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Ciao bambini! Bentrovati! Questa volta siamo particolarmente felici, sapete perché? Perché la Festa della Pentecoste si avvicina e per prepararci a questo grande evento c’è un’altra festa molto importante che vivremo domenica 21 maggio: l’Ascensione di Gesù! Ma cosa significa e perché è importante? Ascendere, cari bambini, vuol dire ‘salire, andare verso l’alto’ proprio come scendere, che è il suo esatto opposto, vuol dire andare verso il basso.

Questo giorno festeggia la salita di Gesù verso il cielo, il suo ritorno al Padre, dopo aver compiuto la sua difficile missione nel donare sé stesso per salvare noi. Solo dopo questo fatto, lo Spirito Santo potrà manifestarsi. Lo stesso Gesù lo aveva confermato più volte nei Vangeli che abbiamo ascoltato le settimane precedenti e, adesso, è arrivato il momento di tornare definitivamente a casa. Ascoltiamo le sue ultime parole: “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».”

Cari bambini, Gesù dice chiaramente che Lui è con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo. Abbiamo detto che queste sono le ultime parole pronunciate da Gesù ai suoi Discepoli, ma sono anche le ultime parole del Vangelo di Matteo che ci è stato presentato. La cosa curiosa, cari bambini, è che questa promessa la troviamo anche all’inizio dello stesso Vangelo. Quando? Quando l’Arcangelo Gabriele si presenta a Maria e le dice che lei concepirà un figlio ricordandole le parole del profeta che diceva: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.”.

E come mai, allora, è stato chiamato Gesù? L’Arcangelo Gabriele specifica bene che il nome che sarà dato al bambino è Gesù, ma le parole dell’antico profeta, lo indicavano con un titolo, che non è un nome, ma è una parola che indica Chi sarebbe stato questo bambino, e la parola è proprio Emmanuele. E perché è importante saperlo? Perché questo ci fa capire come da sempre, il piano del Signore sia quello di stare con noi tutti i giorni, in ogni momento.

Questo, cari bambini, ci rivela la vera natura di Dio che è quella di un Dio vicino, mai lontano, mai distante dai suoi figli e dai loro bisogni.Il fatto è che il nostro Signore, bambini, è incapace di starci lontano. Siamo noi quelli che hanno facilità ad allontanarsi o a rompere dei legami. Pensiamo, ad esempio, a quando due persone litigano tra di loro e non si parlano più: ci sono persone che, pur volendosi bene, non si sentono per anni a causa di un semplice litigio che poi, con il tempo, viene pure dimenticato.

Così rimane solo una rabbia che non ha una vera ragione. Perché tutto questo? Perché in noi convivono tanti sentimenti negativi come la superbia, l’egoismo e la chiusura di cuore che fanno parte della natura umana, ma non della natura di Dio. Lui, infatti, essendo puro Amore non può provare sentimenti che vadano contro la sua natura e non lo vuole nemmeno!

Ma non solo, non vuole nemmeno che siamo noi a provarli, per questo cerca costantemente di attirarci a Lui, di tenerci vicini, affinché il Suo Amore ci liberi da ogni male, come questi sentimenti. Sapete bambini, riconoscere che Gesù ci è davvero vicino, non è facile. Anche i discepoli, nel Vangelo, erano dubbiosi nonostante tutto quello che avevano vissuto con Gesù.

Per questo abbiamo bisogno dello Spirito Santo, perché solo Lui, nel nostro cuore, e senza parole, sa rivelarci la presenza viva di Gesù e la Sua vera identità, che è quella di un Emmanuele che da sempre ha promesso, e ancora mantiene, l’impegno e la gioia di stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo.

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