Quando unità pastorale non fa rima con “riduzione”
Lavorare per la Comunione tra le parrocchie è una sfida che va ben oltre la programmazione pastorale. È un’intuizione di fondo: se non c’è intima unione a Gesù, anche le migliori strategie che cercano di accontentare vecchi e nuovi sono già destinate al naufragio, prim’ancora di mollare le cime per la navigazione.
Verso la Comunione va invece l’esperienza delle “Chiese sorelle” del Porto che da qualche anno vede le tre parrocchie di S. Ciro, S. Pietro e Portosalvo provare a navigare insieme, per ora come piccola flotta di pescherecci, sotto-costa. Le onde di fallimenti o di paure legate al futuro rischiano di infrangere questo sogno, ecco perché questi primi due anni hanno coinvolto le comunità, nei primi passi di insieme, in momenti che nulla hanno tolto o stravolto della routine consolidata delle tre esperienze singole, ma che, al contrario, hanno aggiunto valore di prospettive nuove al cammino condiviso. No, non “a discapito di”, o “al posto di”, tantomeno, però, stratificando nuove routine che moltiplicano impegni e scadenze!
Ancora, se l’intuizione di fondo è quella del Sogno-Comunione, è parso chiaro fin da subito che i Sogni di Fede sono piantati nel cuore dei piccoli. I piccoli ci sono. Soprattutto, non soffrono l’incastro delle sovrastrutture che i grandi hanno acquisito nel tempo. Ai piccoli “frega poco” di dove sei, se ci vediamo da te e non da me; l’importante è che stiamo insieme, e che insieme scopriamo Gesù, lo incontriamo. Attorno ai più piccoli, allora, s’è sviluppato un calendario condiviso che non solo ha riunito periodicamente i bimbi del catechismo in tappe tra le parrocchie ma che inizia a coinvolgere le comunità nelle esperienze più significative delle singole routine parrocchiali: non c’è festa parrocchiale che non veda coinvolte le comunità vicine. E allora, dopo San Ciro a gennaio e prima di San Pietro a giugno, questa volta è stato il turno di S. Maria di Portosalvo: nella cornice dei festeggiamenti che a fine maggio entreranno nel vivo, le tre comunità del Porto hanno condiviso l’Eucarestia ad apertura del mese mariano. La sera del 1° maggio, la S. Messa inter-parrocchiale ha riunito grandi e piccini a Portosalvo ed è stata espressione al contempo di sintesi e di rilancio di questo cammino condiviso.
Ad aprire la processione d’ingresso della S. Messa due segni. Il primo, di riassunto degli incontri condivisi dai bimbi sulla Pace: un cartellone con i diversi tasselli-di-Pace scoperti e costruiti negli appuntamenti di catechesi. Il secondo, invece, di prospettiva per il mese mariano: un grande rosario, posto ai piedi dell’immagine della Madonna, quasi a ricordare “perché siamo qui oggi e non in un altro momento”. Don Luigi nel saluto introduttivo alla Celebrazione, poi, ha ben espresso l’intenzione di fondo, augurando ai presenti di continuare a lavorare per costruire questo sublime ideale di comunità che camminano insieme.
Ai bimbi delle tre parrocchie il compito di curare le processioni di ingresso e d’offertorio; a tre lettori, uno per comunità, di proclamare la Parola e di dar voce alle preghiere dei fedeli; ai ragazzi di San Pietro il compito d’animare con i canti la celebrazione. Dopo l’Eucarestia, un ultimo gesto: i bimbi hanno omaggiato la Madonna portando ciascuno dei fiori. Raccolti in un grosso cesto, sono stati portati in processione da tutti i fanciulli ai piedi dell’immagine della Vergine. Qui, con tutta la comunità, hanno pregato tre Ave Maria: per il dono urgente della Pace; per le tre comunità riunite; per i più grandi fra loro che nelle prossime domeniche riceveranno per la prima volta Gesù nell’Eucarestia.
Grazie alle catechiste di San Ciro, al termine, il dono, per tutti i bimbi, delle medagliette della Madonna come “promemoria” per il prossimo appuntamento inter-parrocchiale: venerdì 29 alla Pagoda per pregare insieme sotto le stelle il santo Rosario. La collaborazione fruttuosa delle nostre catechiste, l’entusiasmo dei bimbi e dei loro genitori, espresso già a dicembre nella prima esperienza di “presepe vivente” condiviso insieme, sono la prova di un plus che questi primi timidi passi sta producendo in mezzo e attorno a noi. Ci sarà chiesto domani di far a meno di qualche nostra certezza? (Prova a spostare di mezz’ora la S. Messa e ti renderai conto che avrai più problemi delle politiche internazionali…) Per oggi no. Per oggi c’è chiesto di costruire; di non lasciare che il disincanto ci lasci tirare i remi in barca; di spingere, invece, a forza della fede, il motore propulsore di queste comunità anagraficamente anziane e urbanisticamente disperse. Comunione, allora, per queste comunità è la sfida che permetterà non solo di “rimanere uniti e in piedi” ma anche di continuare a testimoniare al centro cittadino d’Ischia, sempre più turisticamente indefinito, che Gesù Cristo Risorto c’è, e che attende ciascuno all’opera nella sua vigna del Porto, perché tanti altri fratelli tornino a Casa, nel porto-sicuro della Salvezza!





















