pronto a rinnovare con noi!”.

Si intitola “Con gioia ritorniamo a casa” la prima Lettera Pastorale scritta da Mons. Pietro Lagnese alla Diocesi di Ischia, in occasione della Quaresima 2014. “Ritornare non nel senso di una disfatta, sottolinea Mons. Lagnese, come a dire, quasi, che non si possa far altro che rimettere i remi in barca e battere la ritirata, ma, al contrario, per ritrovare l’entusiasmo e compattare le forze, sapendo che l’amore di Dio ha già vinto!” Nella sua Lettera il Vescovo ha invitato i fedeli a vivere questo “ritorno a casa” come un ritorno alla Parola di Dio: “accogliere il Vangelo e annunciarlo ci fa sentire a casa. La vita dei cristiani, lontana da esso, è sempre una vita in esilio: ritornare in sé significa riprendere consapevolezza di ciò che siamo agli occhi di Dio e riscoprire la nostra bellezza”;

In Cattedrale inizia l’esperienza della Preghiera giovani con il Vescovo Pietro, un appuntamento mensile per riscoprire insieme la bellezza e la gioia di vivere la Parola di Dio: “Qual è il senso della tua vita, della tua storia? Un senso c’è e tu sei invitato a cercarlo, sei invitato a metterti davanti a Dio e domandargli che lui ti faccia capire il senso della tua vita e ti dia di fidarti di Lui perché domani arriverà. È quello che ha fatto Gesù che si è fidato di questo Dio, di Suo Padre, e si è consegnato ai soldati, a Giuda che con un bacio lo tradisce. E come fa Gesù a consegnarsi ai soldati, a Giuda? Gesù può farlo perché prima si è consegnato a Dio! In quel Calice che il Padre gli consegnava c’era il senso di tutta la sua vita! A Gesù vogliamo chiedere di farci comprendere il senso della nostra vita, della nostra storia. E il senso della storia di Gesù sia anche il senso della nostra storia: fare della nostra vita un DONO!”

Il 5 e 6 maggio 2014 ad Ischia si riuniscono i Vescovi della Campania (CEC) per una giornata di preghiera e di incontro insieme. La Celebrazione Eucaristica viene vissuta presso la Chiesa del Soccorso ed è presieduta dal Card. Crescenzio Sepe: “Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?” dice la folla a Gesù. Credo che se facessero questa domanda a noi pastori la risposta dovrebbe essere: “Noi siamo una cosa sola!” e in questa giornata e mezza siamo stati insieme, abbiamo lavorato insieme, abbiamo cenato insieme, abbiamo lodato Dio insieme nel guardare le meraviglie del Creato e adesso preghiamo insieme. Il segno deve essere il nostro stare insieme per Camminare insieme”

Qualche giorno dopo, il 10 maggio 2014, Papa Francesco incontra il mondo della scuola in Piazza San Pietro e da Ischia sono circa 700 i pellegrini ischitani che si recano insieme a Padre Pietro dal Santo Padre per ascoltare la sua voce e ricevere la sua Benedizione: “penso che la partecipazione di Ischia sia andata oltre ogni aspettativa – ha commentato il Vescovo Pietro –  perché ‘i problemi del mare’ potevano in qualche modo scoraggiare la partecipazione, invece penso che la Chiesa di Ischia e tutta l’isola abbia dato una bellissima prova di lavorare insieme e di mettersi a camminare insieme”.

Altro momento forte del 2014 è stato quello del 5 giugno, quando il Vescovo Pietro, le associazioni laicali e civili e la cittadinanza tutta dell’isola d’Ischia hanno preso parte ad una sentita fiaccolata per evitare lo spostamento a Villa Stefania in Casamicciola terme degli ospiti del centro di salute mentale “Villa Orizzonte” situato a Barano d’Ischia. Il Vescovo Pietro ha continuato poi a visitare per diverse volte il centro di “Villa Orizzonte” scrivendo il 13 luglio anche una missiva all’allora Presidente della Regione StefanoCaldoro.

Il 27 giugno 2014 prime due ordinazioni presbiterali per il Vescovo Pietro: Gianfranco Del Neso e Marco D’Orio sono consacrati Sacerdoti. La celebrazione si tiene al Piazzale delle alghe ad Ischia Ponte.

Il 15 Agosto 2014 nella Solennità dell’Assunzione della B. V. Maria, il Vescovo Pietro , attraverso un apposito decreto, ha annunciato l’istituzione di una commissione teologica e di scienze umane per studiare quanto sta accadendo dall’ottobre del 1994 ad oggi presso la zona boschiva di Zaro, nel Comune di Forio; qui la Madre Celeste apparirebbe da circa 20 anni ad un gruppo di ragazzi e ragazze. Una commissione, presieduta dallo stesso Vescovo Pietro e composta da professionisti di fama internazionale sarà chiamata a pronunciarsi in merito ad una questione trattata con molta attenzione e rispetto da mons. Lagnese sin dal suo arrivo in Diocesi. È la prima volta che la Chiesa Cattolica, attraverso il Vescovo di Ischia, si esprime sul caso.

Dal 19 al 26 agosto dello stesso anno la Diocesi di Ischia si è messa in cammino insieme al suo Pastore, Pietro Lagnese, sulle orme di Giovanni Paolo II. La vita e la storia del Papa polacco sono stati infatti un riferimento costante del Pellegrinaggio Diocesano in Polonia, Cechia e Austria. Insieme a Mons. Lagnese un folto gruppo di pellegrini e sacerdoti della Diocesi isclana, che hanno vissuto “giorni di grazia” percorrendo in modo del tutto particolare i luoghi che ancora sono pieni della presenza di Karol Wojtyla e che ne hanno segnato la crescita e la formazione umana e cristiana.

Il 26 agosto viene ricordato in Cattedrale, con una S. Messa presieduta da Mons. Bruno Forte – arcivescovo di Chieti – Vasto, il Vescovo Filippo Strofaldi ad un anno dalla sua nascita al Cielo. Nell’occasione è stato presentato il libro “Filippo Strofaldi, il Vescovo con la chitarra”, fortemente voluto da Mons. Lagnese e curato da Ernesta Mazzella della Biblioteca diocesana con l’apporto dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi, in cui sono raccolti tutti i messaggi, le omelie, i discorsi che P. Filippo ha indirizzato alla sua amata Diocesi dal suo arrivo nel 1998 fino al 2012, anno delle sue dimissioni per motivi di salute.

