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Le storie di 8xmille – Melina

Melina, 80 anni compiuti in piena pandemia, festeggiati con videochiamata su WhatsApp dal telefono della badante

“ho seminato poco e forse qualche volta anche male; se non te lo insegnano come devi seminare, può succedere che sbagli le stagioni, il concime o anche solo la distanza; ho speso parte del mio tempo a osservare i giovani credendoli lontani dal mondo e troppo vicini ai mondi dei giochi e degli strumenti che hanno in mano. Oggi li guardo da ancora più lontano, il mio medico dice che potrebbero passarmi il virus. Qualche volta attraverso il vetro ne vedo qualcuno dell’età dei miei due nipotini che vivono a Varese; scendono dal furgone, salgono le scale, portano la spesa e la depositano sull’uscio della porta. Se non fa troppo freddo e c’è il sole, dalla poltrona riesco ad aprire la finestra e loro, che hanno imparato a cercarmi anche attraverso il vetro, da lontano mi parlano con le mani e con gli occhi. Non è che non li sento perché hanno la mascherina, ma la gioventù si è tenuta pure un po’ di udito. Alzo il pollice per dire va tutto bene ma anche che Dio vi benedica e li saluto con la mano sperando che tornino presto, non perché ho bisogno della spesa, ma per poterli benedire ancora e salutare come farei con Tommaso e Carmen (i nipoti ndr) se vivessero qui”. Questo è quello che vedo e che mi piace vedere se penso al frutto della mia semina: uno di questi semi è l’8×1000 che ogni anno raccomando al figlio della mia vicina, che sa fare i conti perché ha studiato, di dare alla Chiesa. Don Pasquale poi ci tiene molto perché a quelli come me, che vivono soli in casa, non manchi un gesto di vicinanza o di affetto. I suoi ragazzi, li chiama, ma io li sento anche un poco miei, non fanno solo questo con la Caritas, corrono, prendono, portano, stanno sempre in movimento e quando si fermano un attimo è solo per ringraziarti con gli occhi, di cosa, poi, me lo chiedo sempre. L’8×1000 Fanno tante altre cose che li tiene vicini anche se a distanza, sono sorridenti anche se hanno la mascherina e chissà, forse il buon frutto di cui parla il vangelo è anche questo”.

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