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Solenne celebrazione nella festa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo per il conferimento del sacramento della Cresima presso la Parrocchia di Sant’Antonio Abate e San Domenico

La celebrazione di mercoledì 3 maggio presso la Parrocchia di Sant’Antonio Abate per un gruppo di giovani cresimandi è stata occasione per il Vescovo Gennaro per ricordarci il ruolo fondamentale dello Spirito Santo nella nostra vita cristiana quotidiana. Per farlo ci ha condotti indietro nel tempo, ci ha portati nel Cenacolo, la sera di Pentecoste, insieme agli Apostoli che, subito dopo la morte di Gesù, si nascondevano per paura di finire anche loro come il Maestro: appesi ad una croce. Non avevano infatti ancora compreso quanto era accaduto, non erano ancora in grado di credere in ciò che Gesù aveva loro preannunciato, che sarebbe cioè morto e risorto dopo tre giorni. Il loro timore è ben comprensibile, perché è umano, e Gesù ne era consapevole.

Gli Apostoli, con la Madonna, erano dunque nel Cenacolo, con le porte ben chiuse, ma all’improvviso arriva un vento impetuoso che attira le persone fuori nel cortile, mentre all’interno sui presenti calano lingue di fuoco. Le due immagini, vento e fuoco, – ci ha spiegato il Vescovo – sono il mezzo che l’autore sacro utilizza per spiegare la forza dell’azione del Signore sull’uomo attraverso lo Spirito Santo. In verità la parola e l’intelligenza umana – ha precisato – non sono in grado di esprimere adeguatamente tale forza, ma le due immagini rendono bene ciò che accadde quella sera, che è quello che accade ogni volta che viene donato lo Spirito Santo attraverso il rito della Cresima, un rito che non è solo una sequenza di gesti di finzione tradizionale, ma un evento reale che ha lo stesso effetto, se viene accolto, che ebbe sugli Apostoli quella sera. Il primo effetto fu l’apertura delle porte che erano state chiuse; successivamente Pietro – che fino a quel momento non aveva certo mostrato coraggio – esce e parla alla gente e comincia a predicare Cristo risorto.

È il primo effetto, o dono, dello Spirito Santo: la fortezza. Un dono che agisce anche nella fragilità della natura umana, che rende capaci di testimoniare Cristo al mondo: è ciò che faranno gli Apostoli, che durante la Passione di Cristo si erano dispersi, nascosti, che avevano dubitato, tradito e rinnegato. Pietro però non annuncia una dottrina, ha sottolineato il Vescovo, ma annuncia un evento “Quel Gesù che avete crocifisso è risorto!”:

Questo è il cuore della buona notizia cristiana ed è quanto ripete anche San Paolo: Gesù che era morto è risorto, lui è la luce che vince le tenebre. Gesù è vivo e presente nella storia e nelle nostre vite, anche nella mia personale. Personalmente, se avessi seguito solo una dottrina, oggi non sarei qui: è invece una persona, Gesù Cristo, che da sempre mi attira a sé, che è sempre presente nella mia vita e che io cerco di conoscere sempre meglio.”

Gesù mantiene le sue promesse: aveva preannunciato agli Apostoli che avrebbe mandato qualcuno per far in modo di comprendere meglio il suo messaggio e questo qualcuno è lo Spirito Santo. Attraverso di esso – ha detto il Vescovo – possiamo comprendere che l’uomo di Nazareth è il Signore e che possiamo considerarci suoi figli:

Se Gesù, che è la via, la verità e la vita, è il mio Signore, io sono libero, non ho padroni, non mi faccio schiacciare da nessuno, poiché lui mi dà la libertà e la dignità di figlio di Dio. Dio infatti non è un padrone che ci opprime, ma un padre amorevole e misericordioso

Il Vescovo ha ricordato come la migliore immagine dell’amore e della misericordia di Dio nei nostri confronti sia presente nella figura del padre nella celeberrima parabola detta “del figliol prodigo”, il quale accoglie il figlio dissipatore e colpevole con gioia, rompendo tutti gli schemi mentali terreni, facendo festa e donando di nuovo dignità al figlio che credeva perso per sempre.

Se veramente accogliamo nella nostra vita lo Spirito Santo con i suoi preziosi doni. Possiamo metterci in relazione con il Signore, possiamo conoscere e sperimentare la tenerezza del suo amore infinito, perché Dio non ci punisce mai. Lo Spirito Santo è un Dio nascosto, spesso dimenticato, perché non si mette in risalto, ma fa risaltare gli altri, e questo è amore”.

Il Vescovo ha concluso esortando i giovani ad accogliere questo prezioso dono, in grado di plasmare le vite verso la giusta direzione, quella voluta da Dio per noi, la via della felicità, che non è assenza di problemi – tutti abbiamo le nostre croci -, ma capacità di affrontare le prove della vita con il giusto discernimento, facendo scelte intelligenti e sapienti.

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