Il 26 settembre 2014 Mons. Lagnese ha presieduto la Solenne Concelebrazione per l’ingresso nella nostra Chiesa Diocesana, dei Padri Vincenziani, più precisamente a Forio presso la Casa San Luigi donata dal Cardinale Lavitrano. In questa casa da tantissimi anni dimoravano le Figlie della Carità, altro frutto dell’opera di San Vincenzo Dè Paoli e di Santa Luisa De Marillac. Il Vescovo Pietro ha presieduto l’Eucarestia nella Basilica di Santa Maria di Loreto nei primi vespri della festa di San Vincenzo De’ Paoli insieme al clero Diocesano e ai Padri presenti sulla nostra isola: p. Giuseppe Caruso, p. Giuseppe Scarpitta e p. Giuseppe Ciappa. Era presente anche il padre provinciale dei Padri Vincenziani, Padre Giuseppe Guerra.

Mercoledì 8 ottobre insieme agli ospiti della casa dei sorrisi ed alle le loro famiglie, il  Vescovo Pietro Lagnese ha inaugurato a Casamicciola il “Centro Giuseppe Natale”: uno spazio pensato per la crescita e l’integrazione di diversamente abili, adulti e minori, che favorisce le potenzialità del disabile sul piano cognitivo, relazionale e sociale attraverso attività laboratoriali educative, espressive, formative e di inserimento occupazionale: “Laddove c’era il nulla ora ci sono sogni che iniziano a realizzarsi – ha commentato il Vescovo Pietro – questo centro è il frutto di una pluralità di iniziative e vuole essere una risposta concreta per quanti vivono il disagio di una famiglia nella quale ci sono figli diversamente abili. Un’iniziativa che evidenzia come la ‘cultura dello scarto’ di cui ci parla anche Papa Francesco, sia da abortire e deve vederci invece uniti in nome della solidarietà, dell’accoglienza e dell’altro visto come un dono.

Dal 16 al 18 ottobre 2014 il Vescovo Pietro vive per la prima volta insieme alla Diocesi isclana l’esperienza del Convegno Diocesano dal titolo “Evangelii Gaudium: la Chiesa di Ischia in uscita”. Questo il tema centrale dell’VIII Convegno Diocesano. Circa 730 i partecipanti provenienti dalle 25 Parrocchie della Diocesi, dalle confraternite, dagli ordini religiosi, dai gruppi, cammini e movimenti che si sono radunati presso l’Hotel Continental Terme. Il 16 ottobre l’ospite della giornata è stato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio con una relazione sul tema: “Dentro l’Evangelii Gaudium: protagonisti del kerygma in un mondo che cambia”. Venerdì 17, mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all’Ionio e Segretario Generale della C.E.I., è intervenuto parlando delle “Sfide della Nuova Evangelizzazione: la Chiesa tenda da campo”. Sabato 18 infine Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso – Bojano e Presidente della Commissione C.E.I. per i problemi sociali, lavoro, giustizia e pace ha tracciato le possibili vie per una “Chiesa in uscita”: “sale della terra…luce del mondo…olio di letizia”. Il Vescovo Pietro nel suo invito ha chiesto alla sua Diocesi di porsi in uno stato di “missione permanente” per poter gustare la bellezza e la potenza del soffio dello Spirito: “Sollecitati dall’Esortazione di Papa Francesco, in comunione con le altre Chiese che sono in Italia e nel mondo, vogliamo porci in atteggiamento di “uscita” per “riprovare” ad annunciare il Vangelo. La nostra Chiesa, obbediente alla parola del suo Signore e fedele agli insegnamenti del Concilio Vaticano II, possa sperimentare una rinnovata Pentecoste e diventare credibile testimone della gioia e dell’amore di Dio”.

Con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale di Ischia alla presenza di tutti gli ordini religiosi presenti in Diocesi, mons. Pietro Lagnese domenica 30 novembre 2014, I di Avvento, ha aperto l’anno della vita consacrata indetto dal Santo Padre. “I religiosi e le religiose – ha ricordato Mons. Lagnese nella sua omelia – sono chiamati a vivere la profezia dei cieli nuovi e terre nuove che ci attendono. Il Papa ci ricorda che questo è un anno nel quale guardare al passato con gratitudine, vivere il presente con rinnovata passione e volgersi al futuro con speranza. Il Signore ci conceda, anche grazie alla vostra testimonianza, cari religiosi e religiose, di rinsaldare la nostra attesa verso il Signore della storia per vivere insieme un Avvento bello e vero, che ci prepari al Natale per fare memoria della prima venuta di Gesù ma che metta anche nel cuore il desiderio di correre verso Colui che viene per farci sedere attorno alla Mensa del Suo Regno!”

Tanta voglia di essere famiglia. Questo il leitmotiv della serata di lunedì 26 gennaio 2015 al Cinema Excelsior con il quale si è aperto il cammino diocesano di formazione in preparazione al Sinodo Ordinario dei Vescovi di ottobre incentrato tutto sul tema della famiglia, prima vera e propria cellula della società e della comunità cristiana. Un cammino fortemente voluto dal nostro Vescovo Pietro al quale l’intera chiesa isclana in tutte le sue componenti sembra aver risposto sin dalle prime battute e che vedrà la partecipazione di ben 860 iscritti che si incontreranno settimanalmente per discutere di matrimonio e famiglia alla luce del questionario inviato dalla Santa Sede che sarà parte essenziale del Sinodo di ottobre 2015.

Dal 1 settembre 2015 il Centro Giovanni Paolo II di Forio ha vissuto un “passaggio di testimone” dalle mani dell’Associazione “Nuovi Orizzonti” alla Caritas Diocesana. Un gruppo di operatori della Caritas ne ha assunto il coordinamento, favorendo la collaborazione di tanti volontari che potranno prestarvi gratuitamente la loro opera. Il Centro risponde alle esigenze quotidiane di una povertà diffusa. Non si fanno differenze fra profugo, senza fissa dimora, straniero o ischitano. Si cerca di rispondere ad un bisogno di richieste di aiuto dai più deboli della società. Il centro di accoglienza GPII vede la presenza delle suore Piccole Apostole della Redenzione (già attive sul territorio isolano), di alcuni sacerdoti, un diacono e di alcuni laici.

Rallegrati, Chiesa di Ischia! Grida di gioia, chiunque tu sia, qualunque sia il tuo stato di vita, la tua condizione, la tua storia, il tuo passato e il tuo presente, il tuo peccato! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico!”. Con queste parole mons. Pietro Lagnese, ha aperto sabato 12 dicembre 2015 il Giubileo straordinario nella Diocesi isclana con l’apertura della Porta della Misericordia nella Chiesa Cattedrale, alla quale tutti i fedeli ischitani sono stati chiamati a guardare in modo speciale durante l’anno Santo. “Celebrare un Giubileo della Misericordia equivale a mettere di nuovo al centro della nostra vita personale e delle nostre comunità Gesù Cristo, il Dio misericordioso” – ha proseguito Mons. Lagnese nell’omelia della Celebrazione Eucaristica della III domenica di Avvento – “non c’illudiamo: se non faremo noi per primi esperienza di misericordia non sarà possibile offrire misericordia! Se non permetteremo che il Signore ci guardi e il suo sguardo ci trasfiguri, la tristezza potrebbe abitare anche la nostra vita! E potrebbe accadere anche in questo giubileo; nonostante il Giubileo! Potrebbe succedere che anche questa occasione venga sciupata! Che non l’accogliamo; che ci mettiamo a guardare da qualche altra parte. Che ci facciamo angustiare per cose da nulla e perdiamo di vista l’essenziale! Il Signore invece vuole rinnovare la nostra vita! Egli vuole che la mia vita, la nostra vita, cambi! E vuole cambiare anche la nostra Chiesa! Se non volesse questo il Suo non sarebbe un vero amore!”

