Ischia Porto si prepara alla Missione Popolare

Una settimana di grazia, incontro e fraternità

​Dal 7 al 15 novembre 2026 le comunità parrocchiali di San Pietro, Santa Maria di Portosalvo e San Ciro si stringeranno in un unico grande abbraccio spirituale e umano. Entra nel vivo, infatti, il cammino della Missione Popolare, un evento straordinario che vedrà protagoniste le tre parrocchie del Porto di Ischia, animate dai Missionari OMI (Oblati di Maria Immacolata) insieme a tanti laici e religiose pronti a mettersi in gioco.

​Il titolo scelto per accompagnare l’intera esperienza racchiude in sé un programma di vita e un orizzonte di speranza: “…e luce sia”. Una frase che risuona come un richiamo profondo, ricordando a ciascuno che nessuno è invisibile o trasparente agli occhi di Dio, ma che ogni persona è attesa, cercata e desiderata per camminare insieme sulle strade della vita quotidiana.

​Nelle scorse settimane, la macchina organizzativa si è mossa con slancio e dedizione. Le famiglie delle tre comunità sono state chiamate a fare un passo avanti, a mettersi in gioco e a spalancare le porte delle proprie case. Attraverso la distribuzione di un apposito questionario, i parrocchiani hanno offerto la propria disponibilità non solo per ospitare i missionari, ma anche per condividere momenti di fraternità attorno alla tavola, offrendosi per dare una mano nella preparazione dei pasti e nell’organizzazione logistica.

​Si tratta di un’esperienza che interpella il vissuto di ciascuno e spinge a riflettere sul significato profondo dell’ospitalità. A chi si chiede che senso abbia, oggi, aprire la porta della propria abitazione a un missionario, risponde con delicatezza e chiarezza padre Carmine: «Innanzitutto per sé stessa. Aprire la porta ad un estraneo significa uscire dalle proprie comodità, ridefinire i propri spazi e i propri orari, mettendosi in gioco fino in fondo. Chi sceglie di accogliere un missionario o di ospitare un Centro d’Ascolto del Vangelo fa un’esperienza profonda del Signore, che spinge sempre a uscire da sé stessi per andare incontro agli altri».

​Un invito, dunque, a vivere l’accoglienza non come un semplice compito organizzativo, ma come un’occasione privilegiata di crescita spirituale e comunitaria. La risposta delle comunità non si è fatta attendere, trasformando l’attesa in un vero e proprio laboratorio di Chiesa viva, aperta e in uscita.

​E mentre Ischia si prepara ad aprire le sue porte e i suoi cuori, anche chi sta per mettersi in viaggio verso di noi ha voluto anticipare e condividere il senso profondo di questa esperienza. Sacerdoti, laici, giovani e religiose: sono i volti e le storie del gruppo di missionari che a breve raggiungerà Ischia, persone differenti tra loro, ma unite dal medesimo desiderio di farsi prossime e vicine.

​Per Rita, la missione è anzitutto una questione di relazioni e di calore familiare: «Per me missione è ‘fare casa insieme’. Non vedo l’ora di venire a Ischia per mettermi in gioco, vivere una nuova esperienza di servizio e di fede e costruire questo senso di casa comune».

​Le fa eco katia di Marino Laziale, che torna sull’isola forte di un legame già stretto nei mesi scorsi: «Per me la missione è testimonianza. Spero di essere in grado di portare a Ischia la testimonianza delle grandi emozioni che ho vissuto qui nella missione di marzo, e voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno dato questa grande possibilità».

​È un’esperienza fatta di reciproco arricchimento spirituale, come sottolinea Marianna, la quale individua nel dono il motore principale dell’evento: «Missione è dono, sia da dare che soprattutto da ricevere: donare anche un piccolo pezzetto di me agli altri, ma ricevere qualcosa di grande nel cuore. Vado a Ischia probabilmente per portare un po’ di luce, letteralmente, nella mia vita, in un momento che forse è un po’ buio».

​Un richiamo che si intreccia profondamente con la vocazione universale della Chiesa, ricordata dalle parole intense di suor Agnese, religiosa indonesiana delle Figlie del Divino Zelo: «Per me la missione è un mandato, un momento per incontrare le persone. Vado a Ischia non perché il posto sia bello e attraente, ma per la chiamata che mi è stata fatta: portare l’amore e la gioia di Cristo attraverso la preghiera, l’ascolto e l’adorazione».

​Il programma della settimana missionaria toccherà ogni fibra della vita cittadina, le famiglie, le scuole, i luoghi di lavoro, le strade e le piazze. Sarà un tempo intenso in cui i missionari e le comunità cammineranno fianco a fianco, alternando momenti di preghiera corale, liturgie penitenziali, adorazioni all’aperto e incontri specifici dedicati ai bambini del catechismo, ai giovani, agli ammalati e agli organismi della società civile.

​Per avere il quadro completo di tutti gli appuntamenti, giorno per giorno e ora per ora, vi invitiamo a consultare attentamente il manifesto ufficiale pubblicato in questa stessa pagina. Il calendario dettagliato offre tutte le indicazioni sugli orari delle celebrazioni, dei centri d’ascolto e dei vari momenti di spiritualità che animeranno il porto di Ischia. Inoltre, per chi desidera approfondire ulteriormente o restare aggiornato, è possibile inquadrare con lo smartphone il codice QR presente sul manifesto stesso.

​Il mese di novembre si prospetta dunque come un tempo di grazia irripetibile: un invito rivolto a ciascuno a lasciarsi illuminare, a riscoprire la bellezza dello stare insieme e a fare della propria fede un’esperienza concreta di accoglienza e fraternità.

Articoli correlati

piramide di uomini

Quo vadis, Humanitas?

E noi dove andiamo? Nelle scorse due settimane, in Italia abbiamo assistito a un grande fenomeno di protesta, rivendicazione e – purtroppo in certi casi – quasi insurrezione, che ha

mani condivisione cuore

Pieni di scorte, vuoti di umanità.

La prossimità è ciò che condividiamo. di Paola Mattera Correre ai ripari, mettersi in fila, riempire i carrelli, fare il pieno ai serbatoi e incetta di tutto ciò che potrebbe