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Una proposta di legge per assegnare un medico di base ai senza tetto

senza tetto

Prosegue l’iter di approvazione della proposta nella Regione Emila Romagna

È stata proposta dalla Onlus “Avvocati di strada” una legge che tuteli i clochard e che assegni loro un medico di famiglia. Questa associazione, nata a Bologna venti anni fa, ha l’obiettivo di “garantire una tutela legale gratuita e qualificata alle persone senza dimora e alle vittime di tratta”.

La legge è stata proposta in Emilia Romagna grazie alla richiesta fatta dal presidente dell’associazione, nonché consigliere regionale, Antonio Mumolo, che da tempo si batte per i diritti dei meno fortunati e che, in pieno lockdown, ha seguito i tanti homeless con il progetto “Io vorrei restare a casa”.  Il provvedimento già approvato in Commissione Sanitaria può considerarsi una piccola rivoluzione in campo sanitario, ma soprattutto una conquista per i senza fissa dimora che in Italia vivono senza identità e diritti.

Tanti coloro che non posseggono residenza fissa e non hanno ad oggi medico di famiglia di riferimento, che non possono curarsi e, in tempi difficili come questi che stiamo affrontando da mesi oramai, possono solo rivolgersi al Pronto Soccorso, intasando così un settore già oberato. E in più vengono considerati solo un “costo aggiuntivo” per le nostre sanità regionali già fortemente in difficoltà.

La proposta del consigliere emiliano è molto chiara e riuscirebbe a sveltire, appunto, un servizio che in questo momento non risulta per nulla efficiente e in sovraffaticamento. I senza dimora, prontamente segnalati dal servizio sociale di zona, potrebbero essere iscritti ad una lista ed ottenere così medico di fiducia con la possibilità dunque di sottoporsi a periodici controlli e visite, qualora fosse necessario.

Obiettivo della legge, con la speranza che presto possa essere approvata ed estesa all’intera penisola, è un ampliamento della platea di coloro che possono esercitare effettivamente il diritto alla salute, razionalizzando il più possibile le risorse del nostro sistema sanitario nazionale. In proporzione infatti, il costo di un medico di base per ogni cittadino è inferiore se paragonato ad un accesso in pronto soccorso.  Dare un medico infatti a tutti è un giusto metodo per garantire la salvaguardia della salute di tutti i cittadini.

“Il coronavirus ci ha insegnato l’importanza della salute intesa come diritto collettivo e non solo individuale, perché se non si curano tutte le persone ne soffriamo tutti indistintamente.” le parole del presidente Mumolo “e questa può considerarsi la prima legge regionale in tal senso”.

Questa dunque va finalmente a colmare un buco giuridico per troppo tempo dimenticato, accorciando una distanza imperdonabile nei confronti degli homeless. E mette le basi per risolvere un altro problema, quello dell’iscrizione dei senza fissa dimora all’anagrafe del territorio di appartenenza, necessario a regolarizzare tutti coloro che con il trascorrere degli anni hanno perso identità, e diritti e sono diventati a tutti gli effetti fantasmi per la nostra società.

A cura di Annalisa Leo

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