Sant’Egidio: cerimonia finale – Letto l’Appello di Pace al mondo

Assisi, Incontro internazionale per la pace del 27 ottobre 2026

di Paola Mattera

“Riusciremo a porre fine alle guerre o davvero le guerre porranno fine all’umanità?” è una domanda che non lascia molto spazio alle risposte di circostanza. E’ l’interrogativo che accompagna l’accorato Appello di Pace letto ad Assisi, al termine dell’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, a 40 anni dalla storica Giornata per la pace convocata da Giovanni Paolo II.

Dal 25 al 27 ottobre, oltre 380 leader religiosi si sono ritrovati per parlare e pregare insieme, sotto il titolo “Una pace disarmata e disarmante”. Un appuntamento che si è concluso con un richiamo forte, rivolto all’umanità intera: non possiamo lasciare che il mondo ceda definitivamente alla logica della guerra e del conflitto.

C’è un passaggio dell’Appello che merita particolare attenzione: “Il mondo oggi soffre per mancanza di dialogo e di visioni”, scrivono i leader religiosi. Una considerazione che non riguarda soltanto le relazioni internazionali, ma anche il nostro modo di stare insieme. Quando viene meno il dialogo, l’altro diventa un ostacolo, qualcuno da tenere a distanza. E così i muri finiscono per attraversare anche le nostre relazioni e le nostre comunità.

L’Appello propone anche una conversione molto concreta: trasformare le risorse destinate agli armamenti in acqua, cibo, scuola, lavoro, aria pulita, città vivibili e cure accessibili a tutti. Scegliere, dunque, di investire nella vita anziché nella distruzione.

La pace, tuttavia, non può essere una responsabilità da delegare esclusivamente ai governi o ai grandi della Terra. Ci riguarda tutti, nel mondo in cui affrontiamo i conflitti, nella disponibilità a fare spazio agli altri. Non possiamo invocare la pace nel mondo e poi alimentare, nella quotidianità, la cultura dello scontro e dell’indifferenza.

L’Appello si conclude con parole inequivocabili: “Nessuna guerra è santa. Mai la guerra può essere fatta in nome di Dio. Sì, solo la pace è santa.”

Un richiamo che appartiene a tutti, credenti e non credenti.

Non basta desiderare un mondo senza guerre, dobbiamo chiederci quale contributo siamo disposti a dare, ogni giorno, per renderlo possibile.

La pace non può restare una parola da pronunciare, deve diventare una responsabilità da assumere.

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