La CEI non promuove l’insegnamento dell’Islam a scuola

“C’è un nome per tutto ciò: fake news”. Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, smentisce la notizia e denuncia un meccanismo ricorrente: distorcere la realtà con informazioni ingannevoli per disinformare o suscitare scandalo attraverso i media, soprattutto i social.  La falsità nasce dalla distorsione delle 𝗦𝗰𝗵𝗲𝗱𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗜𝘀𝗹𝗮𝗺, successive a quelle sull’Ebraismo e alle quali seguiranno quelle sull’Induismo e il Buddismo.

Il materiale è il frutto di un progetto culturale nato dalla collaborazione tra l’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, l’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e il Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica, insieme al Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica.  Realizzate attraverso il confronto tra esperti musulmani e cristiani, le schede sono destinate agli 𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗜𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗮: offrono fonti affidabili per affrontare il pluralismo e il dialogo religioso, evitando imprecisioni e semplificazioni. “Pertanto, nessuna rinuncia all’insegnamento: ci mancherebbe altro! Chi afferma questo, lo fa con malevolenza”.

Fonte: Agenzia SIR/ Ufficio Stampa CEI

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