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Messaggio del Vescovo Pietro per la Quaresima

“Buongiorno, principessa!”: con voce squillante, raggiunto in maniera rocambolesca il microfono del salone delle feste degli ufficiali nazisti, così il protagonista de “La vita è bella”, saluta la moglie Dora, reclusa anche lei in un’altra parte del lager, dopo averle permesso di ascoltare un brano di musica amato da entrambi.

Guido Orefice vuole aiutare la moglie a non arrendersi, a lottare, a non sentirsi sola, ma soprattutto a sentirsi amata, a riconoscersi desiderata, bella per lui, come una principessa!

Quelle parole e quelle note, sono una vera pro-vocazione; vogliono riportare alla memoria della donna i giorni dell’amore, i profumi della casa, i sapori della vita, per produrre in lei un sussulto di dignità, e invitarla a non lasciarsi andare, a non lasciarsi cadere le braccia; un tocco di poesia che l’aiuti a non dubitare: non è vero che lei è una cosa, che è inferiore, che non vale niente; al contrario, lei conta, lei vale; anzi, lei è bella, nonostante tutto.

È veramente bella, perché amata; bella come una principessa! È uno dei passaggi magici del capolavoro di Benigni; forse uno dei momenti più alti di un film che ha saputo raccontare, meglio di tanti altri, le mostruosità della Shoah parlando però di vita e non di morte, di amore più che di odio, della bellezza di sentimenti genuini e positivi, mostrando solo di striscio le bestialità della follia nazista.

A che cosa serve la Quaresima? A umiliarci, a considerarci miserevoli, a fare penitenza? Forse, ma penso che, prima di tutto, abbia lo scopo di farci avvertire nostalgia di bellezza, desiderio di riscatto, bisogno di pulizia. Un segno forte, una sorta di schiaffo salutare, come si fa con chi sta venendo meno; un invito a ricordare da dove si è caduti, per ravvedersi e compiere le opere di prima; insomma, un appello a non rassegnarci alla mediocrità, a non adagiarci nel peccato, a non cedere alla tentazione di crederci destinati ad essere cenerentola!

Nelle nostre vene c’è Sangue reale; con il Battesimo siamo diventati figli di Dio! La Quaresima serve a questo: a ricordarci chi siamo, a riconoscerci nuovamente figli amati, a riscoprire che la nostra vocazione è essere belli, a non adeguarci a una vita da poco, a immaginare invece ancora una vita “altra”.

Perciò mi piace dirmi – e raccontare anche agli altri – che la Quaresima è un tempo speciale, bello, un tempo nel quale ci è chiesto di ritornare a sognare, a credere – nonostante tanti vogliano farci pensare il contrario e tante cose sembrano confermarlo – che siamo figli di Re, principi e principesse.

L’invito è allora a riconoscerci dentro un progetto più grande, nel quale siamo chiamati a confessare innanzitutto l’amore di Dio per noi, e ciò che Lui ha fatto per la nostra vita, donando a noi il Suo Figlio. Quanto è importante questo esercizio! Si tratta di riprendere consapevolezza di ciò che siamo agli occhi di Dio e riscoprire la nostra bellezza: “Il vostro male – diceva Dostoevskij – è di non rendervi conto di quanto siete belli!”.

La Quaresima è il tempo nel quale siamo chiamati a riverderci con gli occhi di Dio, a riscoprirci amati da Lui e perciò belli dinanzi a Lui. E allora, buona Quaresima a noi, a me e a voi! E santa Quaresima alla Chiesa di Ischia.

Ad essa vorrei dire, con il Cantico dei Cantici a nome del Suo Sposo: “Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella!”. E poi: “Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!”.

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