Il Vescovo Pietro Lagnese, Mercoledì delle Ceneri 10 febbraio 2016, ha aperto una seconda Porta Santa sull’isola, la Porta della Carità al “Centro di prima accoglienza Giovanni Paolo II” di Forio. Mons. Lagnese, avendo a cuore l’esperienza del Centro e “nel desiderio di incoraggiare in favore di esso l’offerta di un concreto servizio di volontariato”, ha voluto offrire a quanti, con spirito di fede, ne avessero varcato la soglia per prestare un congruo tempo di servizio in favore dei poveri in esso ospitati, la possibilità di ottenere il dono dell’indulgenza giubilare. Grande emozione per le tante persone accorse mercoledì delle Ceneri, quando la porta, fatta con frammenti di barche a indicare il dramma di tanti profughi, è stata aperta da due ospiti del centro, un italiano e un immigrato, arrivato in Italia proprio su un barcone della morte. “Ogni persona, – ha ricordato Mons. Lagnese nella sua omelia – e in modo particolare ogni povero, è presenza reale di Gesù. È sacramento, come lo è l’Eucarestia. Alla fine dei tempi saremo giudicati sull’amore”.

Sabato 7 ottobre 2016 un altro importantissimo momento per la Diocesi isclana con l’ordinazione sacerdotale del diacono Carlo Pietro Mazzella nella Memoria liturgica della B. V. Maria del Rosario.

Il 24 ottobre, l’ultima delle 14 catechesi giubilari in cattedrale, tutte incentrate sulle opere di misericordia corporale e spirituale, con relatori di grande spessore: dal Card. Sepe a Mons. Pizzaballa, custode di Terra Santa, da don Luigi Ciotti ad Ernesto Olivero, dal card. Montenegro a Mons. Giovanni D’Ercole.  Proprio sul finire dell’Anno Santo della Misericordia ecco la Missione Diocesana, guidata dai frati minori della Provincia Umbra e rivolta in modo particolare alle famiglie e ai giovani, durata dal 4 al 13 novembre 2016; un momento di grazia per l’intera Chiesa di Ischia conclusosi il 13 novembre con la Celebrazione presieduta dal Vescovo Pietro: “Rinnoviamo oggi al Signore l’atto di fede in Lui riconoscendolo come unico Signore della nostra  vita, è questa la risposta più bella che possiamo dare alla Parola che è stata posta dentro di noi come un seme. Dio ci fa grandi regali e questi giorni di missione sono stati un grande dono per la nostra Chiesa di Ischia, ma i regali di Dio sono sempre come semi che vanno accolti perché possa crescere la Sua potenza nella nostra vita. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita ci dice oggi il Signore: questo messaggio ci indica che la Missione continua, che tutti siamo chiamati a diventare discepoli e missionari, e a metterci in gioco. Che non ci accada di rifiutare la bellezza della Parola di Dio che ci è stata annunciata!”

Anche il 5 Marzo 2017 cade nel Mercoledì delle Ceneri e la Solennità di San Giovan Giuseppe si tiene nella Chiesa Cattedrale per i lavori di restauro della Collegiata dello Spirito Santo: “Diventino sempre più punti di riferimento per la nostra Isola i genitori e quanti a vario titolo svolgono un’ opera educativa. Diventino sempre più testimoni credibili di servizio alla gente coloro che amministrano o desiderano amministrare la cosa pubblica. Sappiano mettere in capo alla loro agenda gli interessi concreti della nostra gente, mostrando così che la politica è la forma più alta della carità, come amava ripetere il beato Paolo VI. Sappiano segnare con le loro scelte politiche percorsi significativi per un modello diverso di sviluppo, per aiutare la nostra gente a comprendere che uno sviluppo vero, anche qui ad Ischia, deve fare i conti con i grandi valori della dignità della persona e, perciò, con i suoi diritti inalienabili: in primis quello alla salute, tanto mortificato in questo momento sulla nostra Isola; per poi passare a quello del lavoro, alla sicurezza, il diritto ad abitare un’Isola che per la sua bellezza è unica al mondo e che merita di essere custodita. I nostri politici sappiano rifuggire la logica dello scontro e del compromesso e accettino la sfida del mettersi a lavorare insieme”

Al termine della Veglia di Pentecoste 2017 (3 giugno) tenutasi nella Chiesa Parrocchiale di S. Maria di Portosalvo il Vescovo Pietro indice la sua prima Visita Pastorale nelle 25 Parrocchie della Diocesi, dal gennaio 2018 a Novembre 2019: “Inviato in nome di Cristo come pastore per la cura della porzione del popolo di Dio che è in Ischia (cfr. Pastores Gregis, n. 43), – ha ribadito il vescovo nel decreto di indizione del 3 giugno 2017 – trascorsi più di quattro anni dall’inizio del mio ministero episcopale, avendo già più volte incontrato comunità, singoli fedeli e aggregazioni ecclesiali di questa amata Chiesa, sento ora vivo nel mio cuore il desiderio di visitare una a una le comunità parrocchiali della diocesi. Con la Visita Pastorale potrò conoscere più a fondo e amare maggiormente questa Chiesa di Ischia, per meglio servirla mediante l’annuncio del Vangelo, la santificazione e la testimonianza della carità”.

Il 9 Giugno 2017 Marco Trani diventa diacono nella Chiesa Cattedrale, mentre il 18 dello stesso mese don Emanuel Monte diventa Parroco di San Sebastiano a Forio e don Pasquale Mattera Parroco di S. Maria della Mercede in Fontana.

