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Cari bambini, siamo oltre la metà del nostro viaggio in questa Quaresima che ci sta dicendo molte cose sagge e utili attraverso la Parola di Dio, e che ci sta aiutando a crescere, cambiando il nostro sguardo. E se non riusciamo a custodire per bene tutte queste parole preziose, di chi è la colpa? Ma di nessuno! Quante volte ci facciamo questa domanda! Noi umani cerchiamo sempre di chi è la colpa, quasi a voler dividere sempre il mondo tra buoni e cattivi, per poi metterci dalla parte dei buoni! Forse meglio abbandonare questo modo di vedere i fatti e le persone.

Sì, le colpe ci sono, le commettiamo tutti, ma voler cercare una colpa o un colpevole per condannare, e fare un processo, non aiuta a crescere, né a capire e risolvere i problemi, né a far luce in quelle crepe buie del nostro cuore e del nostro carattere. Gesù, invece, quando incontra il cieco nato non cerca il colpevole, ma vede in quel buio la possibilità d’incontro con Dio. Di fronte alle fatiche, ai momenti di buio che a volte influenzano il cammino della nostra vita anche noi siamo chiamati a scoprire che Dio è lì che ci chiama e ci parla. Dio è all’opera dentro le nostre debolezze attraverso i piccoli gesti quotidiani, anche quelli che noi consideriamo meno nobili.

Ma per poter davvero operare ha sempre bisogno della nostra volontà di alzarci e di andare a lavarci…senza di noi, senza la nostra collaborazione Lui non può far nulla. A partire dalle situazioni più piccole (si rompe un vetro e non sappiamo chi è stato, nelle caramelle trovo solo la carta…), ma tante volte anche nelle situazioni più grandi e dolorose (di fronte ad un terremoto, a una malattia, quando è scoppiata la pandemia…). Ecco un primo insegnamento: di fronte alle fatiche, alle insicurezze, ai momenti di buio non siamo chiamati tanto a cercare di chi è la colpa, ma a scoprire che Dio è lì che ci chiama e ci parla. Dio è lì con noi, nei nostri errori, nelle nostre fatiche e stanchezze. Ma come? Il Vangelo ci parla di gesti molto concreti (sputare, fango, saliva).

Ecco il secondo insegnamento: Dio lavora con noi nelle cose di tutti i giorni, ma abbiamo detto che ha bisogno del nostro aiuto; perciò mettiamoci all’opera con Lui nello stupendo viaggio della nostra vita. Per fare questo, di quale strumento avremo bisogno nella nostra valigia, questa volta? Ma certo! Di una torcia! Per vedere nel buio dei nostri errori e delle nostre difficoltà, e per ricordarci che la Parola di Gesù è luce. Dopo il deserto, il monte e l’area di sosta, il nostro viaggio ci conduce nel caos della città: folla, rumore, stress… tutto questo crea nebbia e oscurità. Gesù dona la luce a chi la desidera perché consapevole di vivere nel buio, ma non può farlo con chi crede di non averne bisogno. Ricordiamo che nel viaggio della vita, la torcia del Vangelo illumina la strada quando si fa buio e dona pace e speranza. Il Vangelo ci parla di un cieco che finalmente vede e di persone che ci vedono bene, ma che camminano nel buio e sanno solo fare processi, accusare e condannare.

L’incontro con Gesù è la svolta che ci fa vedere bene, la meta della nostra vita: va desiderato e cercato! E quanto bisogno abbiamo della Sua luce per vedere e superare le nostre tenebre! Come ogni volta, con l’aiuto di una breve e bella preghiera, troveremo luce e forza: “Signore, anche noi talvolta ci sentiamo come quel cieco, incapaci di vedere le cose importanti. Spesso ci affanniamo e corriamo inutilmente, senza mai domandarci: “Dove sto andando? Cosa cerco?” Aiutaci a scorgere nel nostro caos interiore il desiderio di Te, il bisogno di ascoltarti e di seguirti. Fa’ che non temiamo il giudizio altrui, ma siamo pronti a testimoniare la nostra fede in Te. Caro Gesù, quando i nostri occhi Ti vedono, noi ci sentiamo tanto felici e vorremmo che questa gioia potesse restare per sempre nei nostri cuori.” Amen!


Gesù guarisce il cieco – Bibbia per bambini

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