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Non dialogare con il tentatore

NON DIALOGARE COL TENTATORE

Ordine Francescano Secolare di Forio

«Quando si avvicina il seduttore, incomincia a sedurci: “Ma pensa questo, fa quello…”. La tentazione è di dialogare con lui, come ha fatto Eva; e se noi entriamo in dialogo con il diavolo saremo sconfitti». Lo ricorda Papa Francesco prima della recita della preghiera dell’Angelus di domenica 21 febbraio in piazza San Pietro. “Mettetevi questo nella testa e nel cuore: con il diavolo mai si dialoga, non c’è dialogo possibile. Soltanto la Parola di Dio”.

«Mercoledì scorso, con il rito penitenziale delle ceneri, abbiamo iniziato il cammino della Quaresima. Oggi, prima domenica di questo tempo liturgico, la Parola di Dio ci mostra che Gesù ha affrontato volontariamente il Tentatore e lo ha vinto; e al tempo stesso ci rammenta che al diavolo è concessa la possibilità di agire anche su di noi con le tentazioni. Dobbiamo essere consapevoli della presenza di questo nemico astuto, interessato alla nostra condanna eterna, al nostro fallimento, e prepararci a difenderci da lui e a combatterlo»…

San Francesco ha dovuto tenacemente lottare per non essere preso dalla spirale del peccato, infatti « con il crescere dei meriti, cresceva anche il suo contrasto con l’antico serpente. Poiché quanto maggiori grazie riceveva il primo, tanto più sottile astuzia e più forte violenza metteva il secondo a combatterlo. E quantunque lo avesse sperimentato per coraggioso lottatore, e valente, che mai nemmeno un’ora aveva ceduto nel combattimento, pure ancora si sforzava di aggredire quell’invitto ». (Celano)

« Anche sul monte della Verna ebbe a sostenere tante tentazioni e tribolazioni dai demoni, per cui non riusciva a mostrarsi lieto come soleva. Per questo diceva al suo compagno : “Se i frati sapessero quante e quali tribolazioni e afflizioni mi danno i demoni, tanti sentirebbero pietà e compassione di me”. (Specchio di perfezione)

Diede ottimi consigli per vincere le tentazioni : per esempio nella prima Regola scrisse: «E guardiamoci dalla malizia e dalla sottigliezza di satana, il quale vuole che l’uomo non abbia la mente e il cuore rivolti al Signore Iddio , e girandogli attorno cerca di attrarre il cuore dell’uomo con l’illusione di qualche mercede o aiuto e di soffocare il ricordo della parola e dei precetti del Signore, e si adopera ad accecare per mezzo delle cure e degli interessi terreni lo spirito dell’uomo e così abitarvi». (San Francesco , Regola I, CAP. 22)

Egli personalmente «era rigido e sempre vigilante; e se, come è naturale, lo assaliva qualche tentazione della carne, si immergeva d’inverno in una fossa piena di ghiaccio, rimanendovi finché la tentazione non si fosse allontanata. E questo straordinario esempio di penitenza era seguito con gran fervore dagli altri». (Celano, Via I N.42)

San Francesco era cosciente di potere vincere il demonio perché era stato redento da Gesù e per questo «Gesù Cristo crocifisso dimorava nel suo cuore come un fascetto di mirra ed egli desiderava trasformarsi completamente in Lui per la sovrabbondanza del suo amore». (S. Bonaventura, Vita di S. Francesco)

Infatti «tutto l’ardore dell’ uomo di Dio , sia in pubblico sia in privato, era rivolto alla croce del Signore e, dal principio del tempo in cui prese a militare per il Crocifisso, diversi misteri della croce risplendettero su di lui». (Celano, Trattato dei miracoli)

 Papa Francesco ha così concluso: «Nel tempo di Quaresima, lo Spirito Santo sospinge anche noi, come Gesù, ad entrare nel deserto. Non si tratta – abbiamo visto – di un luogo fisico, ma di una dimensione esistenziale in cui fare silenzio, metterci in ascolto della parola di Dio, «perché si compia in noi la vera conversione.

Non avere paura del deserto, cercare più momenti di preghiera, di silenzio, per entrare in noi stessi. Non avere paura. Siamo chiamati a camminare sui sentieri di Dio, rinnovando le promesse del nostro Battesimo: rinunciare a Satana, a tutte le sue opere e a tutte le sue seduzioni. Il nemico è lì accovacciato, state attenti. Ma mai dialogare con lui. Ci affidiamo alla materna intercessione della Vergine Maria ».

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