Il 21 agosto 2017 è una delle date che difficilmente potremmo mai dimenticare qui ad Ischia con il terremoto che ha colpito Casamicciola alta, parte di Lacco ameno e di Forio e durante il quale hanno perso la vita Lina Balestrieri e Marilena Romanini. Il Vescovo Pietro è tra i primi ad accorrere sul posto all’indomani del tragico evento e tra i primi a spendere parole di incoraggiamento per un intero popolo ferito: “all’indomani del forte sisma che ha colpito la nostra bella isola, e in particolare le comunità di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno, una Parola del Signore ci è stata donata come olio che consola e balsamo che lenisce leferite: «Io sarò con te!» (Gdc 6, 12). Il Signore è venuto a dirlo a tutti noi che, visitati dal terremoto, abbiamo forse visto vacillare, insieme alle nostre case, anche la certezza dell’amorevole presenza di Dio e ci siamo chiesti: «Se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo?» (Gdc 6, 13). Ma il Signore è con noi anche se ci è capitato tutto questo. Sì, Lui è con noi sempre e chiede a ciascuno di noi di essere segno della Sua presenza. Abbiamo toccato con mano la presenza del Signore nella nostra vita attraverso la solidarietà e l’impegno fattivo di tanti che si sono prodigati per soccorrere i diversi feriti e offrire i primi aiuti a quanti hanno perso la casa. Ringraziamo il Signore per i tre bambini estratti vivi dalle macerie, per i quali i soccorritori hanno profuso ogni energia al fine di riportarli sani e salvi all’affetto dei loro cari. Preghiamo per le due persone decedute e siamo vicini alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno perso la casa, spesso frutto di un’intera vita di sacrifici. Esprimiamo vivo desiderio che, a quanti hanno perso la casa, sia offerta al più presto una dignitosa e stabile abitazione. La ricostruzione delle zone interessate dal sisma avvenga in maniera rapida anche per permettere che l’attività turistica dell’Isola possa continuare.

Chiediamo pertanto alle Autorità di Governo di attivarsi prontamente per una celere ricostruzione degli edifici distrutti e la messa in sicurezza dei tanti fabbricati coinvolti. Riteniamo che non sia questo il momento per dare spazio a polemiche infruttuose e perciò poco opportune. Ci riferiamo, in particolare, all’annosa questione dell’abusivismo edilizio – che pure, ne siamo consapevoli, è presente sulla nostra Isola e che pertanto va affrontato da parte di tutti con senso di concretezza e di piena responsabilità e senza lasciarsi ingabbiare dai lacci della burocrazia – che di certo non può essere ritenuto la vera causa dei crolli che hanno interessato per la maggior parte edifici di non recente costruzione e numerose chiese dell’Isola. Ai turisti che si trovano in questo momento a Ischia e a quanti avevano progettato di trascorrere prossimamente qualche giorno di distensione e di riposo sull’Isola chiediamo di non rinunciare alla loro vacanza in mezzo a noi: è questo un modo concreto per esprimerci solidarietà e aiutarci a ripartire. Aiutateci affinché la stagione turistica non si concluda anticipatamente, provocando così serie difficoltà economiche per tanti lavoratori ed operatori del settore. Se infatti i nostri ospiti abbandonassero la decisione di venire sull’Isola verde, per molti ciò sarebbe motivo di perdita di lavoro. Da parte mia e dell’intera Chiesa di Ischia piena disponibilità a venire incontro in tutti i modi possibili alle necessità di coloro che stanno soffrendo. Attraverso la nostra Caritas diocesana, continuamente in contatto con quella italiana e della Campania, vogliamo offrire il nostro concreto contributo al fine di assicurare il nostro sostegno alle comunità ferite”

Mercoledì 6 settembre la visita del Card. Sepe sui luoghi del terremoto; il giorno seguente 7 settembre, dal Vescovo Pietro arriva un appello deciso e concreto a tutti gli ischitani per aiutare i fratelli più bisognosi e colpiti dal terremoto: “Ero in cerca di una casa e non me l’avete negata”: potrebbe essere questa per l’Isola di Ischia, visitata la sera del 21 agosto scorso dal terremoto, una nuova opera di misericordia. Ci sono tante famiglie che hanno perso la casa e che sono momentaneamente accolte presso parenti e amici o in strutture alberghiere. Rivolgo un appello a tutti coloro che, ischitani e non, sono proprietari di una casa sull’Isola di Ischia: se avete la possibilità, datela in fitto senza però speculare sul canone di locazione. Mi è giunta notizia che alcuni hanno esposto sulle loro abitazioni il cartello “non si fitta a residenti”; se ciò dovesse corrispondere al vero, di certo non farebbe onore al popolo ischitano e al nostro essere cristiani. Potremmo essere noi queste persone che si trovano nella posizione di aver perso la casa. A ciascuno di noi il Signore dice: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Mt 7, 12). Vi invito pertanto a essere generosi e a esprimere in questa occasione, in maniera concreta, la vostra solidarietà verso chi ha perso la propria casa e i tanti ricordi di una vita e che ora si trova senza un tetto sotto cui abitare.

Il 13 ottobre 2017 è il grande giorno della Consacrazione della Diocesi al Cuore Immacolato di Maria: il vescovo Pietro Lagnese, dando seguito all’annuncio contenuto in una lettera indirizzata alla diocesi nel mese di maggio, ha compie l’atto di affidamento alla Madonna. Dopo la Solenne Concelebrazione Eucaristica che il Vescovo ha presieduto alle 19 nella Chiesa Cattedrale, fedeli e celebranti si sono recati processionalmente presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria di Portosalvo per la recita dell’atto di consacrazione.  Già da una settimana le suore del G.A.M. (Gioventù ardente mariana) erano state presenti ad Ischia per  animare alcuni incontri comunitari nelle parrocchie in preparazione alla Celebrazione del 13 ottobre.

Anche il Card. Bassetti, presidente della CEI, si è recato sulla nostra isola il 5 e 6 dicembre 2017 su invito del nostro Vescovo Pietro per visitare le zone terremotate di Casamicciola e Lacco Ameno e incontrare, accanto ai volontari e ai soccorritori, tutti coloro che sono stati colpiti negli affetti e hanno perso i beni e la casa, spesso frutto del lavoro di una vita.

Il Messaggio di Natale 2017 del Vescovo Pietro è proprio dedicato ai fratelli terremotati e si intitola “Fuori casa”: Se ci rifletti, Natale è infatti la festa di un Dio che è senza Casa. E ti dico questo non soltanto perché anche Lui quando venne tra noi visse il dramma di non trovare casa, e non essendoci posto per Lui, nacque in un alloggio di fortuna; Natale è la festa di un Dio sfollato che ha perso la sua abitazione per venire a stare con noi. E sai perché lascia la sua Casa? Per venirci a cercare. Il Suo desiderio di cercarci e di visitarci attraversa l’intera storia della salvezza e ha inizio già all’alba della creazione, dopo il peccato dell’uomo, quando Dio si mise sulle sue tracce. «Dove sei?» (Gn 3, 9): domandò Dio ad Adamo. Da quell’ora Dio non smette più di cercarci e per trovarci arriva alla scandalosa decisione di farsi in tutto come noi – eccetto il peccato – povero, debole, pellegrino, mortale, pienamente uomo. In Gesù questa ricerca raggiunge la sua pienezza e si compie: Egli è l’abbraccio compassionevole del Padre che sulla croce non solo ci trova ma ci riacquista come figli. Tu mi dirai: “no, non è così; il paragone non calza: Lui venne liberamente; lasciò la Sua Casa spontaneamente. Io no; io sono stato costretto”. E io ti risponderò: “no, anche Lui. Anche Lui come te fu costretto. Lasciò il Cielo costretto dall’Amore”. L’Amor che move il sole e l’altre stelle lo mosse a venire tra noi e lo rese per noi un Dio senza casa. Sì, Egli è innamorato dell’uomo! Lo ama così tanto che, pur nel rispetto della sua libertà, non si rassegna a vederlo perso lontano da lui. E perciò esce di Casa e si mette a cercarlo. Il mistero dell’incarnazione è frutto di questo amore. Dio si fa carne per questo! Per questo lascia la sua Casa e viene in mezzo a noi. Per questo motivo si fa Uomo nel grembo di Maria. Sì, gli siamo cari, gli stiamo a cuore! Fratello terremotato, sorella senza casa: coraggio, noi sei solo! Sei in buona compagnia. Sempre. E mai come in quest’ora! Dio è senza Casa! Che dici: lo accogli?

