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Spiccare il volo verso il cielo

Festeggiamenti in onore di San Gabriele dell’Addolorata

Presso la congrega di S. Maria della Pietà, nel comune di Casamicciola, il 17 febbraio hanno inizio i festeggiamenti in onore di San Gabriele dell’Addolorata.

Il 2023 è iniziato all’insegna di tristi eventi come frane, allagamenti, i residui di una pandemia che ancora fa sentire le sue ripercussioni e una guerra di distruzione che dopo un anno non riesce a trovare una soluzione. Su tutte le persone, in particolare sulla comunità di Casamicciola, ancora scossa e provata dal dolore della morte delle 12 persone, vittime dell’alluvione del 26 novembre 2022, gravano stati d’animo fluttuanti dovuti a dolori, preoccupazioni, insicurezze e paure.

San Gabriele, conosciuto come il Santo del Sorriso, il Santo dei Miracoli e il Santo dei Giovani, vuole dare, anche quest’anno, un messaggio di speranza e di gioia. S. Gabriele dell’Addolorata ci invita a trasformare ogni nostra preoccupazione, ogni dolore, e le nostre lacrime in “perle di resurrezione” facendo di Gesù Cristo la meta del nostro peregrinare terreno, e la sua Passione un esempio da ammirare, venerare, lodare e soprattutto imitare.

 Francesco Possenti nasce ad Assisi il I marzo 1838; i legami affettivi più forti gli sono spezzati con violenza sin dall’infanzia. All’età di quattro anni, perde la madre e la sua sorellina Adele. La morte improvvisa di sua sorella Maria Luisa lo segna profondamente e lo porta a riflettere sulla caducità dell’esistenza terrena e a prendere la decisione di abbandonare tutto e di seguire Dio.

Il 28 agosto 1856, a Spoleto, durante la festa dedicata alla Vergina Maria, incrocia lo sguardo d’amore della prodigiosa effigie portata in processione e sente una voce potente e soave sussurrargli “Francesco, cosa fai? Il mondo non è per te, va, la religione ti aspetta”. Il 21 settembre 1856, festa della Madonna dell’Addolorata, veste l’abito passionista e l’anno successivo professa i voti religiosi.

Innamoratissimo dell’Addolorata, Francesco sceglie il nome di Gabriele dell’Addolorata perché concentra tutta la sua vita sulla devozione della Madonna.

La vita che conduce nel monastero è semplice, fatta di preghiera, studi e passeggiate intorno al convento, incontri con la gente. Così Padre Noberto, suo direttore spirituale, descrive il segreto della santità di Gabriele: “la sua vita semplice, senza grandi gesta fu contrassegnata dall’eroicità del quotidiano e dalla devozione al Crocifisso e a Maria”.

È la sua devozione al Crocifisso che lo porta ad accettare con “gioia sovrumana” i dolori causati dalla tisi che lo martoriano. Il suo unico desiderio è “spiccare il volo verso il Cielo” e il Signore sceglie di accettare il più grande atto di amore di Gabriele chiamandolo a Sé il 27 febbraio 1862, all’età di soli 24 anni.

La gioia di vivere, la creatività, l’apertura ai valori e agli ideali, la capacità di fare scelte, la generosità, l’attitudine a impegnarsi nelle difficoltà, la capacità di accettare il dolore, caratterizzano la vita di Gabriele divenuto modello di santità da imitare e seguire. Per molti devoti, San Gabriele è l’angelo che fa da ponte spirituale tra la nostra quotidianità, segnata da contraddizioni e fragilità, e il Signore che, accettando l’intercessione del Santo, ci aiuta a superare le difficoltà che la vita ci presenta.

È compito di tutti noi tramandare il culto di San Gabriele alle nuove generazioni, affinché il legame del Santo con la sua Casamicciola non si affievolisca mai.

di Gabriella Manco

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