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Il coccodrillo di sua eccellenza

In occasione della Festa di S. Leonardo, sono ritornato con la mente alla metà degli anni ’70 quando anche per me il 6 novembre era festa. Al mattino presto, dopo aver indossato il vestito buono ed aver messo in busta la tarcisiana personale, mi ponevo in attesa del clacson della Fiat 124 Panorama blu notte, che mi annunciava l’arrivo dell’ indimenticabile Amico di famiglia Amerigo “Schiavetti”, al secolo Cangero, con il quale saremmo andati a prelevare S. Ecc. Mons. Diego Parodi, Amministratore Apostolico e poi Vescovo di Ischia, per condurlo a Panza per il Pontificale.

Dopo la S. Messa solenne, cui partecipavo con attenzione ed orgoglio, sentendomi quasi “il segretario” del Vescovo, per essere arrivato a Panza con lui (con mitra e pastorale sottobraccio) e per il ruolo, che mi veniva dato sull’altare – reggevo  sempre la mitra e la ponevo sul suo capo, usando il “meccanismo di puntamento”, che lo stesso Vescovo mi insegnò per facilitarmi  il compito e che avrebbe meravigliato Mons. Capovilla qualche anno dopo quando lo aiutavo a vestirsi nella Basilica di S. Maria di Loreto –  si ritornava a Ischia Ponte sempre con il caro Schiavetti.

Ed ecco che prima di salutarci il Vescovo ci invitava nella sua abitazione per ammirare i cimeli portati dalle terre di missione, tra i quali spiccava la grande pelle di un coccodrillo, che, trovato morto, era stato poi imbalsamato. “Gaetanino, se diventerai missionario li vedrai vivi nelle terre che raggiungerai…!”, mi diceva sempre Mons. Parodi.

Non sono diventato Missionario, ma per la mia attività canora ho avuto modo di visitare Paesi lontanissimi dove nelle immense estensioni di terra ed acqua non è difficile incontrarne. Inutile dire che gli annuali tragitti Panza- Ischia Ponte e viceversa, elevati al quadrato,  intrisi di ricordi e di racconti sia del Vescovo che di Amerigo, l’uno con la sua parlata “nordica” e l’altro con i suoi “quiru” propri del dialetto di Sturno, non li  dimenticherò, convinto, ancora oggi,  di essermi trovato al posto giusto al momento giusto.

di Gaetano Maschio

Nelle foto: S. Ecc. Mons. Parodi- Amerigo Cangero “Schiavetti” e la Fiat 124

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