Il 6 gennaio 2018 a partire dalla Parrocchia di San Vito martire in Forio ha inizio la visita pastorale del Vescovo Pietro: come da suo desiderio, per una settimana intera il Vescovo resta in una Comunità Parrocchiale incontrando bambini e ragazzi, giovani e famiglie, visitando gli infermi e Celebrando le Sante Messe. La Visita del Vescovo ha avuto inizio dal Decanato di Forio: prima ad essere visitata come già detto è stata la Parrocchia di San Vito martire, Chiesa madre del Comune; sono poi seguite le Visite alla Parrocchia di San Sebastiano, alla Parrocchia di San Leonardo (nella frazione di Panza), alla Comunità di S. Maria di Monte Vergine, a quella di San Michele Arcangelo e infine a quella di San Francesco Saverio (nella Contrada Cuotto). In tutte le Comunità visitate, il Vescovo Pietro ha davvero “lasciato il segno”, mettendosi in ascolto di grandi e piccoli, entrando nelle case e nelle scuole, nei luoghi di ritrovo e nei campi sportivi per portare a tutti la gioia della presenza di Dio in mezzo al suo popolo.

Nel febbraio 2018 è stata pubblicata la lettera pastorale del Vescovo Pietro dal titolo “…e ti vengo a cercare” incentrata proprio sulla Visita Pastorale in corso (che nello stesso mese è proseguita nelle Parrocchie di S. Maria di Monte Vergine e San Michele Arc. in Forio): una piccola “Evangelii Gaudium” per Ischia; 191 numeri che scandiscono le riflessioni sulla Chiesa nel nostro tempo a Ischia e non solo e che intendono “accompagnare i passi della Visita Pastorale alla nostra Diocesi” (n. 16). Sia per grandezza che per estensione di argomentazioni è la Lettera senz’altro più significativa e in un certo senso programmatica dell’episcopato di padre Pietro da quando è Vescovo di Ischia. Raccoglie tutto il suo bagaglio pastorale e, tenendo conto dei primi anni vissuti in mezzo a noi, rilancia la sfida a sé stesso e a tutta la nostra Comunità ecclesiale a “prendere il largo” sulle vie della nuova evangelizzazione. Altro momento molto bello e rilevante di questo mese è stato senz’altro l’inaugurazione del centro di ascolto medico (lunedì 12 febbraio), nato dal desiderio e dalla caparbietà della dott.ssa Annalucia Miragliuolo e fortemente condiviso da Mons. Lagnese, il progetto, bello e ambizioso, ha visto la sinergia tra Caritas Diocesana, U.N.I.T.A.L.S.I. e l’Associazione Raggio di Luce. Il Centro, denominato “Un Abbraccio per un Sorriso” è rivolto alle fasce più deboli della popolazione presenti sul nostro territorio, in modo particolare a coloro i quali non hanno la possibilità economica di ricevere consulenze mediche. Offre in maniera del tutto gratuita la possibilità di ricevere un servizio medico di straordinaria importanza.

Venerdì 6 aprile 2018 un altro appuntamento di gioia per la Chiesa di Ischia: don Marco Trani viene ordinato Sacerdote per la preghiera consacratoria e l’imposizione delle mani del Vescovo Pietro: “Nell’unica festa dell’anno che si prolunga per un’intera settimana un figlio del popolo di Dio che è in Ischia viene ordinato presbitero. Marco Trani, della comunità parrocchiale di Sant’Antonio Abate, diventa dunque prete a Pasqua. Mi piace sottolinearlo perché questo ci ricorda non solo che i Sacramenti sono tutti frutto e memoriale della Pasqua di Gesù, ma anche perché loro obiettivo è proprio di condurre a fare Pasqua. Sono a servizio della Pasqua, e in modo particolare lo è il Sacramento dell’Ordine. Marco questa sera diventa prete per rendere un ministero: quello di aiutare a fare Pasqua, perché attraverso il suo servizio, ma anche la sua vita, tanti possano fare esperienza di risurrezione.” Rivolgendosi poi direttamente all’ordinando, il Vescovo ha proseguito: “Sì, Marco, tu diventi prete per aiutare tutti coloro che incontrerai sul tuo cammino a fare, nella loro vita, Pasqua; a passare cioè dalla morte alla vita, a ricevere Vita nuova ed Eterna. Aiutare a fare Pasqua è, in definitiva, aiutare a diventare santi.”

Il 17 maggio 2018 è la Solennità di Santa Restituta, anche in questo anno nella sua omelia il Vescovo Pietro prova a risvegliare le coscienze dei fedeli ischitani additando l’esempio della giovane martire cartaginese: “Restituta ha sofferto da cristiana e per la vita vera è andata incontro alla morte e per questo insieme agli altri compagni martiri abitinesi ha proclamato: ‘Senza il Dominico non possiamo vivere!’. Sulla nostra isola è iniziata la stagione turistica, tempo di intenso lavoro per tanti; e chissà per quanti nostri fratelli questo tempo sarà anche tempo di abbandono del “Dominicum”, di abbandono dell’Eucarestia, non potendo partecipare al banchetto della vita! Noi quasi ci rassegniamo a tutto questo, ma capite che il martirio incomincia da qui, incomincia dalle piccole cose, semmai dallo svegliarsi ancor prima la domenica mattina per poter partecipare all’Eucarestia, ma non come semplice atto di devozione, ma perché abbiamo bisogno di questa Vita, come ci insegna Restituta!”.

