50 anni di vita religiosa per Suor Immacolata

Una festa di fede e comunità al Cuotto

​Siamo soliti festeggiare gli anniversari di nozze, di fidanzamento o di innamoramento, ma non è di tutti i giorni celebrare cinquant’anni di vita religiosa. L’occasione si è presentata grazie a suor Immacolata, della congregazione delle suore Betlemite della comunità del Cuotto, frazione del comune di Forio.

​La chiesa scelta per la celebrazione eucaristica è stata una vera sorpresa. Non si è trattato di una grande parrocchia, bensì della piccola cappella all’interno della casa delle suore, che ospita anche la scuola materna: una scelta quasi a voler sottolineare l’importanza che l’appartenenza alla comunità religiosa ha avuto nella sua vita.

​Tantissime le persone accorse per stringersi attorno alla festeggiata. Erano presenti anche la madre generale e molte consorelle giunte da altre case d’Italia, venute a Ischia per sottolineare un traguardo non certo comune. A celebrare la messa è stato don Cristian Solmonese, coadiuvato dal parroco don Giuseppe Caruso e dal diacono Salvatore Nicolella.

​Prendendo spunto dal Vangelo del giorno, don Cristian ha evidenziato la sensibilità di Gesù nell’accorgersi, all’interno del tempio, di una donna afflitta da diciotto anni da una grave disabilità, guarita nonostante fosse giorno di sabato. Un gesto che aveva suscitato le ire dei farisei dell’epoca: “Non si può guarire di sabato!”. Ma il sabato è per l’uomo; le regole e le leggi sono per l’uomo. A che valgono precetti e comandamenti se non si ha compassione per il prossimo? Se non si è disposti a guardare l’altro negli occhi e, immedesimandosi, a fare proprie le sue angosce e le sue afflizioni? Gesù chiama “amico” chiunque, seguendo i suoi insegnamenti, sia disposto ad alzare gli occhi da terra per vedere chi gli sta accanto.

​Ed è proprio questo che ha fatto suor Imma, rispondendo alla chiamata del Signore e mettendo incondizionatamente la propria vita nelle sue mani. Il servizio da lei svolto nella comunità del Cuotto come educatrice è noto e apprezzato da tutti per la grande umanità e preparazione, ed è un punto di riferimento prezioso per i tanti piccoli che le mamme di Forio le affidano.

​Grande è stata la sua commozione nel ringraziare innanzitutto Dio per averle donato una vita piena, una comunità sempre vicina e una famiglia che ha appoggiato la sua scelta sin da ragazza. La vita, come si sa, è fatta di alti e bassi, di gioie e di dolori, ma la costante presenza del Signore le ha permesso di essere accanto a chiunque avesse bisogno di lei.

​Come ogni ricorrenza che si rispetti, la celebrazione è proseguita con un grande momento di convivialità, proprio come a un banchetto di nozze, dove tutti gli invitati hanno potuto degustare le pietanze preparate per l’occasione nel refettorio della casa delle suore. L’arrivo del nostro vescovo Carlo ha reso ancora più emozionante la festa, culminata con il taglio della torta e le foto di rito.

​Resta l’insegnamento profondo di una vita spesa rispondendo alla chiamata dell’Eterno Padre. Dopo il primo “sì”, scegliere Dio ogni giorno è stata la scommessa di ogni religiosa presente e di ogni cristiano che voglia definirsi tale. Fatta questa scelta, niente e nessuno potrà turbare la serenità che ne consegue, qualunque cosa accada, perché si ha la certezza di avere sempre accanto la persona più importante della propria vita. E chi non vorrebbe compiacere la persona amata mettendo in pratica le sue parole?

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