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La donazione di sangue non va in vacanza

Il 14 giugno, a partire al 2004 viene festeggiata la Giornata mondiale del donatore del sangue, proclamata dalla Organizzazione mondiale della sanità, la data è stata scelta proprio perché giorno della nascita del biologo austriaco Landsteiner che nel 1900 scoprì i gruppi sanguigni.

La Fidas, federazione italiana donatori di sangue, che da oltre sessant’anni promuove il dono gratuito, anonimo e responsabile del sangue, promuove anche sull’isola d’Ischia la donazione del sangue, vero e proprio salvavita per tantissime problematiche.

 Ogni domenica a via delle Ginestre, presso il teatro Polifunzionale di Ischia, un personale sanitario qualificato insieme a tanti associati gentilissimi, aspettano tutti coloro che con un atto di altruismo si prestano a donare il plasma. Al termine una dolce colazione e un dono come ringraziamento: una bottiglia in acciaio con logo Fidas. I donatori inoltre riceveranno a casa i risultati delle analisi di laboratorio così da costatare il proprio stato di salute.

E la richiesta dagli ospedali partenopei è sicuramente in aumento nella stagione estiva, sia per l’aumento degli incidenti stradali, che per la ripresa di interventi chirurgici che a causa del covid sono stati sospesi. E soddisfare tale domanda non sarebbe possibile senza l’impegno di tanti volontari donatori che periodicamente compiono un gesto semplice quanto indispensabile.  

È proprio di qualche settimana fa l’appello dell’ospedale Cardarelli, arrivato forte anche qui ad Ischia, grazie al presedente della Fidas Luigi Trani, che da anni si appella alla solidarietà dei suoi concittadini. “La situazione è grave, chi può si prenoti per la donazione. Negli ospedali manca il sangue per le trasfusioni.”. Queste e sue parole sui social e nella pagina Facebook dei donatori Fidas.

A tal proposito la Banca del Sangue Italiana promuove la cultura della donazione perché il sangue da considerarsi bene di prima necessità e spesso oramai si sente parlare di carenza di scorte. Una formazione consapevole e un coinvolgimento sociale al problema ne aiutano sicuramente alla risoluzione. Un gesto semplice e sicuro può garantire all’intera comunità uno dei beni primari della “salute”.

E proprio perché il sangue non può essere creato in laboratorio serve l’impegno e la volontà di tanti donatori affinché più vite possano essere salvate. Un solo prelievo infatti può salvare fino a tre vite e, secondo le statistiche della Fidas, ogni anno in Italia servono 2,4 milioni di unità di sangue. Un terzo della popolazione infatti avrà bisogno di almeno una trasfusone.

“Donare il sangue è una necessità: per assicurare le cure agli emofiliaci, per trapianti degli organi, per curare gli ustionati, per ricavare dal plasma i cosiddetti farmaci salvavita.

Donare un po’ del proprio sangue dovrebbe essere considerato un atto di civiltà e un dovere morale per chi è in buona salute. Recarsi, almeno una volta all’anno, in una struttura del Paese dovrebbe essere sentito come un atto d’amore verso chi manca di qualcosa di importante. Non indugiamo perché certe cose non accadono solo agli altri. Gli altri siamo anche noi.” Le parole di don Antonio Sciortino, giornalista e presbitero, direttore del mensile religioso Vita Pastorale e membro della società San Paolo, in merito al tema della donazione del sangue.

L’ago non fa male

 Sì, l’ago non fa male! Fa male l’indifferenza. Il “guarda e passa” fa male. Fanno male  “tanto io sto bene”, “ci penserà qualcun altro”.

Sì l’ago non fa male! Non fa male pensare all’altro. Non fa male soffermarmi su chi è nel bisogno. Non fa male credere “donami potrebbe toccare a me” Non fa male dire “intanto ci penso io”.

“L’ago non fa male” è la frase detta da un operatore Fidas ad una amica che aveva paura dell’ago e che fino a qualche giorno prima aveva anche paura di donare il sangue. Da questa frase è nata una riflessione dalla quale sono scaturite le considerazioni fatte.

Da questa frase è nata la curiosità che mi ha fatto scoprire che con una sola sacca di sangue si possono salvare tre vite umane, che l’ospedale Cardarelli necessita di 120/150 sacche al giorno….

Da questa frase ho capito che con il nostro sì doniamo il sangue e con il sangue la vita e donare la vita è morire all’indifferenza.

Donare è ricchezza: “Doniamo il sangue”.

“LA FIDAS C’E’” domenica 1 agosto via delle Ginestre Ischia”

Angelo Di Scala – donatore di Sangue Fidas Ischia

di Annalisa Leo

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