La Pastorale del Turismo riapre la stagione dei viaggi tra fede, storia e bellezza
C’è un tempo per fermarsi e un tempo per rimettersi in cammino. Per anni la Pastorale del Turismo della Diocesi di Ischia ha rappresentato un punto di riferimento importante per la nostra comunità, promuovendo pellegrinaggi e viaggi culturali che hanno coinvolto tantissimi fedeli. Con l’arrivo dell’emergenza sanitaria nel 2020, anche questo settore si era dovuto necessariamente fermare. Successivamente, con il progressivo ritorno alla normalità e la ripresa di tutte le consuete attività cittadine ed ecclesiali, il settore dei viaggi e dei pellegrinaggi diocesani era rimasto ancora in attesa di ripartire.
Oggi quella lunga attesa si chiude ufficialmente. La Pastorale del Turismo è pronta a ripartire e lo fa con un’iniziativa semplice ma ricca di significato: un itinerario storico, culturale e religioso vissuto a Napoli sabato 17 ottobre da un primo gruppo di tredici persone. L’appuntamento, inizialmente fissato per la settimana precedente e poi slittato di qualche giorno a causa dell’allerta meteo, è stato un passo concreto e familiare per riallacciare i fili, riabituarsi a viaggiare insieme e dare il via a un nuovo programma di appuntamenti.
La giornata è iniziata con la partenza di buon mattino dal Porto di Ischia in aliscafo, raggiungendo Molo Beverello per poi addentrarsi nel centro storico di Napoli. La prima tappa è stata la visita alla Basilica di Santa Chiara, luogo simbolo del francescanesimo. Ad accogliere la delegazione ischitana c’era Padre Maurizio, frate minore che per diversi anni ha prestato il suo servizio nella nostra isola presso la chiesa di Sant’Antonio alla Mandra.
Oggi Padre Maurizio opera proprio nel complesso monumentale di Santa Chiara e ha accolto i pellegrini giunti da Ischia con grande calore ed entusiasmo. È stato un momento di festa e di ricordi condivisi, la dimostrazione di come la stima e l’amicizia nate durante il suo ministero a Ischia siano rimaste vive e forti nonostante la distanza.
La visita guidata al complesso monumentale e alla Basilica è stata condotta da Frate Antonio, che ha illustrato al gruppo le vicende storiche, artistiche e spirituali del luogo. Voluta nel 1310 da Roberto d’Angiò e dalla regina Sancia di Maiorca, la struttura nacque come una vera e propria cittadella francescana, pensata per ospitare contemporaneamente i frati e le monache clarisse. Edificare un’opera così imponente nel Trecento, in una zona allora periferica della città, significava creare un forte presidio di fede e di accoglienza nel cuore di Napoli.
Frate Antonio si è soffermato anche sulle ferite dell’architettura: la trasformazione barocca nel Settecento, le terribili distruzioni causate dai bombardamenti del 1943 e il successivo restauro che ha riportato la chiesa alla sua essenziale bellezza gotica originaria. In questo contesto, il frate ha sottolineato come la storia di Santa Chiara sia intrecciata con testimonianze concrete di attenzione agli ultimi. Tra queste spiccano la Beata Maria Cristina di Savoia, giovane regina di Napoli che dedicò la sua vita ai poveri e alla dignità dei lavoratori, e il Venerabile Salvo d’Acquisto, il carabiniere che offrì la propria vita per salvare innocenti destinati alla fucilazione. Figure diverse che mostrano come il servizio e la cura del prossimo siano il cuore del messaggio cristiano.
Il momento più intimo della visita si è tenuto all’interno del coro delle Clarisse, lo spazio riservato alla preghiera delle monache, tra antichi resti di affreschi giotteschi e le grate storiche. In questa cornice, Frate Antonio ha proposto una catechesi e condivisione spirituale collegata all’ottocentenario del Transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026).
Rileggendo i passaggi chiave del Testamento di San Francesco, il frate ha spiegato la svolta nella vita del santo. Francesco era un giovane ricco e benestante, attratto dal mito della cavalleria e del successo; l’incontro con Dio e con i lebbrosi cambiò totalmente la sua prospettiva, facendogli capire che la vera gioia si trova nel dono di sé e nella capacità di mettersi al servizio degli altri.
A rendere ancora più toccante questo momento è stata la testimonianza personale del religioso. Con molta franchezza, egli ha raccontato al gruppo il proprio percorso di conversione e di scelta vocazionale, segnato da difficoltà familiari, momenti di incertezza e dalla ricerca della propria strada. Il percorso di riconciliazione vissuto con la figura paterna e l’ingresso tra i Frati Minori hanno mostrato a tutti i presenti come la grazia di Dio sappia lavorare anche attraverso le ferite della vita, trasformandole in un’occasione di crescita e di dono per gli altri.
Attraversando Spaccanapoli e facendo tappa alla Cattedrale di Napoli, il gruppo si è accostato ai luoghi simbolo della devozione partenopea e alla Basilica del Tesoro di San Gennaro. Qui i partecipanti si sono raccolti attorno all’altare per la celebrazione della Santa Messa presieduta dal responsabile della Pastorale del Turismo don Emanuel Monte. Riconoscersi comunità nella preghiera e nello spezzare il pane ha dato alla trasferta il suo valore più profondo: viaggiare non per fare i semplici turisti, ma per condividere un’esperienza di fede.
A coronamento della giornata, il gruppo ha vissuto un momento particolarmente entusiasmante: la salita sui tetti della basilica. Da lassù, proprio a ridosso delle cupole, si domina l’intero centro storico di Napoli. Lo sguardo spazia sulle terrazze, sui vicoli antichi, fino ad aprirsi sul golfo e sulla sagoma del Vesuvio. Trovarsi sui tetti della città ha regalato a tutti una grande emozione e una prospettiva insolita, oltre ad accompagnare simbolicamente il messaggio della giornata: la Pastorale del Turismo torna finalmente ad alzare lo sguardo e ad aprirsi a nuovi orizzonti.
Nel tardo pomeriggio il gruppo ha fatto rientro in aliscafo a Ischia, portando a casa il ricordo di una giornata intensa, capace di unire momenti culturali, spirituali e di semplice convivialità.
L’uscita a Napoli ha dimostrato quanto ci sia desiderio di ritrovarsi e di condividere esperienze formative. Per la Pastorale del Turismo diocesana questo appuntamento rappresenta il primo tassello di un cantiere che si riapre: la squadra capitanata da don Emanuel e composta dai suoi stretti collaboratori — con in testa Agnese, prezioso punto di riferimento per l’organizzazione e la cura di ogni dettaglio dell’itinerario — è già al lavoro per elaborare le prossime proposte. L’obiettivo è quello di costruire un calendario graduale che permetta a sempre più fedeli delle nostre parrocchie di rimettersi in viaggio, riscoprendo il piacere di camminare insieme.



