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Nemo alla ricerca di Ischia e dei suoi fondali

Che sia il Nemo del Capitano Nemo di Ventimila leghe sotto i mari, che sia il Nemo latino, l’affascinante nessuno di Ulisse che consegna al ciclope un falso nome, che sia il pesciolino Nemo cercato in lungo e in largo dal suo papà, Nemo Sub è certamente una delle cose belle che a Ischia accadono e che va raccontata.

Un semisommergibile, dai colori del nostro pesciolino Disney che a Ischia consente di osservare e lasciarsi incantare dalle bellezze della nostra costa e dalla meraviglia dei nostri fondali.

Piccolo abbastanza da entrare negli anfratti più impraticabili, capiente abbastanza da contenere 12 persone, comodamente sedute, ristorate da aria condizionata per le giornate più torride e certamente privilegiate dalla vista in prima visione, attori e spettatori dal vivo, dello spettacolo che la nostra isola offre anche dal basso.

La cabina del comandante è aperta e la strumentazione di bordo stuzzica la curiosità, un monitor dice esattamente dove siamo, quali ostacoli abbiamo davanti, la profondità del fondale ma soprattutto la direzione, che coincidenza vuole punta il nord nel suo bellissimo alloggiamento ovale fresco di fabbrica, sulla Madonnina che protegge l’entrata del porto di Casamicciola.

Se è vero che come è in alto così è in basso e come è fuori così è dentro, provate a farvi un giro nei fondali isolani e ditemi anche dove stanno le sterminate praterie di posidonia sopra il livello del mare.

Talmente suggestiva la visione che sembra quasi di essere capovolti e senza gravità, un po’ come gli astronauti e, complice il silenzio dell’abitacolo, sembra davvero di volteggiare su miliardi di fili d’erba senza toccarli fin dove lo sguardo si perde e fluttua a guardare in su sul pelo d’acqua come se quella fine di dimensione fosse l’inizio concentrico di un’altra visione. Il mare unisce e non separa, avvolge ma non isola, contiene tutti gli elementi e talvolta anche le dimensioni perdono di confine e non sai quando inizia il sotto e quando termina il sopra.

Un percorso che dura quasi un’ora diventa una storia da vivere più che raccontare, alla scoperta di mondi che nemmeno immaginiamo esistere sotto i nostri piedi, sotto il contorno costiero isolano o semplicemente sott’acqua.

Certo è che lascia quella nostalgia nell’aria, quando si torna, che è meraviglia e stupore lasciato fluttuare su quel pelo d’acqua che fa da confine tra il sopra e il sotto.

Nemo sub Italia è un percorso immaginifico oltre che turistico, e fonde suggestione e realtà, marcando l’orizzonte per inabissarsi nelle profondità marine, spesso inesplorate.

Le alette rosse ai lati della cabina di pilotaggio fanno da tornasole per un orizzonte che non sempre è il rassicurante porto con la sua barriera, spesso è quello che si perde tra cielo e mare e non sai mai dove inizia chi e dove termina cosa. Un sogno.

Che prende forma e si avvera per tre soci uniti dalla stessa passione, la navigazione, tre percorsi simili eppure provenienti da realtà diverse, Caremar, Alilauro, Tirrenia.

Le esperienze decennali di tre professionisti – il comandante Luigi Buono alias «Capitan Banana», Maria Spignese e Franco Palamaro – in sinergia con e per una nuova realtà, una sfida più che una proposta che non si lascia intimorire dal torpore vittimistico post covid e che proprio durante la pandemia ha lavorato per il rilancio, ottenendo traguardi inaspettati e, per la nostra isola, innovativi.

L’azienda madre del nostro Nemo isolano ha 10 unità dislocate in Italia e, pensate, nella sola Campania tre. Una di queste, nemmeno a dirlo è a Ischia, la nostra isola, spesso bistrattata, data per scontata, nella quale si anela al cambiamento mentre imperversa, imperterrita, la modalità di sempre nel fare le cose come si è sempre fatto aspettandosi ogni volta risultati diversi, che puntualmente non arrivano mai.