Il 21 agosto 2018 ad un anno esatto dal terremoto che ha toccato in modo particolare i territori di Casamicciola e Lacco il Vescovo Pietro celebra messa nella riaperta Chiesa della Madonna del Buon Consiglio a Piazza Marina e con parole forti e chiare denuncia i notevoli ritardi nell’opera di ricostruzione post – sisma: “auspichiamo prontamente da parte di chi ci governa, scelte operative e fatti concreti al fine di vedere il nostro territorio ritornare a vivere nella consapevolezza che Ischia, con la sua vocazione turistica, possa ancora essere motivo di lavoro e di benessere per i suoi abitanti e non solo e, come in passato, rappresentare un vero volano per la ripresa economica e sociale della nostra regione. C’è invece una sorta di scoraggiamento che, quale pastore di questa Chiesa, spesso registro sul volto degli isolani e, in particolare, delle popolazioni colpite dal sisma: uno scoraggiamento che a volte si trasforma in disincanto e sfiducia; e ciò a causa degli evidenti ritardi nell’avviare l’opera della ricostruzione ma anche a motivo della manifesta lentezza nel fornire dati e indicare prospettive ed indirizzi di lavoro”.

Un mese dopo, il 21 settembre 2018, il Vescovo Pietro inaugura l’anno pastorale in Cattedrale nella festa di San Matteo apostolo e consegna ai Consigli Pastorali Parrocchiali ed ai Consigli Affari Economici i nuovi statuti. Anche in questa circostanza il Vescovo non si sottrae al compito di denunciare i mali che affliggono la nostra terra: “Pensiamo anche alla nostra bella Isola, dove pure cresce la povertà e il disagio sociale e ancora albergano situazioni di ingiustizia e di sperequazione, di illegalità diffusa, di indifferenza e di disaffezione ai valori del bene comune e del territorio, ma che, soprattutto, si mostra sempre più divisa, ingessata nella ricerca egoistica del proprio particolare, con il triste primato di terra tra le più litigiose d‘Italia. E tutto ciò anche a causa dell’idolatria del denaro e del mito di un falso benessere!”

Novembre 2018 ha consegnato ad Ischia (16/11) il dono di un nuovo diacono, Antonio Mazzella, dopo aver vissuto il dolore per la sospensione dal sacerdozio di don Gianfranco Del Neso: “l’ordinazione di questa sera è perciò un invito alla nostra Chiesa a non perdere la speranza. Il Signore viene a dirci che ancora si fida di noi, che ancora è disposto a scommettere sulla nostra Chiesa. Sì, Egli, che può risanare le nostre ferite e usarci misericordia, è disposto a ricominciare nuovamente con noi. I brani della Scrittura proclamati in questa Liturgia di Ordinazione sono tutti particolarmente belli e ognuno di essi ricco di indicazioni per la nostra vita e per la vita della Chiesa e, in modo speciale, per te, Antonio, che tra qualche istante, per l’imposizione delle mie mani, sarai costituito diacono, segno di Cristo-Servo, segno del Signore Gesù, venuto a stare in mezzo a noi come Colui che serve”.

Il 5 marzo 2019, nella Solennità del Patrono isclano San Giovan Giuseppe della Croce, Mons. Lagnese nella sua omelia nel Solenne pontificale continua a spronare la Chiesa di Ischia in piena Visita Pastorale ed in cammino verso il IX Convegno Ecclesiale di novembre: “nella lettera indirizzata a tutte le Parrocchie per la Visita Pastorale in corso ho chiesto a tutti di pregare affinché la nostra Chiesa sia come Maria: giovane, libera, in cammino e mossa dall’Amore. Una Chiesa non autoreferenziale, che si gloria dei propri successi terreni, ma animata da una spiritualità di continuo esodo che le permetta di uscire dalle proprie comodità. Vogliamo continuare a provarci nonostante le resistenze e le opposizioni, i fallimenti e le paure. A noi la scelta di voler seguire o meno il Signore. Ricordiamoci sempre che amare San Giovan Giuseppe della Croce significa desiderare di seguire Gesù come ha fatto lui!”

Il 17 luglio 2019 il Santo Padre Francesco ha confermato in maniera definitiva i decreti del 16 aprile precedente del Vescovo Pietro con i quali revocava il diritto di patronato per le Parrocchie di San Vito in Forio e S. Maria Maddalena in Casamicciola Terme.

Ad inizio del 2019 la Visita Pastorale del Vescovo è proseguita con le Parrocchie del Decanato di Barano e Serrara Fontana, e si è conclusa nel novembre dello stesso anno con le Comunità Parrocchiali di Casamicciola e Lacco Ameno.

Dal 6 al 9 novembre 2019, a conclusione della Visita Pastorale, la nostra Diocesi ha vissuto poi il suo IX Convegno Ecclesiale. Tema del Convegno è stato proprio la parrocchia e l’annuncio del vangelo e in particolare, la domanda: “Quale parrocchia per l’Evangelii Gaudium?”.

Nel saluto iniziale del Vescovo Pietro con il quale ha aperto i lavori il 6 novembre , egli ha sottolineato come il cammino pastorale della Diocesi di Ischia negli ultimi anni sia stato ispirato da quanto Papa Francesco ha sollecitato durante la Visita Pastorale a Firenze nel 2015 quando ha invitato calorosamente la Chiesa al cambiamento per realizzare un sogno, quello di una Chiesa dal volto di mamma che accarezza, chiedendo nel contempo un approfondimento in ogni comunità in ogni parrocchia e in ogni istituzione della Evangelii Gaudium. Il Vescovo nel ricordare tutte le iniziative che la Diocesi ha messo in atto a tale scopo, ha sottolineato che Evangelii Gaudium è stata la bussola di ogni passo, ha accompagnato ogni scelta e soprattutto la Visita Pastorale condotta negli ultimi anni per conoscere tutto il suo gregge. Dopo il discorso di apertura la parola è passata al Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana con l’intervento dal titolo “Il sogno di Evangelii Gaudium per le Chiese in Italia: recezioni e sfide”. Intense e accorate come sempre le parole del Cardinal Bassetti che riannodandosi al vescovo Pietro non solo ha offerto un panorama dei capisaldi dell’esortazione apostolica di Papa Francesco ma ha ricordato quali sono i principi che hanno ispirato il Papa. Se Evangelii Gaudium si sorregge su due grandi pilastri: Evangelizzazione (la Chiesa in uscita) e Spirito missionario, che rappresentano il discorso programmatico dell’agire in prospettiva futura della Chiesa, il principio ispiratore a monte resta sempre ed ancora la piena realizzazione del Concilio Vaticano II che dopo oltre cinquanta anni non è ancora entrato del tutto in circolo. Dopo aver ascoltato durante la prima giornata le parole del Card. Bassetti, i partecipanti al Convegno hanno potuto apprezzare i tanti spunti di riflessione offerti dal Vescovo di Novara e Vice Presidente della CEI Franco Giulio Brambilla che a partire dalla Prima lettera di Pietro ha cercato di offrire alla Chiesa di Ischia nuove piste di annuncio del Vangelo per una Chiesa formata da pietre vive, fondata sulla roccia che è Cristo Signore: “Rendete ragione della speranza che è in voi” (1Pt 3,15): La speranza. Questo aggettivo attraversa come un filo d’oro tutta la lettera. Se non abbiamo una “fede viva” che ha incontrato in modo personale il Vivente e ne attende il ritorno, come si può rendere ragione qui e ora della “speranza viva”? Questa è la sfida che abbiamo dinnanzi per i prossimi anni.

