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Io sono lo Spirito Santo!

Cari bambini siamo arrivati alla Pentecoste!!

Vi ricordate questa festa? Come vi avevamo anticipato tempo fa, con la Pentecoste, finisce il tempo pasquale che dura ben 50 giorni e, infatti, la parola Pentecoste significa proprio “cinquantesimo giorno”.

Questo è un evento importantissimo per noi cristiani che festeggiamo il dono dello Spirito Santo promesso da Gesù e la nascita della Chiesa come popolo di Dio. Accade infatti che, mentre il giorno stava per finire, Maria e gli Apostoli, sono riuniti nella sala dell’ultima Cena. Sono tutti intenti a pregare, come Gesù aveva detto loro prima di tornare in cielo. All’improvviso viene, come vento e fuoco, lo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità, e dona loro la consolazione e la forza promesse da Gesù. Lo ricevono ed Egli apre la loro mente a comprendere chi era veramente Gesù e il significato della sua morte.

Avvertono in loro un’energia nuova. Con questa nuova forza interiore, Pietro e gli altri discepoli scendono in piazza e con entusiasmo parlano di Gesù: il Signore risorto. Molti, di quelli che li ascoltano, sono stranieri e parlano lingue diverse, ma straordinariamente tutti capiscono quello che gli Apostoli stanno dicendo: era un altro meraviglioso segno della potenza dello Spirito Santo! In quel giorno tantissimi chiedono il Battesimo e si uniscono agli Apostoli diventando come una grande famiglia: sono la Chiesa! Ma chi è davvero e cosa fa lo Spirito Santo? Abbiamo detto che è la terza persona della Santissima Trinità (Dio Padre, Gesù Figlio e lo Spirito Santo).

Anche Lui è Dio e fa tutto, ma non si vede. Papa Francesco ha detto che lo Spirito Santo è “lo sconosciuto della nostra fede” che opera tutto in modo nascosto: dona la gioia, la pace, l’amore e ci fa vivere da figli di Dio! Si possono vedere i suoi effetti, ma occorre un cuore aperto: senza lo Spirito Santo non esiste la missione!

È Lui che infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo a tutto il mondo, e opera in ogni tempo e luogo. Cari bambini, lo Spirito Santo è quella vocina, quel pensiero, quel “voglio fare qualcosa di buono” che a volte nasce in noi. Lo riconosciamo perché non è mai insistente: non ci obbliga a fare nulla! Quella infatti è la tentazione che insiste a farci fare cose che non vorremo.

Lo Spirito Santo, invece, ci “propone” di compiere il bene che Dio vuole, anche se può costare un po’ di fatica, ma non ci impedisce di dire di no: Dio ci lascia sempre liberi di scegliere! Se è così importante, allora perché il Papa ha detto che è lo sconosciuto della nostra fede? Perché noi cristiani siamo abituati a pregarlo poco. Dite la verità bambini: quante volte ne avete sentito parlare? Lo pregate chiedendo di aiutarvi a conoscere meglio le cose di Dio?

Dovremo farlo tutti, e il Papa ci invita a dire una preghiera tutti i giorni: «Spirito Santo fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni». Solo così potremo davvero conoscere Gesù e solo così potremo portarlo a tutti!


Per la nostra rubrica “Un libro per amico” vi proponiamo: “La pentecoste spiegata ai bambini” della collana “Il piccolo gregge”, edizioni “Il Pozzo di Giacobbe”. Ecco un piccolo riassunto del libro: esattamente cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù succede ancora qualcosa di incredibile: lo Spirito Santo discende sugli apostoli che si trovavano riuniti nel Cenacolo e da quel momento comincia la loro missione! Un piccolo libriccino, ma molto avventuroso perché avventurosa e affascinante è ogni storia con Gesù! Età di lettura: da 7 anni, autrice: Chiara Pellicci, illustratore: Tommaso D’Incalci, anno edizione: 2017, pagine: 32; codice EAN: 9788861245976, codice ISBN: 8861245978.


Santa Rita: la Santa degli impossibili!

Cari bambini, il 22 maggio la Chiesa festeggia una Santa molto conosciuta: Santa Rita da Cascia, chiamata la Santa dei casi impossibili perché le persone si rivolgono a lei nelle occasioni più difficili da risolvere. Rita nasce nel 1381, in Toscana, da genitori benestanti che avevano il ruolo di mettere pace tra le famiglie che litigavano.

Loro volevano che Rita formasse una famiglia, ed anche se lei, fin da bambina, desiderava diventare suora. Si sposò comunque e a soli 16 anni con un uomo un po’ burbero, che morì ferito lasciando Rita sola con i suoi due figli. Ma lei, che ricordava bene le parole di Gesù, riuscì a perdonare gli uccisori del marito, mentre i figli volevano vendicare la morte del padre nonostante lei fosse contraria.

Prima di farlo, però, si ammalarono e come il papà, andarono in Cielo. A quel punto Rita decise di entrare in convento come aveva sempre desiderato. Le suore la accolsero e lei rimase con loro per 40 anni. Da quel momento la vita di Rita fu tutta dedicata alla preghiera ed alle opere di carità verso i poveri e gli ammalati.

Come i suoi genitori, si trovava spesso a mettere pace nelle situazioni di litigio tra le persone. Un giorno, in convento, Rita era intenta a pregare Gesù chiedendogli di condividere, almeno in parte, la Sue sofferenze. Avvenne allora il miracolo: Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, alla fronte.

Da quel momento, e per 15 anni, S. Rita sopportò la spina come offerta di amore per Gesù. Il resto dei suoi giorni furono pieni di opere di bene e, poco prima di andare in Cielo, ormai malata, accadde un altro fatto grandioso: un giorno d’inverno una parente le fece visita; andando via chiese alla Santa se desiderava qualche cosa e Rita rispose che avrebbe voluto una rosa dal suo orto, benché fosse impossibile trovarne una.

Tornata a casa, la parente, andò nell’orticello e rimase meravigliata nel vedere una bellissima rosa, sbocciata tra la neve, che poi portò alla Santa. Cosi Rita cominciò ad essere chiamata la Santa della “Spina” e la Santa della “Rosa”. A conferma di questo, si racconta che, prima di andare in Cielo, Rita ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso.

Una suora, poco dopo, vide la sua anima salire in alto accompagnata dagli Angeli, mentre le campane della chiesa cominciarono a suonare da sole. Sembra che in quel momento si sentisse un profumo di rosa che riempì tutto il monastero e, dalla sua camera, si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il sole!

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