La nuova sfida che si propone Nemo Sub è un approccio diverso, innovativo, dinamico, che coinvolge l’utenza in prima persona, sotto costa per osservare da vicino la flora e la fauna dei fondali isolani pur non essendo sub, per potersi muovere restando asciutti all’interno di anfratti, tane, vegetazione, che diversamente non si osserverebbe da un altro punto di vista.

Con la variante che ogni percorso ha la sua diversità, ogni momento della giornata ha i suoi diversi colori e sfumature, mai uguali, ed ogni sguardo si perde in intensità e suggestioni soggettive proprie del percorso interiore intrapreso o in procinto di esserlo. Ma, anche senza bisogno di tanta introspezione, Ischia regala emozioni da ovunque la si guardi e come un’eco restituisce la passione e la suggestione, la meraviglia e lo stupore, che già risiede negli occhi di chi la osserva.

Può incutere timore, i fondali marini un po’ ne incutono, può commuovere, a volte tanta bellezza inesplorata sembra addirittura troppa o troppo intensa da gestire in poco meno di un’ora, può esaltare, meravigliare, stupire, ma mai annoiare e men che meno spaventare. Specie i claustrofobici.

Il semi sommergibile resta a pelo d’acqua, è il piano inferiore che è sottoposto ma assolutamente areato, tappezzato di finestroni che consentono di guardare da ovunque ci si giri, una grata che connette visivamente ma anche acusticamente con il comandante e basta salire qualche gradino e si è già fuori ad ammirare il sopra che in ogni caso è sempre un gran bel vedere. 12 posti e tutti con visuale assoluta, ogni persona ha un posto in prima fila, e ogni finestrino è un multischermo sul quale seguono immagini di un modo sottomarino in fermento, dal vivo.

Intere colonie di pesciolini di varie specie, che con i riflessi del sole, alba o tramonto che sia, assumono sfumature diverse il cui riverbero arriva in tutto lo splendore del banco; stelle marine, felci svolazzanti di prateria di posidonia e addirittura intere radure senza vegetazione di forma irregolarmente circolare rievocano le ancestrali eruzioni vulcaniche che, arrivate a mare, hanno creato, secondo i racconti degli uomini di mare, delle bolle d’acido vulcanico. Il magma a contatto con l’acqua e con il rapido raffreddamento ha creato questo sedimento sul quale la rigogliosa vegetazione che è presente intorno, improvvisamente manca. Posidonia è anche questo, pieno e immediatamente vuoto, sopra ed immediatamente sotto.

Poi si rientra e ci si riappacifica con tutto quello che è fuori, che tutto sommato, visto dal mare, così male non è.
L’ambizione di non arrivare secondi alla novità messa in campo, quella di affiancare Procida nella nomina di Capitale che attrae già un considerevole bacino di utenza, quella di rilanciare l’idea di un turismo sostenibile, questo ed altro ancora è Nemo sub a Ischia, che si propone una visuale ad ampio raggio di quanto sin ora percepibile solo con bombola e mascherina.

Ora, realmente c’è la possibilità di entrare e vivere in una dimensione 4 D lontano da pantofole e divano ma comodamente seduti all’interno dello scafo dotato di tutti i confort, per gli irriducibili addirittura di wifi per eventuali dirette social, per i più insofferenti di aria condizionata, per i più ambiziosi e notturni quella dei faretti a led con i quali si può ammirare il fondale anche in piena notte e, ovviamente, in filodiffusione, la musica di sottofondo, quella del silenzio delle profondità marine.


Scrive per fotografare.
Fotografa per descrivere.
È nel continuo anelito dello scatto perfetto.
Quale che sia la declinazione.

Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Ischia

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