Nel terzo ed ultimo giorno di Convegno forti ed entusiasmanti sono le parole di don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova: “La Chiesa visibile è ciò che ognuno di noi riesce può vedere della Chiesa invisibile, secondo i propri meriti e la grazia di Dio. È troppo bello dire vorrei vedere ben altro, non quello che vedo. Certo, se il mondo fosse il capolavoro di un architetto scrupoloso della simmetria o di un professore di logica, di un Dio deista, la Chiesa allora ci darebbe lo spettacolo della perfezione, dell’ordine. In essa la Santità sarebbe il primo privilegio del comando e ogni grado della gerarchia corrisponderebbe a un grado superiore di santità, fino al più santo di tutti, il nostro Santo Padre. Ma dai! Vorreste una chiesa così? E vi sentireste a vostro agio? Non fatemi ridere! Invece che sentirvi a vostro agio rimarreste sulla soglia di questa congregazione di superuomini, rigirando il vostro berretto tra le mani come uno straccione sulla porta del Ritz o del Claridge. La Chiesa è una casa di famiglia, una casa paterna, e nelle case di famiglia c’è sempre un po’di disordine, le sedie mancano d’un piede, i tavoli sono macchiati d’inchiostro e i barattoli di marmellata si vuotano da soli nelle dispense, queste cose le so, ne ho esperienza…”

Il Vescovo Pietro, volutamente, non traccia delle conclusioni o un bilancio di fine convegno, ma lascia davvero aperta la porta della Chiesa di Ischia affinchè sia lo Spirito Santo ad entrare e suggerire il cammino e la rotta da seguire.

Il 16 novembre 2019 nella Chiesa Cattedraledon Antonio Mazzella viene ordinato Sacerdote: “Antonio sii capace di una condivisione virtuosa con il popolo di Dio. Solo se sarai capace di lasciarti convertire dal popolo, potrai essere in mezzo ad esso un vero pastore, uno strumento sincero di conversione per il gregge. Mettiti umilmente alla scuola di questo popolo, impara dalla gente, impara dalle famiglie! Quanto si cresce stando in mezzo a loro, umilmente! […] Sii un prete capace di comunione. È così che si ama veramente la Chiesa! È la comunione a rendere bella la Chiesa, a fare di essa una realtà credibile, una vera comunità di discepoli-missionari in cui il Risorto si rende presente e dona la gioia di volerlo portare agli altri. Riconosci perciò nell’impegno per la comunione il primo compito che, da questa sera, come presbitero, ti è affidato. Carissimo, Dio ti chiama a stare vicino agli afflitti per consolarli e per far pregustare loro la letizia di essere chiamati tutti ad una festa di nozze…”

Il 2020 è un anno che abbiamo purtroppo ben presto imparato a conoscere molto bene con la dura esperienza del Covid che ha lasciato il segno anche nella Chiesa di Ischia con la morte nel mese di novembre di don Angelo Iacono e prima ancora qualche settimana prima di quella di don Pasquale Sferratore seppur per motivi indipendenti dal Covid stesso.

Il Vescovo Pietro indirizza una lettera alla Chiesa di Ischia il 19 marzo nel pieno del primo lockdown: “Carissimi, chi avrebbe immaginato di dover vivere così quest’anno la Quaresima! Chi avrebbe pensato di doverci preparare in questo modo alla Pasqua! Ma il Signore ci chiama ad “un’altra Quaresima”: più intensa e, se lo vorremo, più feconda. Un’altra Quaresima per vivere un’altra Pasqua: una Pasqua più vera!  È prevedibile – si dice da più parti – che per molti, passata la bufera, nulla sarà più come prima. Ad alcuni la cosa potrebbe suonare quasi una minaccia; per altri, forse, apparirà soltanto una constatazione: una previsione oggettiva, dati alla mano, di ciò che di fatto ci attende. Ma potrebbe anche, chissà, essere un auspicio, un augurio, una speranza: nulla sarà come prima? Nulla dev’essere come prima! Sì, nulla sia come prima! Carissimi, continuiamo a pregare senza stancarci. Come Gesù nel Getsemani, preghiamo uniti in quest’ora della prova. Preghiamo gli uni per gli altri. La preghiera, specie quella d’intercessione – ci ripete spesso Papa Francesco – commuove il cuore di Dio. Quando Dio vede che preghiamo per un altro, che ci coinvolgiamo, lottiamo, digiuniamo, Dio si commuove e ci ascolta. Così fece con Abramo, con Mosè e con tanti uomini e donne della storia del popolo di Israele; così con tanti santi e sante che lungo i secoli, credendo alla parola del Vangelo, sperimentarono l’intervento provvidente di Dio e la Sua pronta risposta”

Anche la Pasqua del 2020 viene vissuta “a porte chiuse” nelle singole comunità parrocchiali. Il Vescovo Pietro nei giorni antecedenti la grande Solennità dell’anno liturgico indirizza una lettera a tutti i Sacerdoti: “che dono e che mistero essere preti! Ne siamo consapevoli? Siamo coscienti di essere stati scelti senza merito per una missione così grande? Siamo convinti che solo per grazia siamo quello che siamo? Lagnese ha voluto riflettere su un pericolo sempre presente nella vita dei cristiani e dei Sacerdoti: l’assuefazione anche alle cose più sante e più grandi: c’è un rischio che intravedo nella nostra vita: è quello dell’assuefazione. Quando a noi preti ci prende, c’impedisce di apprezzare la presenza del Signore e gustare la gioia che viene dal Risorto. Forse celebrare l’Eucarestia da soli, senza la gente, senza chi ci viene ad ascoltare, potrà aiutarci a riscoprire che c’è innanzitutto un Altro che viene: c’è il Signore! Lui non viene meno, mai! Lui, il vero protagonista delle nostre celebrazioni”

Le celebrazioni con la presenza del popolo, seppur con mascherina e distanziamento, riprendono il 18 maggio 2020 giorno della Solennità liturgica di Santa Restituta V. e M.

Il 25 settembre 2020 il Vescovo Pietro apre il cammino pastorale 2020/2021 della Chiesa di Ischia con queste parole: “Una Chiesa che vuole ripartire da Cristo e rimettere Cristo al centro deve diventare una Chiesa che prega. Se non vogliamo essere sterili dobbiamo pregare di più, dobbiamo adorare di più: Sì, dobbiamo parlare di meno e pregare di più. Una Chiesa che vuole ripartire da Cristo e rimettere Cristo al centro deve diventare una Chiesa che accoglie. E noi, siamo una Chiesa accogliente? Siamo una Chiesa capace di farsi prossima? Una Chiesa che vuole ripartire da Cristo e rimettere Cristo al centro deve diventare una Chiesa capace di testimoniare il Vangelo ed è disposta anche a soffrire; una Chiesa disposta a pagare, a sacrificarsi fino alla fine, un Chiesa capace di donarsi sapendo che la vita le viene dal morire; una Chiesa generosa, capace di consumarsi come il Suo Signore. Vogliamo essere una Chiesa così?”.

