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La Pentecoste vissuta dai frati

Nel giorno di Pentecoste, durante l’ultimo Regina Coeli del tempo di Pasqua, Papa Francesco ha esortato i fedeli ad invocare lo Spirito Santo per scacciare ogni forma di paura e lasciarsi amare e guidare da Lui: «Oggi, Solennità di Pentecoste, il Vangelo ci porta nel cenacolo, dove gli apostoli si erano rifugiati dopo la morte di Gesù (Gv 20,19-23). Il Risorto, la sera di Pasqua, si presenta proprio in quella situazione di paura e di angoscia e, soffiando su di loro, dice: «Ricevete lo Spirito Santo». Così, con il dono dello Spirito, Gesù desidera liberare i discepoli dalla paura, questa paura che li tiene rinchiusi in casa, e li libera perché siano capaci di uscire e diventino testimoni e annunciatori del Vangelo. Soffermiamoci un po’ su questo che fa lo Spirito: libera dalla paura. I discepoli avevano chiuso le porte, dice il Vangelo, «per timore». La morte di Gesù li aveva sconvolti, i loro sogni erano andati in frantumi, le loro speranze erano svanite. E si erano chiusi dentro. Non solo in quella stanza, ma dentro, nel cuore. Vorrei sottolineare questo: chiusi dentro.

Quante volte anche noi ci chiudiamo dentro noi stessi? Quante volte, per qualche situazione difficile, per qualche problema personale o familiare, per la sofferenza che ci segna o per il male che respiriamo attorno a noi, rischiamo di scivolare lentamente nella perdita della speranza e ci manca il coraggio di andare avanti? Tante volte succede questo. E allora, come gli apostoli, ci chiudiamo dentro, barricandoci nel labirinto delle preoccupazioni. … Il Vangelo però ci offre il rimedio del Risorto: lo Spirito Santo. Lui libera dalle prigioni della paura. Quando ricevono lo Spirito, gli apostoli – lo festeggiamo oggi – escono dal cenacolo e vanno nel mondo a rimettere i peccati e ad annunciare la buona notizia. Grazie a Lui le paure si superano e le porte si aprono. Perché questo fa lo Spirito: ci fa sentire la vicinanza di Dio e così il suo amore scaccia il timore, illumina il cammino, consola, sostiene nelle avversità». 

Il Santo d’Assisi aveva compreso che il giorno di Pentecoste era un giorno in cui il soffio dello Spirito Santo aleggiava in modo particolare sui suoi fedeli e per questo desiderava farsi istruire da questa terza Persona amabile della SS. Trinità e mettere l’Ordine sotto la sua protezione. “Ottenuto dall’abate il luogo di Santa Maria, Francesco stabilì che vi si celebrasse il Capitolo due volte l’anno: a Pentecoste e nella festa di san Michele in settembre. A Pentecoste si riunivano a Santa Maria tutti i frati e trattavano su come potessero meglio osservare la Regola, inviavano dei frati nelle diverse regioni a predicare, altri distribuivano nelle loro province. Francesco dirigeva all’assemblea le ammonizioni, riprensioni e direttive che gli sembravano conformi al volere di Dio. E tutto quello che esprimeva loro a parole, lo realizzava con premura e affetto nel suo comportamento.

Egli venerava i prelati e i sacerdoti della santa Chiesa, rispettava i signori, i nobili e i ricchi, ma amava profondamente i poveri, partecipando con tenerezza alle loro sofferenze. Si mostrava servitore di tutti. Benché fosse sopra l’intera fraternità, designava uno di quelli che vivevano con lui come suo guardiano e padrone, e gli obbediva con umiltà e devozione, per fugare da sé ogni occasione di orgoglio. Si faceva piccolo in mezzo agli uomini, curvando il capo fino a terra, allo scopo di meritare al cospetto di Dio di essere esaltato in mezzo ai santi e agli eletti. …

Nessuno dei fratelli intervenuti al Capitolo osava parlare di argomenti mondani: s’intrattenevano sulle vite dei santi Padri e sui mezzi più idonei per ottenere più copiosa ed efficace la grazia del Signore Gesù Cristo. Se qualche fratello presente al Capitolo era afflitto da tentazione o tribolazione, ascoltando Francesco parlare con tanta dolcezza e fervore, e vedendo come si comportava, si sentiva libero dalle tentazioni e mirabilmente alleviato dalle tribolazioni” (FF 1466).

Papa Francesco conclude: «Di fronte ai timori e alle chiusure, allora, invochiamo lo Spirito Santo per noi, per la Chiesa e per il mondo intero: perché una nuova Pentecoste scacci le paure che ci assalgono e ravvivi il fuoco dell’amore di Dio.

Maria Santissima, che per prima è stata ricolmata di Spirito Santo, interceda per noi».

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