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Omelia di Mons. Pascarella, amministratore apostolico per la Diocesi di Ischia, in occasione dei voti perpetui di Giovanna Impagliazzo

La Diocesi di Ischia si arricchisce di un nuovo tesoro, una perla preziosa segno dell’amore tangibile del Signore, una giovane che consacra se stessa a Cristo per sempre, stretta nell’amore della comunità parrocchiale e diocesana che l’ha accolta e l’ha seguita nel suo cammino di discernimento e preghiera. Grazie anche all’intervento di Mons. Pascarella, che ha voluto consacrarla personalmente – rendendo in tal modo pubblici i suoi voti perpetui -, il 31 luglio scorso presso la Basilica di Santa Restituta in Lacco Ameno, Giovanna Impagliazzo ha coronato il suo desiderio di essere “tutta di Cristo” alla presenza non solo dei familiari, ma anche di tanti amici, di presbiteri e seminaristi che hanno voluto festeggiare con lei.

Non è difficile amare questa giovane guerriera di Cristo, dagli occhi dolci e pieni di amore per il miracolo dell’amore che il Signore le manifesta ogni giorno, che lei ricambia con ardore e che a sua volta riversa su chi la incontra e soprattutto su quelli che hanno bisogno di aiuto. Non tiene per sé l’amore di Cristo, lo riceve e lo dona a chi la incontra, anche e specialmente nella sua collaborazione con le attività della Caritas Diocesana.

Giovanna arriva alla consacrazione dopo un percorso articolato e complesso. Come capita a molti giovani, prova anche lei ad entrare nel mondo del lavoro, per crearsi un futuro, trovare un suo posto. Ma ben presto comprende che in realtà il suo obiettivo non è quello, anzi il percorso lavorativo intrapreso ha come effetto proprio la conferma che deve al contrario cambiare direzione e percorrere la strada della ricerca di Dio. Le sono di aiuto francescani e carmelitani, insieme ai quali compie un tratto di strada, ma soprattutto i Padri Gesuiti.

La conoscenza e la pratica degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola le consentono di comprendere – grazie anche al suo padre spirituale – che la sua gioia più grande è darsi totalmente al Signore, senza riserve. Comprende anche che per raggiugere tale obiettivo non ha bisogno di aderire a Ordini già esistenti, ma che può intraprendere un proprio cammino. Le viene infatti consigliato di scrivere una propria Regola di vita e di prendere i voti.

Mons. Gennaro Pascarella, al quale Giovanna si rivolge fiduciosa, non solo accoglie e approva la sua Regola, ma le propone di consacrarla lui stesso. La gioia per questa inaspettata proposta è immensa. La promessa è avvenuta poi nell’aprile del 2022. Da allora, e fino ai voti permanenti del 31 luglio, Giovanna si è dedicata alla attività di aiuto del prossimo, collaborando con la Diocesi e in particolare con la Caritas, soprattutto dopo la frana di Casamicciola, mettendo in pratica quell’amore che Cristo le aveva fatto sentire forte e chiaro.

Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica per i voti perpetui, il Vescovo Gennaro ha raccontato il senso del circolo virtuoso che l’amore per Cristo mette in moto in chi lo sa intercettare, e ha sottolineato che Giovanna «risponde a un amore che la precede», citando così l’apostolo Giovanni che afferma che amiamo Dio perché lui per primo ama noi. E con l’apostolo Giovanni anche san Paolo, sant’Agostino e Ignazio di Loyola – quest’ultimo particolarmente importante nella formazione di Giovanna, come già sottolineato – affermano che il Signore è sempre colui che ci ama per primi e ci consente di amarlo a nostra volta:

«La vocazione è lo svelamento di un amore, che è stato sempre presente, da tutta l’eternità».

Di questo amore a un certo punto possiamo diventare coscienti e nella vita consacrata – ha proseguito Mons. Pascarella – la chiamata a questo amore acquista caratteristiche sponsali, abbraccia tutta la persona:

«L’essenza della consacrazione religiosa è donarsi totalmente a Dio, sommamente amato», è stringere un patto con lui, per sempre.

La rinuncia ai beni terreni, i voti, diventano qualcosa di imprescindibile, poiché chi si consacra trova in Cristo il bene più grande, di fronte al quale tutto riceve il suo vero valore e significato. Citando Papa Francesco, il Vescovo Gennaro ha spiegato che il consacrato, ma anche il cristiano non consacrato, si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, che è la logica dell’amore e del servizio. Ed è esattamente quanto è accaduto nella vita di Giovanna. Il Vescovo Gennaro ha precisato, a proposito dei voti:

«Tra poco Giovanna mediante i voti consegna se stessa per sempre a Dio. I voti hanno il compito di ‘custodire’, ‘proteggere e insieme favorire l’amore’. Sono un supporto all’amore. Emettere voti è impegnarsi solennemente a mantenere sempre alta la fiamma dell’amore, senza compromessi, tradimenti o anche semplicemente cali di tensione».

Rivolgendosi direttamente a lei, ha poi sottolineato come il cammino di una consacrata possa anche essere difficile, irto di tentazioni e dubbi, soprattutto quando si sceglie una vita aperta agli altri e non una vita di clausura o di convento. Rispetto a tali pericoli, le ha consigliato quanto lo stesso Ignazio di Loyola consigliava: non tenere mai nel segreto del proprio animo astuzie e persuasioni del nemico, ma comunicarle a un buon confessore “che conosce inganni e malizie, le quali, una volta scoperte, perdono la loro forza”.

Necessario, ha proseguito, diventa pertanto il dialogo ininterrotto con la propria guida spirituale, per rimanere fedele alla Regola di vita. Il Vescovo ha così concluso: «Ricorda che c’è una stretta unione tra l’amore di Dio e la sua presenza in te, a cui devi sempre essere ancorata, e l’amore al fratello e alla sorella, in cui vedere la presenza di Gesù. Quanto più sei unita a Gesù dentro di te, tanto più sei capace di amarlo negli altri, quanto più lo ami negli altri, tanto più lo ritrovi dentro di te».

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