Il 19 dicembre 2020 nello stupore generale arriva, inaspettata, la nomina di Mons. Lagnese a Vescovo di Caserta. Farà il suo ingresso nella diocesi di terra di lavoro il successivo 20 gennaio 2021, Solennità di San Sebastiano, copatrono della città di Caserta: “nella scelta del Papa di mandarmi a Caserta, prima di ogni cosa riconosco l’espressione della volontà di Dio su di me: volontà di salvezza e di bene e, perciò, via per la mia santificazione. Quando presi il largo per venire sull’Isola, dissi al Signore le parole che la Chiesa ci mette sulle labbra ogni sera a Compieta: “Signore, nelle tue mani affido il mio spirito”. E ora – mentre lascio l’Isola, non senza commozione e dolore, per il tempo ricco di grazia che qui ho vissuto e per le tante persone belle che ho conosciuto e dalle quali ho ricevuto più di quanto io abbia dato loro –posso dire che il Signore l’ha fatto: ha ascoltato la mia preghiera. Anche nei momenti più difficili, Egli si è mostrato a me vicino e si è rivelato come Colui che è fedele nell’Amore, sempre. Ischia è una terra dalle mille potenzialità. Lavorate perciò per il bene delle donne e degli uomini che vivono su questa meravigliosa Isola. Lavorate però insieme e non divisi; perché divisi non si va da nessuna parte”

Il 19 gennaio 2021 mons. Lagnese viene nominato Amministratore apostolico della Diocesi di Ischia sino alla nomina del suo successore.

Il 2 marzo 2021 il Vescovo Pietro consegna alle Confraternite il nuovo Regolamento Diocesano.

Nella Solennità di San Giovan Giuseppe 2021 il Vescovo Pietro torna a scuotere le coscienze dei fedeli isolani sottolineando anche il dramma dei lavoratori stagionali: “San Giovan Giuseppe se fosse qui tra noi oggi ci direbbe, come nella stupenda lettera al fratello Tommaso, che bisogna sempre cercare di cavare il bene dalle situazioni che viviamo, e trasformare i disagi in opportunità. Non basta dire anche in maniera un po’ ingenua che “tutto andrà bene” ma bisogna invece chiedere al Signore che tutto concorra al Bene, che da questa pandemia davvero possiamo uscirne rinnovati, che la nostra isola possa uscirne convertita ed ognuno di noi possa capire che Cristo va messo al centro della vita. Sta per ripartire la stagione estiva ma non sappiamo con quali prospettive essa si presenterà, e a farne le spese saranno soprattutto i nostri lavoratori stagionali, che si troveranno ancora in grosse difficoltà. La nostra preghiera stamattina è per loro ed anche per i nostri amministratori, affinchè, lontani da ogni particolarismo come ci ricorda Papa Francesco, possano unirsi sempre più per il bene comune.

Il 17 maggio, Solennità di Santa Restituta, Mons. Lagnese presiede in mattinata la S. Messa nella Basilica in Lacco Ameno: “C’è un luogo comune che appartiene a noi isolani: quello di essere persone litigiose e intente a farsi guerra vicendevolmente: smentiamo una volta per tutte questo luogo comune che non ci appartiene e a partire da Restituta diventiamo persone di dialogo, di integrazione, di incontro, che sanno mettere da parte le proprie piccole visioni per fare spazio ad una visione comune per il bene di tutti. San Giovanni Paolo II venendo qui ad Ischia 19 anni fa ci invitava ad essere un’isola che ascolta, che accoglie, che ama: non disperdiamo questo messaggio, facciamo sì che queste parole possano trovare attuazione e preghiamo per la nostra isola perché tutti possiamo avere uno sguardo ampio, rivolto ai problemi di quanti ci sono accanto e anche verso coloro che sono lontani”.

Sempre nella stessa giornata Mons. Lagnese, ha presenziato alla Conferenza tenutasi presso la Curia Vescovile, per la riapertura del Museo Diocesano che ha visto la presenza tra gli altri della dott.ssa Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani. Una riapertura che si inserisce, come ricordato dal direttore Ufficio beni culturali della Diocesi don Emanuel Monte, in un importante e complesso lavoro di ammodernamento dell’intero edificio della Curia Vescovile di Ischia, ora privo di barriere architettoniche, fortemente voluto dallo stesso Vescovo Pietro e finanziato con i fondi provenienti dall’otto per mille alla Chiesa Cattolica. Il Museo Diocesano di Ischia ha riaperto al pubblico con la mostra “Tempo Divino: I Sarcofagi di Bethesda e l’avvento del Salvatore nel Mediterraneo antico” realizzata in collaborazione con i Musei Vaticani e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nella quale si possono ammirare, l’uno a fianco dell’altro, due rari esemplari di sarcofagi del IV sec., cosiddetti di Bethesda: l’uno appartenente alla Diocesi di Ischia, sostanzialmente integro, l’altro, vero e proprio vanto della raccolta di sarcofagi paleocristiani dei Musei Vaticani, tornerà a Roma a fine ottobre a chiusura della mostra.  “I beni della Chiesa sono i beni del popolo di Dio, per cui vanno messi a disposizione di tutti – ha affermato Lagnese – era questo il nostro intento e l’inaugurazione di questa sera vuole lasciare proprio il messaggio che la Chiesa di Ischia in questi anni ha voluto mettersi in ascolto e a servizio degli uomini e delle donne che abitano questa meravigliosa isola ma anche dei tanti che vengono qui a visitarla. Ischia è una terra dalle mille potenzialità, approfitto di questo momento per augurare a questa isola un futuro meraviglioso: ci sono tutte le carte in regola perché Ischia possa conoscere una stagione bella e nuova e io ve lo auguro di tutto cuore”.

Dopo aver visitato le Parrocchie e dopo aver conosciuto le singole realtà diocesane, aver celebrato il IX Convegno Diocesano e approfondito gli aspetti più belli e quelli più critici della Chiesa isclana il Vescovo Pietro lascia dunque la guida della Diocesi a Mons. Gennaro Pascarella, 73 anni compiuti lo scorso 28 marzo, già Vescovo di Pozzuoli dal 2005. Il Papa lo ha inviato alla Chiesa di Ischia lo scorso 22 maggio unendola “in persona episcopi” a quella di Pozzuoli.

A lui il compito di mettersi in ascolto, discernere, approfondire e scrutare i segni dei tempi per accompagnare il cammino della Chiesa di Ischia nei tempi di certo non semplici che l’intera umanità sta attraversando.

Francesco Schiano

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