Intelligenza artificiale contro la fame

Convegno di Santa Sede e FAO sulle nuove tecnologie in agricoltura

di Giovanni Chiriatti

Un algoritmo può aiutare a sconfiggere la fame? La domanda non è più fantascienza. Lunedì 5 ottobre 2026, a Ginevra, la Santa Sede e la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, hanno promosso insieme un convegno dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi agroalimentari, come ha riferito Vatican News il 7 ottobre 2026. Un appuntamento che assume un significato particolare alla luce della Giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata ogni anno il 16 ottobre, data in cui nel 1945 nacque la FAO.

A introdurre e a concludere i lavori è stato l’arcivescovo Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali a Ginevra. Il diplomatico ha riconosciuto che le tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale, “possono fornire uno strumento potente” contro la fame. Gli esempi sono concreti: aiutare i piccoli agricoltori ad accedere a conoscenze agronomiche e a nuovi mercati, oppure ricevere allerte tempestive. Strumenti che, nelle aree rurali più povere del pianeta, possono fare la differenza.

Il punto di partenza, però, restano i numeri. Balestrero ha ricordato che nel mondo 673 milioni di persone vanno a letto senza mangiare: un dato che Leone XIV aveva citato il 16 ottobre 2025, visitando la sede romana della FAO per gli ottant’anni dell’organizzazione. In quell’occasione il Papa aveva aggiunto che altri 2,3 miliardi di persone non possono permettersi un’alimentazione adeguata, definendo la fame “un fallimento collettivo, un’aberrazione etica, una colpa storica” e denunciando come un crimine il suo uso come arma di guerra. Quelle persone, ha ribadito Balestrero a Ginevra, non sono “mere statistiche”: dietro ogni cifra “c’è una vita spezzata, una comunità vulnerabile”.

Il quadro emerge anche dai rapporti internazionali. Il Global Report on Food Crises 2026, pubblicato ad aprile e ripreso da Vatican News, ha contato nel 2025 ben 266 milioni di persone in insicurezza alimentare acuta in 47 Paesi: un numero raddoppiato in dieci anni.; i bambini colpiti da malnutrizione acuta sono 35,5 milioni. Per la prima volta da quando esiste il rapporto, nello stesso anno sono state confermate due carestie, a Gaza e in alcune aree del Sudan. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha indicato nei conflitti “il principale motore dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione”, definendo il rapporto “un invito all’azione” rivolto ai leader globali. La FAO chiede di investire nell’adattamento climatico, di rafforzare le economie rurali e di far rispettare il diritto internazionale umanitario.

In questo scenario, la tecnologia da sola non basta. Richiamando l’enciclica Magnifica humanitas, Balestrero ha ricordato che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in agricoltura deve mettere al centro la dignità di ogni persona e avere come scopo lo sviluppo umano integrale. Alla comunità internazionale spetta la responsabilità di governarla in modo etico. “La scelta è nostra e non può essere delegata alle macchine”, ha affermato, aggiungendo che “la fame non sarà sconfitta dall’intelligenza da sola, sia essa umana o artificiale”, ma da un’azione responsabile e condivisa.

Nelle conclusioni, il rappresentante vaticano ha messo in guardia dal “paradigma tecnocratico” più volte denunciato dal Papa: una logica che rischia di dimenticare la persona. “La tecnologia deve servire la persona umana, mai il contrario”, ha detto. Secondo Balestrero, la vera misura di una tecnologia intelligente non è quanto lontano arriva la sua potenza, ma quanto fedelmente serve l’uomo e il bene comune. È un messaggio che va oltre i confini della Chiesa e parla a governi, imprese e ricercatori. L’intelligenza artificiale può diventare un’alleata preziosa per chi coltiva la terra e per chi soffre la fame, a patto che resti uno strumento nelle mani dell’uomo. La sfida, ricordata ogni 16 ottobre, è che nessuno debba più andare a dormire a stomaco vuoto.

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