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Domenica 7 Marzo 2021 – Templi o tempio Gv 2,13-25

Templi o tempio

Gv 2,13-25

 Don Cristian Solmonese

“Era la Pasqua dei Giudei”. Agghiacciante questa indicazione dell’Evangelista Giovanni. Forse non era più la Pasqua di Dio, ma era diventata qualche altra cosa. Qualsiasi cosa, ma non di Dio. Sinceramente trovo questo rischio molto veritiero nella nostra vita: la festa non rischia di essere più di Dio, ma la mia o forse di qualcun altro. La festa rischia di parlare di noi, della nostra bravura, degli invitati illustri, dei programmi, ma non di Dio. Quanto ci ha insegnato il covid in questo? Quanto il covid ci ha spinto a cambiare, ad essenzializzare il tutto, facendo vedere il protagonista di ogni vera festa?

Benvenuti in questa terza tappa del cammino quaresimale che ci regala il terzo luogo della quaresima: dopo il deserto e il monte, troviamo il tempio. Una scena inedita, inaspettata, strana; Gesù rimane deluso di quello che sta vedendo e compie un gesto assolutamente nuovo nel vangelo, inaspettato; nessuno lo attribuirebbe a Gesù per come lo conosciamo noi. Fa una frusta di cordicelle e rovescia i tavoli, caccia i venditori e grida contro quello che sta vedendo. Dobbiamo capire questo gesto di Gesù e non fraintenderlo. Spesso abbiamo solo letto questo passo come un ammonimento moralistico, sul commercio del tempio, sui soldi della Chiesa, ecc. Ma non è così.

Gesù ce l’ha con una mentalità di fondo, non sui soldi che servono a mantenere il tempio. Gesù odia la mentalità di compravendita della salvezza. Il mio rapporto con Dio non si può fondare sul do ut des. Questa è religione, non fede. Il tempio di pietra, orgoglio dei giudei, gloria dell’ebraismo, centro di culto. era diventato una compagine di mercato, fondato sull’interesse per la compravendita della salvezza: Gesù contesta questa struttura di fondo e non la sporcizia o il disordine, tantomeno la presenza di cambiavalute e banconi per la vendita di agnelli e colombe, che erano situate all’esterno del tempio e regolate dalle norme di purità. Gesù vuole dare un messaggio forte.

La salvezza non passa più necessariamente per questi segni, ma passa attraverso un nuovo culto che ha il tempio nel suo corpo. Rovesciando i venditori di animali, Gesù dice che non c’è più bisogno di nessun sacrificio per togliere i peccati del popolo; rovesciando i cambiamonete, egli grida che la salvezza non si paga, è dono gratuito che investe la tua vita; va accolta non comprata. Distruggendo i sacrifici, Gesù ha rovesciato tutta la religione, ha distrutto tutto perché ha indicato una salvezza che viene dall’alto e non che parte da una richiesta dal basso. Dio ti salva se trova spazio in te non se tu gli dai qualcosa. Quante volte il nostro culto con Dio si è trasformato in un commercio? Quante volte gli abbiamo offerto preghiere, tridui, novene in cambio di qualcosa? Non c’è bisogno di convincere e persuadere Dio di qualcosa, egli sempre vuole che ci salviamo.

Amare Dio non è un’assicurazione sulla vita. Impariamo a passare dal Dio che abbiamo nella nostra testa al Dio che ci ha raccontato Gesù. Spesso l’immagine di Dio che abbiamo inconscia è demoniaca. Gesù ha faticato a farci cambiare idea di Dio ed è morto per questo. Ogni anno ci è proposta la Quaresima per continuare questo lavoro dentro di noi. C’è un altro aspetto che ci richiama questa pagina del Vangelo; è il terzo luogo della quaresima: il tuo corpo, il tuo cuore. Dio ha abbandonato le mura accorciando le distanze e facendosi uomo. Il tempio lo possiamo distruggere. La concezione della Chiesa che abbiamo noi cristiani non è come quella del tempio dell’Antico Testamento.

Noi abbiamo una chiesa con la c minuscola perché dentro di esso vi è la Chiesa con la c maiuscola. Se non ci fosse la comunità o le persone potete anche chiudere il tempio e farne museo! La pandemia ce lo ha messo davanti agli occhi! La carne dell’uomo è il suo vero tempio. Puoi riconoscere Gesù dentro di te e nel fratello abitato da Dio, che è colmo di divinità, di gloria. Il mio corpo con il battesimo è diventato segno della presenza di Dio, segno del suo amore; pensate, noi costruiamo a Dio con la nostra vita un tempio.

La nostra vita non deve essere un tempio chiuso che non permette agli altri di incontrare Dio; dobbiamo essere una porta di accesso per gli altri; se noi siamo testimoni di questo Cristo vivo, tanta gente incontrerà Gesù in noi. Un’altra domanda dobbiamo porci in questo cammino quaresimale: il Signore si sente veramente a casa nella mia vita? Gli permettiamo di fare pulizia nel nostro cuore, di scacciare gli idoli, cioè quegli atteggiamenti di cupidigia, gelosia, mondanità, invidia, odio, quell’abitudine di chiacchierare e “spellare” gli altri? Sei consapevole che custodisci la vita dell’Eterno dentro di te? Quante volte il tuo cuore è un mercato in balia di tanti mercanti che affollano la vita e i pensieri? Prova anche tu tra i mille desideri che affollano la vita a cercare quel Dio che sta nel tuo tempio, fagli spazio, fa mettere ordine a lui nei tuoi giorni. Entra nel tuo tempio e lì incontrerai il Signore che ha messo in te la parola della vita.

Ci vien chiesto di togliere, “disappropriarci” delle false immagini di Dio. Comincerai ad essere un adoratore in Spirito e verità. E sarà la festa di Dio non la tua. Buona domenica!

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